01:32 25 Novembre 2020
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Si teme una grave crisi umanitaria con un forte rischio di esodo di massa. L’abbassamento del livello delle acque dell’Eufrate favorirebbe l’attraversamento delle rive del fiume e l’espansione del Califfato ad altre città.

E' allarme umanitario nella regione irachena di Anbar, confinante con Baghdad. Dopo avere preso il controllo di Ramadi lo scorso 17 maggio, lo Stato Islamico ha chiuso le condotte della diga sull'Eufrate, interrompendo la fornitura di acqua alle zone controllate dalle forze di sicurezza irachene, a est della città.

La drammatica situazione potrebbe spingere la popolazione, rimasta priva dell'acqua potabile, a un importante esodo di massa.

Ad annunciare la chiusura della diga di Ramadi all'agenzia turca Anadolu, il generale iracheno, Aziz Khalaf al-Tarmouz:

"Il Daesh ha interrotto il flusso d'acqua verso i quartieri di al-Khalediya e al-Habbaniya che sono sotto il controllo delle forze di sicurezza e di militanti tribali".

Da ieri è partita l'offensiva irachena per riprendere il controllo di Ramadi
© AFP 2020 / Azhar Shallal

Conferma la notizia il governatore di Anbar, Sabah Karhut, che rileva il drastico abbassamento del livello dell'Eufrate ai microfoni dell'emittente televisiva panaraba al Arabiya.

La mossa dello Stato Islamico favorisce l'avanzamento delle truppe degli jihadisti. Le cittadine potrebbero subire pesanti attacchi, favoriti dal basso livello delle acque che rende facilmente attraversabile il fiume Eufrate.

Anche Aoun Dhiyab, ex capo del dipartimento iracheno per le risorse idriche, ha sottolineato che

"l'obiettivo dell'Is non è tagliare l'acqua, ma ridurre il livello del fiume, per sfruttarlo a fini militari. Quando il livello dell'acqua è ridotto, consente loro di infiltrarsi da Ramadi a Khaldiyah e poi raggiungere facilmente le altre zone".

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Tags:
crisi umanitaria, ISIS, Iraq
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