03:21 30 Aprile 2017
    Le esercitazioni  Fearless Guardian 2015  dell`173. armata USA in UcrainaMigranti su una delle tante carrette del mare in navigazione nel mare tra la Libia e l'Italia.

    I migranti in Europa conseguenza delle guerre NATO

    © Sputnik. © AFP 2017/ MAHMUD TURKIA
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    Margherita Furlan
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    La guerra non si esaurisce nel momento in cui cessano i bombardamenti ma porta una reazione a catena. I migranti ne sono soltanto una conseguenza. Pericolose esercitazioni Nato in Europa.

    "L'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico non ha più confini. In Europa — dopo essersi estesa a sette paesi dell'ex Patto di Varsavia, tre dell'ex Urss e due della ex Jugoslavia (demolita con la guerra nel 1999) — sta incorporando l'Ucraina. Le forze armate di Kiev, che da anni partecipano alle operazioni Nato in diverse aree (Balcani, Afghanistan, Iraq, Mediterraneo, Oceano Indiano), vengono sempre più integrate in quelle dell'Alleanza sotto comando Usa. Il 24 aprile è stato firmato un accordo che le inquadra di fatto nella rete di comando, controllo e comunicazione Nato. In Africa, dopo aver demolito la Libia, la Nato sta potenziando l'assistenza militare all'Unione africana, cui fornisce anche "pianificazione e trasporto aeronavale", nel quadro strategico del Comando Africa degli Stati Uniti".

    Così scrive il noto giornalista Manlio Dinucci sulle pagine de ‘Il Manifesto' il 5 maggio scorso.

    Raggiunto da Sputnik Italia, Manlio Dinucci ci racconta come stanno mutando i quadri della geopolitica internazionale.

    "Oggi si sono aperti due fronti che sono una specie di tenaglia in cui noi siamo presi in mezzo. Al fonte chiamiamolo meridionale che concerne Libia, Siria, Yemen, etc, ora si è aggiunto il fronte settentrionale, con il fronteggiamento che assume caratteri sempre più pericolosi con la Russia, ricercato, voluto e provocato. Piazza Maidan è stata semplicemente l'innesto di un'operazione a lungo preparata. Ora, dopo una prima fase dell'operazione detta "Noble Jump" tenutasi in aprile, in giugno si terrà la seconda fase in Polonia, con la partecipazione anche di forze tedesche e italiane, e al largo della Scozia è in corso un'altra operazione che si chiama "Joint Warrior". 

    Viene definita dalla Nato la maggiore esercitazione aereo-navale svoltasi sotto l'egida dell'Alleanza. Vi partecipano 50 navi da guerra e 70 cacciabombardieri a duplice capacità nucleare. Ricordiamoci che non si fanno mai esercitazioni che non prevedano una simulazione di attacco nucleare. Tutto questo serve a preparare l'operazione "Trident Juncture 2015", la maggiore esercitazione militare che la NATO tiene dalla caduta del muro di Berlino a oggi. Si svolgerà in Italia con operazioni collaterali in Spagna e Portogallo, dal 28 settembre al 9 novembre. Un'esercitazione a cui parteciperanno tutte le forze armate di tutti i paesi della NATO. Questo è l'autunno che ci aspetta. Su questo punto il problema è un'opinione pubblica che ha subito un continuo martellamento con le armi di distrazioni di massa: prima di preoccuparci della militarizzazione dei territori, dovremmo preoccuparci della militarizzazioni delle menti".

    Soldati NATO durante le esercitazioni in Lettonia
    © Sputnik. Oksana Dzhadan
    Soldati NATO durante le esercitazioni in Lettonia

    Quale soluzione per la stabilità in Libia e per le politiche migratorie?

    "La guerra del 2011 è stata un'operazione decisa dalle cupole del potere a noi sconosciute — non dal presidente degli Stati Uniti  o dalle cancellerie europee. Non si può immaginare che soltanto dopo pochi mesi dalla stretta di mano della Clinton al figlio di Gheddafi — al quale giurava l'intenzione degli Stati Uniti di avere rapporti sempre più stretti con la Libia — si ribalti completamente la situazione. La Libia improvvisamente diventò il nemico numero uno e naturalmente l'Italia si accodò, dimenticando 30 anni di dominio coloniale e il patto di non aggressione, tralasciando che fosse il paese più avanzato dell'Africa da un punto di vista socio-economico e che Gheddafi si stava trasformando. La sua figura fu il frutto della storia, che parte da trent'anni di colonialismo italiano." 

    Questa campagna sui morti del Mediterraneo che ha coperto pagine e pagine dei nostri quotidiani che ha citato ogni particolare ne ha sempre dimenticato uno: questa tragedia quando ha avuto l'impulso catastrofico che sta ormai assumendo? Dal momento in cui si è demolito lo stato libico. E ci sono le prove del New York Times che ha fatto un'inchiesta su come USA e NATO hanno preparato l'operazione contro la Libia infiltrando agenti e guadagnandosi dalla loro parte gruppi tribali che avevano ostilità con Tripoli e poi soprattutto armando e addestrando gruppo islamici che fino a poco tempo prima erano nella lista ufficiale dei gruppi terroristici. Tra cui i primi nuclei di quello che sarà il futuro ISIS. E ora si piange sui morti del Mediterraneo. Anche sui giornali di sinistra ho cercato, invano, minimi agganci a questo discorso. Qual è la lezione che dobbiamo imparare dal dramma che stiamo vivendo perché non si finisca nella solita retorica? Esattamente questo: che la guerra non si esaurisce nel momento in cui cessano i bombardamenti ma porta una reazione a catena e ora noi ne vediamo le conseguenze".

     

     

    Tags:
    esercitazioni, NATO, Europa orientale
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