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    Massacro di donne in Nigeria dai militanti Boko Haram

    © REUTERS/ Emmanuel Braun
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    Minaccia fondamentalista rafforzata dall’unione tra Boko Haram e Isis.

    Decine di cadaveri di donne sono stati scoperti dall'esercito nigeriano nel villaggio di Bama.

    Obbligate con la forza a sposare militanti di Boko Haram, sarebbero state uccise dai mariti prima di una battaglia con l'esercito locale. Questi ultimi, secondo testimoni locali del massacro, temevano che avrebbero potuto sposare uomini di altre religioni dopo la loro eventuale morte sul campo. Come si trattasse di proprietà e non di donne ed esseri umani.

    Proprio oggi, il presidente nigeriano Goodluck Jonathan, in un'intervista alla Bbc, si è detto convinto che i terroristi di Boko Haram saranno sconfitti entro un mese: "Diventano sempre più deboli", ha aggiunto ammettendo però che le forze di sicurezza sono state lente a rispondere all'avanzata di Boko Haram nel nord est della Nigeria. Nelle violenze tra esercito e terroristi sono morte oltre 15.000 persone negli ultimi tre anni.

    Interpellato sul voto in programma il prossimo 28 marzo, il presidente uscente si è detto "sicuro della vittoria", perché "il mio partito è ancora il partito più forte".

    !-- —>Jonathan punta quindi a chiudere la questione rappresentata dalla minaccia fondamentalista — rafforzata dalla recente ufficializzazione dell'alleanza tra Boko Haram e Stato Islamico — in tempi brevi, anche se questa dichiarazione va letta soprattutto in chiave elettorale, in vista delle elezioni del 28 marzo.

     

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    Tags:
    ISIS, Boko Haram, Nigeria
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