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21:50 15 Ottobre 2019
Una manifestazione in supporto dell'integrazione europea dell'Ucraina a Kiev.

La Russia lascia l'Ucraina all'Europa

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L'accordo di associazione tra l'Ucraina e l'Unione Europea che ha provocato le proteste di Maidan alla fine del 2013 non è più bloccato dalla Russia.

Ai colloqui di Bruxelles, il ministro dell'Economia della Federazione Russa Alexey Ulyukayev ha confermato la partecipazione della Russia ai negoziati, che permetteranno dal 1° gennaio 2016 di far entrare in vigore la parte economica dell'accordo tra UE ed Ucraina. Contrariamente alle attese, la Russia non propone un nuovo rinvio di questa data, riporta il quotidiano russo "Kommersant".

Dopo i colloqui a Bruxelles, la Russia, l'UE e l'Ucraina hanno concordato l'istituzione di una task force. Entro il prossimo luglio, deve preparare i materiali sulle questioni problematiche. Si tratta delle regolamentazioni doganali e tecniche, nonché il controllo fitosanitario in vista della prossima entrata in vigore dell'accordo di associazione tra Ucraina ed Unione Europea, si afferma in una disposizione della Commissione Europea pubblicata ieri. Questo punto riguarda la consegna dei prodotti dalla Federazione Russa nel mercato ucraino. Per discutere questi temi, la task force si riunirà entro le prossime 2 settimane, è scritto nel documento.  

Il presidente ucraino Poroshenko a colloquio con Hollande e Merkel.
© Sputnik . Mikhail Palinchak
Il presidente ucraino Poroshenko a colloquio con Hollande e Merkel.

Può essere considerato il principale risultato politico dell'incontro la conferma che la parte economica dell'accordo di associazione tra l'Ucraina e la UE sull'istituzione di una vasta zona di libero scambio commerciale entrerà in vigore dal 1° gennaio 2016. La Russia non chiederà di posticipare ulteriormente l'attuazione del documento, ha confermato Alexey Ulyukayev: "non abbiamo posto una questione simile."

Nel settembre 2014 l'Ucraina, la Russia e la UE avevano concordato di rinviare l'attuazione dell'accordo di associazione fino alla fine del 2015 e di conservare il libero scambio all'interno dei Paesi CSI: la preoccupazione maggiore della delegazione russa era il rischio della riesportazione delle merci europee verso il mercato russo tramite il territorio ucraino. In caso di persistente disaccordo, l'Ucraina avrebbe perso i benefici derivanti dalla mancanza di dazi doganali nell'ambito della CSI, aveva avvertito il ministero degli Esteri russo. Ora secondo Vladimir Chizhov, rappresentante permanente della Russia presso la UE, "i partner hanno iniziato a prestare maggiore attenzione alle preoccupazioni della parte russa."

Kiev- proteste davanti al parlamento contro la politica economica del governo 

Il significato simbolico dei colloqui a Bruxelles del 18 maggio è superiore ai contenuti. Non è necessario parlare della vulnerabilità del mercato russo a seguito di un forte calo dello scambio commerciale reciproco e nell'ambito della recessione dell'economia ucraina. Gli analisti ritengono che la rinuncia della Russia di ritardare di un altro anno l'entrata in vigore della parte economica dell'accordo di associazione tra l'Ucraina e la UE sia dettata esclusivamente da ragioni economiche. Lo scambio commerciale tra Russia e Ucraina  è calato di un terzo. Non è vantaggioso né per la Russia né per l'Ucraina né per l'Unione Europea. Nel 2014 erano stati introdotti dalla Russia dazi proibitivi su un certo numero di prodotti ucraini, pertanto non serve aspettarsi un grande livello di importazioni da Kiev. In Russia non è ormai così fondamentale difendersi dalle merci ucraine.

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