03:14 30 Aprile 2017
    Le proteste a Baltimora, Maryland, il 27 Aprile, 2015

    Baltimora a ferro e fuoco

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    Decretato lo stato di emergenza nazionale. In arrivo 500mila unità della guardia nazionale.

    Precipita la situazione a Baltimora all'indomani dei funerali di Freddie Gray, giovane afroamericano morto dopo l'arresto e ritrovato con la spina dorsale spezzata. La città è stata messa a ferro e fuoco da gruppi di giovani che hanno appiccato incendi, saccheggiato centri commerciali, infranto vetrine e distrutto auto civili e della polizia.

    Inutili gli appelli "a onorare la lunga tradizione di manifestazioni pacifiche e rispettose" rivolti dal sindaco della città, Stephanie Rawlings-Blake, insieme a 24 leader religiosi di Baltimora.

    Accanto alla protesta pacifica della folta comunità afroamericana, infatti — che ha visto sfilare per le strade di Baltimora migliaia di persone — sono dilagati gli scontri con la polizia con un fitto lancio di pietre e bottiglie che ha provocato il ferimento di una ventina di agenti di polizia, di cui uno versa oggi in gravi condizioni.

    Freddie Gray, 25 anni, è morto domenica 19 aprile, a una settimana dall'arresto. A oggi non è ancora chiaro perché la polizia lo avesse fermato.

    Il commissario di polizia, Anthony Batts, ha dichiarato alla stampa che l'inchiesta andrà avanti fino al primo maggio e che si vuole verificare se oltre a scappare dagli agenti Gray avesse altre responsabilità.

    Nel frattempo, la polizia continua a difendersi respingendo le accuse, ma questo ennesimo episodio solleva nuovi pressanti interrogativi sui metodi violenti delle forze dell'ordine nei confronti dei neri.

    Nel frattempo, Barack Obama continua a seguire l'evolversi della situazione dalla Casa Bianca. Strategica la nomina, recentissima, del neo ministro della Giustizia, Loretta Lynch, prima afroamericana a ricoprire questo incarico, anche se ciò non sembra sufficiente a placare le polemiche su una situazione che negli ultimi mesi starebbe sfuggendo di mano in molte città americane, da Ferguson in poi.

    Il governatore del Maryland, Larry Hogan, ha decretato lo stato di emergenza nazionale, annunciando l'arrivo di 500mila unità della guardia nazionale. Scenari che riportano alla memoria i drammatici momenti vissuti dalla città di Baltimora all'indomani dell'assassinio di Martin Luther King e che fanno riflettere su quanto poco sia cambiato in tutti questi anni.

    Intanto, il sindaco della città Stephanie Rawlings-Blake, anch'essa afroamericana, ha annunciato il coprifuoco dalle 10 di sera alle 5 del mattino, per una settimana intera. "Riporteremo l'ordine. Ci sono criminali in azione che vogliono distruggere la nostra città".

    E a invitare alla calma, affinché cessino gli scontri, interviene anche la sorella gemella di Gray, Fredericka, che lancia un appello, dicendosi in disaccordo con quanto avvenuto: "Freddie non era una persona violenta".

    In attesa dei risultati dell'inchiesta, la polizia ha sospeso i sei agenti coinvolti nella morte di Gray ma ha anche arrestato 27 persone accusate di aver partecipato alle violenze. Negli scontri sono rimasti feriti anche 15 agenti.

     

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