00:32 14 Dicembre 2018
Militanti di ISIS

Libia, Leon: ISIS vuole che la guerra civile continui

© AFP 2018 / Tauseef Mustafa
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L'appello del mediatore ONU, intervenuto ieri a Bruxelles alla Conferenza sulla Libia voluta dal gruppo europarlamentare socialista: se la guerra continua sarà ISIS a vincere.

Intervenendo alla Conferenza sulla Libia, organizzata dal gruppo parlamentare socialista a Bruxelles, il mediatore ONU Bernardino Leon, impegnato da mesi nella difficile trattativa tra Tobruck e Tripoli per mettere fine alle ostilità, ha descritto uno scenario in rapida evoluzione, sottolineando che il tempo per arrivare ad un accordo per la formazione di un governo di unità nazionale "non gioca a favore" della Libia.

Leon, che ha visto saltare già tra volte bozze di accordo che sembravano in dirittura d'arrivo, ha lanciato l'allarme davanti all'assise di europarlamentari.

"Sei mesi fa aveva una presenza ridotta solo nell'est, ora è dappertutto: nel sud, nell'est, a Tripoli e a Sirte con unità che sono quasi militari"

Daesh, come Leon ha definito l'ISIS in lingua araba "vuole che la guerra civile continui. E se la guerra continuerà — ha avvertito il diplomatico spagnolo — sarà Daesh a vincere". Il mediatore ONU per la crisi libica voluto rimarcare poi come lo Stato Islamico sia una minaccia non solo per la Libia, ma anche per le nazioni limitrofe, con il rischio che l'attuale teatro di scontri si allarghi a tutta la regione in modo incontrollato.

Necessario dunque un accordo tra le due fazioni in lotta entro poche settimane, per evitare quello che Leon ha definito "il collasso" del Paese. All'ottimismo mostrato a marzo e aprile di quest'anno, quando più volte il diplomatico ONU aveva parlato di governo di unità nazionale vicino, si è sostituita la preoccupazione degli ultimi giorni, con l'escalation che ha portato pochi giorni fa al fallito attentato al premier di Tobruck ed al ferimento, avvenuto ieri per mano di un commando armato, del viceministro per le risorse idriche di Tripoli. Una quarta bozza verrà elaborata entro pochi giorni, una volta ricevute le "osservazioni" sul no alla terza proposta avanzate da Tripoli. Leon ha poi escluso l'ipotesi di un "piano B" come circolato sulla stampa internazionale in queste settimane, ossia quella del dialogo occidentale solo con Tobruck, che, come sottolineato con fermezza, "non controlla tutto il Paese". 

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