22:46 25 Marzo 2017
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    Lo dice Forbes: un anno dopo il referendum di Crimea la gente preferisce Mosca a Kiev

    © AFP 2017/ Max Vetrov
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    A quanto pare "gli USA e l'UE vogliono salvare i crimeani da se stessi, ma i crimeani sono contenti di dove sono". Lo riporta la rivista statunitense Forbes, citando due sondaggi interamente occidentali.

    Nel giugno 2014 un primo sondaggio, condotto da Gallup, chiese alla popolazione della Crimea se il risultato del referendum del 16 marzo riflettesse l'orientamento della gente. L'82,8% delle persone partecipanti al sondaggio rispose affermativamente. Se esaminato dal punto di vista etnico, il risultato fu che il 93,6% dei russi hanno dichiarato di ritenere il referendum legittimo. Ma altrettanto rispose il 68,4%
degli ucraini. Questi ultimi affermarono anche che lo standard di vita era migliorato con l'ingresso della Crimea in Russia, con una percentuale pari al 73,9%, mentre solo il 5,5% della popolazione crimeana di etnia ucraina dichiarò il contrario.
E tutto questo a soli tre mesi da quella che tutti i media occidentali chiamarono "annessione".

    Poco meno d'un anno dopo, nel febbraio 2015, un sondaggio condotto dall'Istituto tedesco GfK ha rivelato che gli atteggiamenti non sono cambiati. Alla domanda "Lei approva l'"annessione" russa della Crimea?" l'82% degli intervistati ha risposto "sì, sicuramente", mentre l'11% ha ha dichiarato "sì, nel complesso"; "registra le seguenti risposte: 82% dice "sicuramente sì". Solamente il 2% degli intervistati ha risposto "no". Il sondaggio registra, inoltre, che un ulteriore 2% ha dichiarato di non avere un'opinione a tal riguardo, mentre il 3% non ha espresso la propria posizione.

    Aggiungiamo gli interessanti dati dei tartari, minoranza etnica del paese. In Crimea l'etnia tartara rappresenta circa il 10% della popolazione. Solamente il 4% della popolazione di origine tartara ha dichiarato di non approvare l'"annessione" della Russia, mentre il 55%  ha affermato che Kiev avrebbe dovuto riconoscere il referendum in conformità al diritto internazionale. Il 24% ha detto che il voto referendario si è svolto "sotto una pressione", evidentemente di natura politica o militare.

    Il sondaggio di Gfk ha anche interrogato la popolazione sul ruolo dei media sulla situazione politica della Crimea. Solo l'1% degli intervistati afferma che i media ucraini "hanno dato un'informazione del tutto corretta", mentre il 4% ritiene che i media ucraini siano stati "più spesso veritieri che ingannevoli".

    Sulla base di questi dati, Forbes trae quindi queste conclusioni: "Entrambi i sondaggi sono stati realizzati da media occidentali. Si direbbe fuor di dubbio che una grande maggioranza di crimeani non pensa di essere stata ingannata votando per l'annessione, bensì che la vita, per loro e i propri cari, sarà migliore in Russia che non in Ucraina".

    E, sempre Forbes conclude: "L'Occidente dovrà infine riconoscere che la gente di Crimea ha il diritto di autogovernarsi. A meno che tutti noi crediamo che entrambi i sondaggi sono stati compiuti in presenza di agenti dell'FSB (polizia russa ndr) armati di tutto punto".

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    Tags:
    Crimea, Russia
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