15:10 03 Dicembre 2020
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La BCE non tocca i tassi, ancora al minimo storico. Il governatore sulla Grecia: vogliamo un accordo che sia sostenibile dai conti pubblici e giusto sul piano sociale.

La Banca Centrale Europea non modifica i tassi di interesse, fermi allo 0,05% da settembre 2014, e se necessario aumenterà la dotazione del Quantitave Easing, il "bazooka" voluto da Mario Draghi per riportare l'inflazione della zona euro a livelli pre-crisi. Questi i principali annunci fatti ieri dal governatore BCE, che ha parlato anche di Grecia, ribadendo la volontà delle istituzioni europee di raggiungere un accordo equo con Atene.

"Abbiamo ancora tanta strada da fare" ha affermato Draghi a proposito dei dati sull'inflazione media di Eurolandia, stimata per maggio allo 0,3%.

"L'inflazione — ha dichiarato Draghi da Francoforte — L'obiettivo, come noto, è il 2% entro la fine del 2016, periodo in cui terminerà l'acquisto di bond previsto dal Quantitative Easing. E proprio sul QE il governatore ha confermato che la politica monetaria adottata non si fermerà, sottolineando come sarà invece possibile aumentare la dotazione qualora fosse necessario.

Ai cronisti che lo incalzavano sulla questione Grecia, che sta vivendo ore decisive in vista delle imminenti scadenze con i creditori, Draghi ha parlato della necessità di raggiungere un accordo "forte". "Vogliamo che la Grecia resti nell'euro — ha affermato il governatore — e che dal tavolo emerga un accordo forte. Per essere tale deve essere finalizzato alla crescita economica e giusto sul piano sociale. Ma perché lo sia — ha concluso — deve anche essere un piano sostenibile dal punto di vista della fiscalità pubblica e del debito greco".

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Tags:
Tasse, BCE, Banca Centrale Europea, Mario Draghi, Europa, Grecia
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