05:56 19 Settembre 2020
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A Roma l’International Symposium on Climate Change 2015 dal 27 al 29 maggio anticipa la conferenza Onu di Parigi e l’enciclica di Papa Francesco. Presenti esperti internazionali, sotto la regia del Premio Nobel per la pace, MiKhail Gorbachev

Dal 27 al 29 maggio si terrà a Roma l'International Symposium on Climate Change 2015, un vertice che, con la partecipazione di 21 esperti, decisori e stakeholder tra i più importanti al mondo sul fronte del cambiamento climatico, anticiperà il prossimo vertice di Parigi in cui si verificheranno gli obiettivi di Kyoto, oltre che l'enciclica di Papa Francesco sull'ambiente, attesa entro il mese di giugno, documento, quest'ultimo, che potrebbe imprimere una svolta decisiva al dibattito internazionale sul clima.

Al simposio verranno esaminati anche i rapporti che intercorrono tra le attività umane e l'ecosistema naturale, allo scopo di porre la questione del clima all'interno di una più ampia strategia per la promozione di uno sviluppo globale  sostenibile, in grado di rispettare i diritti umani e la pace. Secondo il panel di esperti, per scongiurare i drammatici rischi delle conseguenze dei mutamenti climatici, sarà necessario che ogni paese generi sviluppo e diffusione di tecnologie e innovazione, rafforzi le capacità nazionali di intervento e  resilienza, rilanciando la cooperazione internazionale.

"I ritardi negli investimenti in nuova capacità di generazione elettrica dovuti all'incertezza delle politiche energetiche, il basso livello dei prezzi del carbone e i sussidi alle rinnovabili sono fattori che possono condurre l'Europa verso una situazione di completa assenza di alternative. Questo consoliderebbe uno scenario in cui l'Europa non riuscirà a soddisfare i propri obiettivi di decarbonizzazione e in cui le bollette dei consumatori cresceranno entro il 2030 di almeno il 50%".

Così si legge nello studio pubblicato, lo scorso 13 dicembre, da European Gas Forum (EgaF) al cui tavolo siedono Eni, Centrica, E. On Ruhrgas, Gazprom Export, GDF SUEZ, Qatar Petroleum, Shell e Statoil. Si deve fare presto, quindi.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha espresso alla stampa i propri timori: "I cambiamenti climatici sono pericolosi come il terrorismo".

Ma in Europa dal 2005 si sono create le basi per la nascita di un vero e proprio mercato di crediti di carbonio nel mondo, chiamato Ets (Emission Trading scheme), che include sistemi di 'cap and trade' e di 'offsetting' che permettono ai partecipanti di comprare e vendere le quote di CO2 per raggiungere gli obiettivi di riduzione fissati o semplicemente per fare profitto sul mercato, creando così una "bolla" per i troppi crediti elargiti, invece che finanziare energia "pulita".

In questa situazione complicata, gli obiettivi di Kyoto, fissati per il 2013 sulla riduzione dell'inquinamento globale, appaiono distanti, in vista della conferenza Onu di Parigi 2015 che si terrà il prossimo 11 novembre sulle politiche climatiche. Un vertice importantissimo nel quale dovrà essere definito il futuro accordo globale per cercare di contenere a +2 gradi il riscaldamento del pianeta in vista del 2030.

Al simposio romano, che si prefigge l'intento di formulare una proposta costruttiva da sottoporre all'attenzione dei partecipanti alla conferenza ONU, è atteso anche il Nobel per la pace Mikhail Gorbachev.  Nella sua posizione di attento osservatore dei processi di pace, parlerà di come il climate change stia dietro alle migrazioni, alle guerre, ai grandi stravolgimenti sociali e politici del pianeta, nella nostra era. Insieme a Gorbachev ci saranno, tra gli altri, il consulente di Obama, Bill Ritter, due consulenti del governo cinese, Frederick Dubee e Dirk Messner, il senior advisor delle Nazioni Unite, Martin Lees.  Molto atteso l'intervento del russo Aleksander Likhotal, presidente della Green Cross International, con sede a Ginevra. Tra i relatori italiani, l'ex ministro Francesco Rutelli e il giornalista Giulietto Chiesa. 

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Tags:
cambiamenti climatici, clima, vertice, ONU, Papa Francesco, Barack Obama, Italia
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