09:29 29 Aprile 2017
    Marcia di commemorazione delle vittime del genocidio a Montevideo

    Giornata della memoria del genocidio armeno

    © AFP 2017/ Pablo Porciuncula
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    Il 24 aprile gli armeni di tutto il mondo ricordano le vittime del genocidio del loro popolo nell'Impero Ottomano. I principali eventi commemorativi si sono svolti ad Yerevan, capitale dell'Armenia, con la partecipazione dei leader di Russia, Francia, Cipro, Serbia.

    Rivolgendosi ai partecipanti della cerimonia commemorativa, Vladimir Putin ha dichiarato che le uccisioni di massa non hanno giustificazioni e non possono essere in alcun modo giustificate.

    "I nostri cuori si stringono al popolo armeno, che ha vissuto una delle peggiori tragedie della storia dell'umanità. Più di mezzo milione di civili sono stati uccisi, mutilati, mentre oltre 600mila sono stati cacciati dalle proprie case e sottoposti a repressione. Furono distrutti monumenti di inestimabile valore e santuari religiosi e furono bruciati libri e manoscritti di grande valore. Gli eventi del 1915 hanno sconvolto il mondo intero. Rilevo che i rapporti dei popoli fratelli di Armenia e Russia si sono sempre distinti per la vicinanza e il sostegno reciproco," — ha detto Vladimir Putin, sottolineando che la comunità internazionale deve "fare di tutto affinchè i tragici eventi del passato non si ripetano e che tutti i popoli possano vivere in pace e armonia, senza conoscere gli orrori che derivano dall'incitamento all'odio religioso, al nazionalismo aggressivo e alla xenofobia."

    Lo sterminio di massa e le deportazioni sono state effettuate nei territori dell'Impero Ottomano (oggi Turchia), abitati prevalentemente da armeni che professavano il Cristianesimo. A metà del XIX secolo, nell'Impero Ottomano non professava l'Islam circa il 56% della popolazione. Gli armeni erano circa 3 milioni. La politica dell'Impero Ottomano si distingueva per l'intolleranza verso i popoli non turchi. Vennero bruciate e saccheggiate più di 60 città ed oltre 2500 villaggi armeni. Circa 1 milione di armeni fuggirono o vennero deportati. Si tratta del capitolo più tragico della storia del popolo armeno. L'annientamento degli armeni nell'Impero Ottomano è considerato il primo genocidio del XX secolo.

    Il genocidio armeno nella Turchia ottomana è riconosciuto da molti Paesi, comprese la Russia, la Polonia, la Francia, la Svizzera, il Canada, la Svezia, l'Olanda, il Belgio, l'Italia, la Slovacchia e la Repubblica Ceca. Il genocidio armeno è stato riconosciuto anche dal Parlamento europeo e dal Consiglio Mondiale delle Chiese. 44 dei 50 Stati degli USA hanno riconosciuto e condannato il genocidio armeno. Ripetutamente la questione è stata sollevata nel Congresso degli Stati Uniti. Tuttavia ha incontrato la resistenza della lobby turca, che fa appello agli interessi di politica estera degli Stati Uniti, per cui la Turchia è un alleato chiave della NATO nella regione.

    Nella Turchia moderna la deportazione di massa degli armeni durante la Prima Guerra Mondiale non viene negata, tuttavia Ankara si rifiuta categoricamente di riconoscerla come genocidio. Per questo motivo Yerevan ed Ankara non hanno ancora avviato relazioni diplomatiche.

    Come motto degli armeni di tutto il mondo per il 100° anniversario del genocidio sono state scelte le parole "ricordo e chiedo" e come simbolo i fiori "Myosotis", conosciuti anche come "nontiscordardimé". Questo fiore in tutte le lingue ha un significato simbolico, ovvero ricordare, non dimenticare e ricordare… Anche i musicisti hanno espresso la loro solidarietà alle vittime armene: nell'orchestra che ha eseguito la musica dei compositori armeni c'erano i rappresentanti di 43 Paesi.

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    Tags:
    genocidio armeno, Vladimir Putin, Armenia
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