09:25 29 Aprile 2017
    Manifestazioni anti-TTIP

    Trattato Translatlantico minaccia per la democrazia europea

    © AFP 2017/ JOHN MACDOUGALL
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    Sono più di 750 in tutto il mondo le iniziative per dire ‘No al Trattato Transatlantico tra Stati Uniti e Unione Europea' - TTIP - a pochi giorni dal nuovo round negoziale di deregolamentazione dei commerci.

    Settecentocinquanta manifestazioni in tutto il mondo (oltre 550 in Europa, 74 negli Stati Uniti, 17 in Asia e Oceania, 12 in Centro e Sudamerica, 4 in Africa), di cui 40 solo in Italia sabato 18 aprile hanno coinvolto migliaia di organizzazioni della società civile, ambientalisti, sindacati e associazioni di consumatori, per dire ‘No al Trattato Transatlantico tra Stati Uniti e Unione Europea' — TTIP — a pochi giorni dal nuovo round negoziale di deregolamentazione dei commerci.

    In Italia, la società civile, con la Campagna Stop TTIP Italia, si è, quindi, unita alle reti internazionali, in una grande mobilitazione politica e popolare mondiale. Significativa in Europa la forza del movimento, che sta crescendo esponenzialmente, tanto da avere raccolto un milione e settecentomila firme per fermare il Trattato Transatlantico, in una petizione che continuerà fino a ottobre.

    Intervistato da Sputnik Italia, Marco Bersani, coordinatore nazionale di Attac Italia, ha detto:

    Il 18 Aprile è stato uno degli appuntamenti più importanti di una mobilitazione grazie alla quale si è cominciata a creare una crepa nel muro di omertà e di segretezza che nascondeva agli occhi dei più la natura e gli obiettivi del TTIP. Si tratta di un negoziato tra gli USA e l'UE, nato nel luglio del 2013 e da chiudersi entro la fine di quest'anno, che, in particolare, prevede l'abbattimento delle cosiddette barriere non tariffarie al commercio e agli investimenti. Quest'ultime sono tutte quelle normative che riguardano i diritti del lavoro, la tutela della salute e dell'ambiente, la sicurezza alimentare, la garanzia dei servizi pubblici, che oggi vengono considerate ostacolanti alla libertà d'investimento e, quindi, ai profitti delle grandi multinazionali.

    Da oggi — aggiunge Bersani — le autorità pubbliche italiane ed europee saranno costrette a confrontarsi con la popolazione. Sinora la realtà del TTIP è stata, infatti, quella raccontata da molti parlamentari europei, ultimo dei quali lo spagnolo Ernest Urtasun, che, nella sua recente intervista al quotidiano El Diario, ha denunciato di essere stato perquisito personalmente prima e dopo il suo ingresso nella sala di lettura dei documenti negoziali del TTIP, allestita all'interno del Parlamento europeo, per impedirgli di annotare in un taccuino anche solo appunti personali sul testo. La documentazione, infatti, non può essere né fotografata né riportata in alcun modo. 

    Bersani continua: "Il TTIP è una gigantesca espropriazione di diritti che mette in discussione persino la democrazia formale a cui siamo abituati. Il trattato prevede addirittura un meccanismo di arbitrato commerciale per cui le multinazionali possono chiamare a giudizio presso tribunali privati gli stati, i parlamenti e le autorità pubbliche che a qualsiasi livello, con normative o anche semplicemente delibere, possano inficiare la loro previsione di profitti. Stiamo pertanto passando dallo stato di diritto allo stato di mercato, in una situazione in cui non sono più i sovrani assoluti a sottrarsi alle leggi, ma i mercati sono diventati le colonne d'Ercole insuperabili a cui diritti, beni comuni, servizi pubblici devono adattarsi e divenire variabili dipendenti. Questo non è altro che un gigantesco attacco alla democrazia".

    Grazie al lavoro della società civile oggi è evidente l'insostenibilità del TTIP, ed è stato tradotto in forma leggibile l'impatto che avrà sull'agricoltura europea, con un rischio di un 118% di aumento dell'import di prodotti Usa in Europa, e un impatto pesantissimo sulle piccole attività agricole, asse portante dell'economia europea.

     "Con questa grande mobilitazione — conclude Bersani — stiamo dimostrando che è necessario cambiare rotta e che non è né sarà più possibile negoziare trattati così importanti senza il diretto coinvolgimento della società civile e dei cittadini".

    Ma, nonostante una così forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica, il premier Matteo Renzi, nella sua visita di venerdì scorso alla Casa Bianca, nel fare dono a Barack Obama della "piena condivisione" del modello economico USA, comprensivo anche del Trattato Transatlantico, ha ignorato l'esistenza di un'azione politica popolare che tocca entrambe le rive dell'oceano atlantico.

     

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