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    Sicurezza. Le aziende con server negli USA diano i dati dei clienti al governo

    © AP Photo/ Kevin P. Casey
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    Giovedì scorso, in una riunione segreta, la Commissione Intelligence del Senato statunitense ha approvato una nuova legge a larga maggioranza, 14 contro 1, il Cybersecurity Information Sharing Act (Legge sulla cybersicurezza della condivisione delle informazioni).

    Dietro il nome apparentemente rassicurante, c'è in realtà un attacco alla libertà e alla sicurezza di tutti i cittadini, negli Usa e nel mondo. Infatti la legge prevede che ogni società privata che abbia i propri server sul suolo americano può fornire i dati dei propri clienti, anche di natura finanziaria, al Dipartimento della Homeland Security della NSA senza dover passare per il Tribunale o avere l'autorizzazione di un giudice.

    D'altronde, non esiste in Occidente un solo utente internet i cui dati non siano mai passati per i server di Microsoft, di Hotmail o di Yahoo, di Facebook, proprietaria anche del servizio di messagistica WhatsApp, oppure di Google che ha l'enorme bacino di dati del suo motore di ricerca e della posta elettronica di Gmail, di Amazon, eBay, Netflix, Cisco, Verizon eccetera. Ogni servizio per cui si sia effettuato un login, visitata una pagina web e lasciato traccia di queste visite grazie ai cookies e altri strumenti di tracciamento diverrà oggetto di raccolta e analisi, si tratti di attività innocue o potenzialmente pericolose per la sicurezza online.

    La legge prevede anche la "licenza di hacking" per neutralizzare ogni potenziale minaccia alla sicurezza digitale.

    Molti esperti negli USA spiegano che la nuova legge, cosiddetta CISA, sarebbe da rigettare in quanto non prevede una motivazione dettagliata per la raccolta dei dati, non garantisce la sicurezza di quelli raccolti, ma soprattutto non distingue tra i soggetti potenzialmente pericolosi da coloro che non lo sono.

     

    Tags:
    Sicurezza, internet, USA
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