19:14 23 Marzo 2017
    Scultura di ghiaccio a forma di cuore, a Perm

    Primo trapianto di cuore da cadavere in Europa

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    Si aprono nuovi dibattiti scientifici ed etici nella medicina europea

    In Gran Bretagna è stato effettuato il primo trapianto di cuore da cadavere in Europa: l'intervento, perfettamente riuscito, è stato portato a termine circa un mese fa al Papworth Hospital nel Cambridgeshire su un londinese di sessantenne, di nome Huseyin Ulucan, in lista d'attesa da un anno.

    Fino ad ora era stato possibile trapiantare cuori ancora in funzione da pazienti in stato di morte cerebrale. In questo intervento, il cuore morto è stato riattivato dall'èquipe medica, guidata dal professor Stephen Large, nel ricevente attraverso una pompa che ne ha permesso il monitoraggio per un'ora, in maniera da accertarne l'efficienza, prima del collegamento al sistema vascolare. In pratica, l'organo è stato messo in una teca con una soluzione conservante, in un ambiente caldo con un circuito sterile di sangue che ne ha ripristinato il battito — come pubblicato su Twitter dalla stessa clinica:

     

    "Ipoteticamente — ha commentato all'Agi Francesco Musumeci, primario di Cardiochirurgia del San Camillo di Roma — si può pensare di trapiantare il cuore di un cadavere solo se l'organo viene prelevato nel giro di 10-15 minuti dopo che ha smesso di funzionare. Questo significa che l'èquipe medica deve essere presente al momento della morte del donatore, un'evenienza non così comune da pensare di poter accorciare significativamente le liste d'attesa. Un cuore non può più essere trapiantato senza perfusione di sangue per più di 15 minuti. Ritengo che sia più probabile che i medici britannici abbiano prelevato subito l'organo dal paziente deceduto per poi trattarlo opportunamente fino al suo trapianto — ha spiegato Musumeci. Sarebbe sicuramente la prima volta che viene eseguita una procedura simile sul cuore. Per fare una valutazione più corretta e onesta dell'intervento dovremmo avere tutte le informazioni necessarie e sarebbe più corretto aspettare di leggere la descrizione della procedura su una rivista scientifica".

    Ignazio Marino, sindaco di Roma e chirurgo specializzato in trapianti, ha detto che la tecnica sperimentata in Gran Bretagna sottolinea l'urgenza di adeguare le norme in Italia: "La legge italiana — ha spiegato Marino — richiede 20 minuti di cuore fermo prima di poter intervenire per la donazione, mentre le leggi di altri paesi europei, come l'Inghilterra e gli Stati Uniti, prevedono 5 minuti. Se rimane il tetto dei 20 minuti, in Italia non avremo mai la possibilità di utilizzare gli organi perché i tessuti, trascorso quel tempo, saranno già danneggiati".

    L'anno scorso chirurghi australiani hanno eseguito il primo trapianto al mondo di un cuore fermo da 20 minuti all'ospedale St. Vincent di Sydney.

    In Italia, una procedura analoga è stata utilizzata per "ricondizionare" un polmone, prelevato da un donatore a cuore fermo alla "Fondazione Ca' Granda" di Milano.

     

     

     

     

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