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    Tensione Palestina – Israele nel calcio

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    La Palestina chiede alla Fifa la sospensione della federcalcio israeliana. Blatter incontra Netanyahu e Mazen per un accordo.

    Continua il braccio di ferro tra la federcalcio palestinese (Pfa) e quella israeliana (Ifa). La prima accusa la seconda di gravi violazioni della legge internazionale e ha chiesto all'assemblea generale della Fifa, che si riunirà a Zurigo il prossimo 29 maggio, la sospensione dell'associazione dal calcio mondiale, per "violazioni e discriminazioni contro gli sportivi palestinesi in contravvenzione dello statuto della Fifa".

    Per essere approvata, la sospensione di Israele dovrebbe ottenere i due terzi dei voti dell'assemblea della Fifa, composta da 209 membri.

    Le principali accuse rivolte dai palestinesi verso Israele sono note da tempo e riguardano le cinque formazioni degli insediamenti israeliani nei territori occupati che militano nel campionato di calcio; il razzismo verso i palestinesi e i musulmani nel campionato di calcio israeliano; la restrizione al movimento di giocatori, allenatori, arbitri e del personale della Federcalcio palestinese compresi gli equipaggiamenti; l'attacco alle infrastrutture della Pfa — in riferimento al raid dell'esercito israeliano presso la sede della Pfa ad Al-Ram (Gerusalemme est) del novembre scorso — e l'impossibilità di costruire strutture sportive finanziate dalla Fifa in Cisgiordania e a Gaza.

    "Il calcio israeliano fa parte dell'oppressiva occupazione israeliana ed è complice delle politiche razziste e di Apartheid" ha dichiarato il capo del calcio palestinese, Jibril Rajoub, in conferenza stampa questa mattina a Ramallah. "Quello che richiediamo" ha detto Rajoub ai giornalisti "è il rispetto della legge internazionale e dello statuto della Fifa, in aggiunta alla creazione di un meccanismo indipendente che possa monitorare la situazione sul terreno". Secondo Rajoub, queste problematiche erano già state sollevate nei due precedenti congressi della Fifa, nelle Isole Mauritius (2013) e a San Paulo (2014), ma non risolte, a causa del rifiuto di Israele. Da allora, la Federcalcio palestinese ha indetto una campagna internazionale dal titolo "diamo un cartellino rosso al calcio Israeliano" e ha cominciato a chiedere il supporto dei membri della Fifa, in particolare delle nazioni europee.

    Il capo negoziatore dell'Olp, Saeb Erekat, accompagnato da Rajoub, ha poi incontrato a Ramallah i rappresentanti consolari dell'Unione Europea a Gerusalemme per aggiornarli sulle richieste palestinesi.

    Il capo della Fifa, Joseph Blatter, è in visita in Israele e Ramallah per trovare un'alternativa al voto che possa soddisfare le parti. Incontrerà il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen.

    Non sarebbe la prima volta che la Fifa sospende uno dei suoi membri: nel 1962 toccò al Sudafrica dell'Apartheid, nel 1992 alla Federcalcio dell'ex Jugoslavia e nel 2006 all'Iran degli Ayatollah.

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    Tags:
    Calcio, FIFA, Israele, Palestina
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