15:16 23 Marzo 2017
    Presidente USA Barack Obama

    Confusione nella compilazione degli Eexecutive Orders USA?

    © REUTERS/ Kevin Lamarque
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    Un gruppo di 130 personalità americane hanno unito il proprio no al decreto americano che considera il Venezuela una "minaccia alla sicurezza nazionale".

    Noam Chomsky, attivista dei diritti umani e anche l'ex ministro della giustizia, Ramsey Clark e intellettuali di prestigio, hanno invitato Obama di smetterla "ad interferire nei procedimenti democratici di altri paesi mediante finanziamenti o dichiarazioni pubbliche imprudenti", e soprattutto, a "dimostrare ai nostri vicini che gli Stati uniti possono avere relazioni di pieno rispetto della sovranità dei loro paesi".

    Mentre otto milioni di firme sono state raccolte in tutto il mondo, dopo avere dichiarato il Venezuela una "minaccia inusuale e straordinaria", il portavoce della Casa Bianca Ben Rhodes ha chiarito ora che "in realtà è completamente proforma il testo che usiamo per gli ordini esecutivi per l'intero pianeta". Pertanto "gli aggettivi che sono stati utilizzati nel decreto sono parte del formato in cui tali documenti vengono redatti e che non passano attraverso l'approvazione del Congresso".

    "Gli Stati Uniti non credono che il Venezuela rappresenti una minaccia per la nostra sicurezza nazionale. Onestamente, abbiamo un formato compilato per i nostri ordini esecutivi'', ha spiegato il presidente Obama in visita in Giamaica.

    Stranamente tutto ciò avviene a poche ore dal Vertice delle Americhe che si terrà a Panama dal 9 all'11. Al vertice si prevede che il Venezuela riceva il sostegno già espresso da grande parte dell'emisfero.

    Proprio in tale sede, secondo alcune indiscrezioni della vigilia, si potrebbe discutere della possibilità di bonificare il territorio dell'America Latina delle basi americane.

     

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