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    Ebola, OMS diede allarme con due mesi di ritardo

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    Le rivelazioni diffuse dall'Associated Press che è entrata in possesso di comunicazioni riservate. I dirigenti dell'Organizzazione mondiale della sanità lanciarono l'allarme epidemia con ritardo per “proteggere le economie dei paesi africani”.

    Quando a giugno del 2014 l'epidemia di Ebola aveva iniziato ad espandersi rapidamente in Guinea, i più noti ed esperti ricercatori avvertirono del pericolo imminente di espansione oltre i confini del paese. L'Organizzazione mondiale della sanità però temporeggiò fino ad agosto prima di darne notizia ufficiale. A rivelarlo in queste ore un'inchiesta dell'Associated Press, che è riuscita ad entrare in possesso di documenti ed email riservate dei dirigenti.

    L'OMS ha più volte ammesso in questi mesi di essere intervenuta in ritardo su quella che è la più grave epidemia di Ebola mai verificatasi, ma le fonti ufficiali hanno sempre ribadito che la mancata tempestività degli interventi è stata causata dalle sorprendenti caratteristiche di questa mutazione del virus. Con le notizie diffuse oggi invece, è lecito domandarsi quante, tra le 10mila presunte vittime causate da Ebola in un anno, si sarebbero potute salvare.

    Dalle carte ottenute dall'agenzia AP si viene a conoscenza dell'ipotesi, avanzata da alcuni tra i dirigenti dell'OMS e poi scartata, di dichiarare l'emergenza sanitaria internazionale già nei primi giorni di giugno. I vertici dell'organizzazione scoraggiarono  però l'iniziativa, ritenendola ancora prematura e dannosa per le economie dei paesi africani coinvolti. 

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    Tags:
    Ebola, OMS, Guinea
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