08:19 25 Febbraio 2021
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Approvata l’agenda UE sui migranti, ma permangono le divisioni dei paesi sulle quote.

La Commissione europea ha adottato la nuova agenda per la gestione dell'immigrazione. Lo annuncia su Twitter la vice presidente dell'esecutivo UE e Alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini.

L’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini
© AP Photo / Efrem Lukatsky
Hanno ragione i politici che domandano più Europa e chiedono finalmente decisioni comuni?

Per la prima volta Bruxelles propone di attivare il sistema di emergenza previsto per aiutare gli stati membri interessati da un afflusso improvviso di migranti. L'obiettivo è rivedere in toto il regolamento di Dublino, del 2003, secondo il quale, il paese di arrivo è quello che ha la responsabilità dell'accoglienza dei richiedenti asilo.

La Commissione UE ha previsto entro maggio un programma temporaneo di reinsediamento nei paesi europei per 20 mila rifugiati provenienti da paesi terzi "con evidente bisogno di protezione internazionale" che sbarcano nelle coste del mediterraneo, grazie a un finanziamento supplementare di 50 milioni di euro per il 2015 e il 2016.  Entro fine anno, seguirà la proposta di un sistema permanente di ricollocazione in situazioni emergenziali di afflusso massiccio che "terrà conto degli sforzi già fatti su base volontaria dagli stati membri".

Da fonti UE, si apprende che la percentuale di collocazione di richiedenti asilo per l'Italia che la Commissione Ue propone è di il 9,94%, secondo una chiave di distribuzione per paese. Per quanto concerne, invece, ricollocazione dei richiedenti asilo già presenti sul territorio europeo all'Italia spetterà l'11,84%. Non viene, invece, fornito il dato complessivo delle ridistribuzioni da Italia, Grecia e Malta, né sono stati fissati numeri per la redistribuzione degli immigrati già sbarcati.

Lo schema approvato oggi dalla Commissione come misura a breve termine dovrà passare al vaglio dei governi, non senza problemi. Nonostante il richiamo del presidente della Commissione UE, Jean Claude Juncker, che scrive su Twitter "Metteremo in atto un sistema di quote. Dobbiamo essere più solidali tra di noi", i paesi membri dell'UE sono divisi sul nodo delle quote. Il ministro britannico dell'interno, Theresa May, in un editoriale pubblicato sul Times, scrive: "L'UE dovrebbe lavorare per stabilire dei siti di accoglienza sicuri in Africa del Nord, con un programma attivo di ritorno. Non sono d'accordo con il parere" del capo della diplomazia europea Federica Mogherini, secondo il quale "non un singolo rifugiato o migrante intercettato in mare sarà respinto contro la sua volontà. Un simile approccio non può che favorire la traversata del Mediterraneo e incoraggiare ancora più persone a mettere la loro vita in pericolo." Ferma opposizione all'introduzione delle quote obbligatorie per l'accoglienza dei migranti nell'UE anche da Repubblica ceca e Slovacchia. La posizione dei due governi è stata ribadita durante un vertice a cui hanno partecipato i premier Bohuslav Sobotka e Robert Fico. "Per principio respingo qualsiasi politica delle quote", ha detto lo slovacco Fico, secondo il quale ogni atteggiamento dell'UE deve basarsi sul principio della volontarietà, rispettando le decisioni dei singoli paesi. Fico prevede un "difficile scambio di opinioni" nell'Ue su questo tema.

Ancora un disgraziato scarcato sulle coste italiane
© REUTERS / Alessandra Tarantino
Ancora un disgraziato scarcato sulle coste italiane

 I piani europei per una campagna militare contro i trafficanti di esseri umani che operano in Libia includono anche l'opzione del ricorso a truppe di terra in territorio libico. L'ipotesi è contenuta nel testo di 19 pagine sulla strategia UE che dovrebbe essere approvato lunedì 18 maggio durante la riunione dei ministri degli Esteri e dell'Interno dei paesi dell'Unione. Secondo il documento, di cui il britannico Guardian avrebbe ottenuto una copia, la missione europea si esplicherebbe attraverso una campagna aerea e navale nel Mediterraneo e nelle acque territoriali libiche, con il via libera delle Nazioni unite. Secondo quanto riportato dal Guardian, operazioni di terra in Libia potrebbero rendersi necessarie per distruggere le imbarcazioni dei trafficanti di uomini, prima del loro utilizzo. Ipotesi immediatamente smentita da Federica Mogherini che ha espresso la speranza che "l'Onu possa preparare e adottare la risoluzione, che possa rendere possibile rendere la nostra operazione più completa".

 

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quote, immigrazione, Federica Mogherini, UE
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