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    Naufragio a largo di Rodi, si temono molte vittime

    © Sputnik. Vladimir Rodionov
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    Un altra tragedia del mare, stavolta sulla rotta che dalla Turchia porta alla Grecia attraverso il Mar Egeo. Recuperati i corpi delle prime vittime, tra cui un bambino.

    Cifre discordanti ma una triste certezza: nel corso dell'ennesima disperata traversata, il mare ha inghiottito i corpi di altri migranti, dopo lo scontro del barcone su cui navigavano sulle rocce del porto di Rodi, nel Mar Egeo sudorientale.

    Secondo le prime ricostruzioni un'imbarcazione con a bordo 200 persone sarebbe affondata al largo dell'isola greca dopo essere venuti violentemente a contatto con delle rocce. La Guardia Costiera greca che sta portando i soccorsi sul posto del naufragio, ha parlato però di 83 migranti a bordo al momento dell'incidente. I superstiti sono al momento 57, riusciti a mettersi in salvo sulla spiaggia anche grazie all'aiuto dei residenti dell'isola, dopo avere abbandonato l'imbarcazione mentre affondava. Fonti della polizia ellenica hanno reso noto in queste ore di avere recuperato i cirpi delle prime tre vittime, tra cui quello di un bambino.

    La rotta che dalla Turchia porta in Grecia è una frontiera relativamente poco battuta, rispetto alle tradizionali rotte del traffico di esseri umani, ma negli ultimi mesi le traversate del Mar Egeo si sono intensificate. Negli ultimi dieci giorni in particolare, molte imbarcazioni di fortuna stanno raggiungendo i porti ellenici. La scorsa settimana 700 persone erano arrivate a Mytilene, nell'isola greca di Lesbo, mentre sul fronte delle statistiche, sono oltre 10mila gli arrivi clandestini registrati in Grecia nel primo trimestre del 2015 via mare, rispetto alle 3mila di dodici mesi fa. 

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    Tags:
    Grecia, Turchia, Mar Egeo, Rodi
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