05:13 06 Aprile 2020
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E annuncia l’intervento in Siria

Hassan Nasrallah, il leader di Hezbollah, dichiara guerra all'ISIS, considerato ora il nemico principale e più insidioso.

Pino Cabras, fra i più importanti blogger di politica internazionale, scrive su Megachip che Nasrallah, in un recente e accorato appello al popolo, ha "annunciato di fatto un impegno delle sue addestratissime forze militari in un raggio molto più vasto rispetto ad oggi", allargando "la sfera territoriale entro cui Hezbollah giocherà la partita della sicurezza del Libano" considerando decisivo anche l'intero territorio siriano.

I terroristi dello Stato Islamico
© AP Photo / albaraka_news, File

Per definire l'ISIS, Nasrallah accomuna Daesh (ossia l'ISIS), al-Nusra e al-Qa'ida: "Oggi la storia si ripete, ma con un nuovo piano in grado di destabilizzare l'intera Regione. È quello che stiamo vedendo ogni giorno con le orribili azioni dei salafiti takfiristi. Non certo il piano che elabora un istituto di ricerca, ma un programma che uccide, un'organizzazione che agisce in Siria, Iraq, Afghanistan, Pakistan, Libia, Nigeria, e ora in Arabia Saudita, ovunque. E ora, che fare? In Libano in troppi mettono la testa sotto la sabbia, così come facevano con Israele. Questo è un nuovo e più grande pericolo. Questa è un'entità che elimina fisicamente ciò che è proprio dell'Uomo, persino più del colonialismo. Guardate a quel che succede in Iraq: chi non si sottomette viene trucidato, chi è diverso, perché cristiano, yazida, sciita o perché ha un'idea diversa, viene ucciso. Uccidono i diversi, a migliaia come se fosse una cosa da nulla, anche mentre io vi sto parlando."

Nasrallah rivolge quindi un appello accorato a tutte le 18 comunità che compongono il fragile mosaico libanese. E' necessario, afferma il leader di Hezbollah, intervenire dove c'è un pericolo esistenziale, come in Siria, "dove la chiave della vittoria non può risiedere solo nell'esercito siriano, ma in una reazione popolare che porti le tribù sunnite a schierarsi contro l'ISIS e gli altri estremisti". Se l'esercito si salda con le istanze popolari, succede come in Yemen,

"dove l'attacco saudita fallisce perché c'è identità di obiettivi fra esercito yemenita e popolo".

Nasrallah chiarisce che "siamo presenti in Siria e lo saremo in tutta la Siria, ovunque lo si richieda", anche se le "nuove battaglie costeranno "sacrifici e martiri". 

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Tags:
Guerra, Hezbollah, ISIS, Siria
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