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    Nasa: “Gli alieni esistono e li incontreremo nei prossimi 20 anni”.

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    Il verdetto è stato unanime: la vita c’è, e sappiamo anche dove andarla a cercare, su Marte, ma anche in altri pianeti.

    Martedì scorso si è tenuto a Washington un convegno sulla possibilità dell'esistenza della vita fuori dal nostro pianeta. Vi hanno partecipato alcuni leader scientifici della Nasa, fra cui Ellen Stofan, chief scientist dell'agenzia spaziale americana. Quest'ultima ha dichiarato che "troveremo forti indicazioni della presenza della vita oltre la Terra nel prossimo decennio, e prove definitive tra i prossimi dieci e venti anni".

    Non parliamo ancora di omini verdi decisi a invadere la Terra con le loro astronavi, perché nel sistema solare non ci sono segnali della loro presenza. Se la vita esiste qui, però, potrebbe esistere sotto qualsiasi forma in altri angoli meno conosciuti ed esplorati dell'Universo.

    Jeffrey Newmark, direttore degli studi di eliofisica alla Nasa, ha confermato: "Il problema ormai non è se la troveremo, ma quando".

    Jim Green, direttore della scienza planetaria alla Nasa, ha citato studi che hanno analizzato l'atmosfera sopra i poli di Marte, suggerendo che il 50% dell'emisfero settentrionale del pianeta rosso era un tempo coperto dagli oceani per il 50% della sua superficie. Questi mari raggiungevano la profondità di oltre un chilometro e mezzo, ed essendo rimasti laggiù per almeno 1,2 miliardi di anni, la possibilità che al loro interno si sia sviluppata la vita è molto alta.

    Marte, però, non è l'unico luogo dove la Nasa intende cercare. Anche la luna di Giove, Ganimede, offre ottime probabilità di ospitare la vita, così come Europa. Molto interesse c'è poi per i laghi di metano che si trovano su Titano, la luna di Saturno.

    In generale, l'agenzia spaziale americana ritiene che finora gli scienziati abbiano sbagliato nell'identificare le zone abitabili, limitandole in maniera eccessiva. Paul Hertz, direttore degli studi di astrofisica alla Nasa, ha spiegato che i nuovi telescopi offrono la possibilità di condurre ricerche molto approfondite in angoli dell'universo finora inaccessibili: "Non stiamo più studiando la presenza dell'acqua e l'abitabilità nel nostro sistema solare, ma la stiamo cercando anche in pianeti che ruotano intorno ad altre stelle".

    Se questa è la tendenza delle nuove indagini, nulla si può più escludere, considerando che l'occhio umano si sta avventurando verso regioni che non aveva mai raggiunto prima. 

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