15:56 28 Aprile 2017
    Il mediatore inviato in Libia dalle Nazioni Unite Bernardino Leon

    Proposta italiana al Consiglio di Sicurezza Onu contro i trafficanti di esseri umani

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    Unica soluzione difronte alla frammentazione europea.

    Dare un quadro legale alla lotta contro i trafficanti di esseri umani. Questo l'obiettivo della bozza presentata dall'Italia ai paesi europei del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, Gran Bretagna e Francia, oltre a Spagna e Lituania, paesi membri non permanenti.  Lo comunica da Varsavia il ministro per gli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, aggiungendo che la bozza potrebbe essere approvata nell'arco temporale di circa e permetterà di effettuare singole operazioni contro i trafficanti.

    Ieri, alla Commissione Affari Esteri del Senato, in un'audizione informale sul "Mediterraneo e l'interesse nazionale", l'ex premier Romano Prodi ha esplicitato che, per quanto concerne l'immigrazione, "il caso libico si è acutizzato dalla guerra del 2011. Quando è cominciato il conflitto bellico, l'esercito di Gheddafi si è dissolto. Sono rimasti i veterani, senza più uno stipendio, hanno preso quello che c'era da prendere. Ma la Libia era il più grande arsenale di tutta l'Africa e secondo gli esperti dell'ONU c'erano 4 milioni di kalashnikov.  Per questo le tribù sono fondamentali in un tavolo di pacificazione in Libia, dove non possono contare solamente i due governi, di Tobrouk e di Tripoli. Quasi la totalità dei rifugiati proviene dalla Libia e finché non stabilizziamo nuovamente la situazione politica interna alla Libia in modo pacifico, senza droni, è impossibile riprendere i fili della politica nel Mediterraneo". 

    "Il vero problema — afferma Prodi — è che non c'è un'unità né di visione politica nè d'interessi economici in Europa. Per esempio, la politica estera britannica è molto diversa dalla nostra, in quanto al Regno Unito il Mediterraneo non interessa assolutamente. Ricondurre questi interessi, ora contraddittori, nei rapporti di forza odierni è tanto difficile quanto importante, per raggiungere l'obiettivo. Nell'Europa di oggi non c'è il clima politico per revisionare le politiche migratorie. Quello che sta succedendo viene ritenuto una tragedia umana ma politicamente non è stata ancora tradotta questa sensazione. Questa è la vera tragedia. Fortunatamente l'aspetto umano ha risvegliato molte sensibilità, ma purtroppo non le cancellerie. L'Europa è passata dalla testa dei giovani. Prima era una cosa che interessava, adesso non interessa più. Bisogna richiamare all'ordine tutti quei paesi che fanno una politica di potenza esclusivamente regionale. L'Africa sta crescendo dal punto di vista macroeconomico e noi tutti dobbiamo accelerare questo sviluppo, perché l'immigrazione cala non quando un paese diventa ricco ma quando comincia a sperare".

    Alla domanda di Luigi Zanda, capogruppo del Pd al Senato, sulla possibilità di realizzare campi profughi in Africa, Prodi risponde che teoricamente molte cose sono fattibili ma "questa gente fuggirebbe comunque per venire in Europa perchè provengono dalle zone di guerra. E dopo la fuga, le persone vengono usate come carne di ricatto sui barconi. Se ci fosse uno strumento tecnico per distruggere i barconi dovrebbe essere usato ma non esiste".

    Proprio secondo Prodi, "Bernardino Leon sta svolgendo un ottimo ruolo per un governo di unità nazionale che eviti un intervento militare. Ma l'ONU ha una grande forza nei piccoli conflitti, e appena il conflitto si allarga un po' e altri entrano in gioco, allora bisogna fare riferimento al Consiglio di Sicurezza, per il gioco dei rapporti di forza".

     

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    immigrazione, Libia
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