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    Biomedica, arrivano dall'Italia le "gambe bioniche"

    RIA NOVOSTI
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    Grazie a un progetto finanziato dalla Commissione europea e nato con il coordinamento dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, sono in arrivo delle nuove protesi robotiche che avranno la funzione di vere e proprie "gambe bioniche" per tutti coloro i quali abbiano subito l'amputazione degli arti inferiori.

    Il progetto "Cyberlegs" è stato lanciato nel 2012 da Maria Chiara Carrozza, allora rettore della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e bioingegnere. La dott.ssa Carrozza è stata anche la prima coordinatrice del progetto, che intende migliorare la qualità della vita di chi — obbligato ad utilizzare le protesi — potrà vedere ridotto il rischio di cadute e godere di una mobilità più semplice.

    Gli amputati transfemorali devono infatti sostenere uno sforzo fisico e cognitivo più intenso e anche il loro cammino, qualora sia amputato anche un solo arto, appare meno stabile.

    • La protesi transfemorale attiva
      Particolare della caviglia della protesi attiva transfemorale
      fonte: Massimo Brega, Scuola Superiore Sant'Anna
    • La protesi transfemorale attiva
      La protesi transfemorale attiva
      Cyberlegs Consortium
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    fonte: Massimo Brega, Scuola Superiore Sant'Anna
    Particolare della caviglia della protesi attiva transfemorale

    In Europa gli amputati transfemorali sono stimati in circa 30 mila ogni anno. In questo contesto si è sviluppato il progetto Cyberlegs che ha raggiunto l'obiettivo di testare in via preliminare nuove tecnologie robotiche indossabili per aiutare gli amputati transfemorali a recuperare un cammino più naturale ed efficiente.

    Accanto alle protesi, il sistema "Active Pelvis Orthosis" permette di agevolare i movimenti grazie a un sofisticato tutore robotizzato in grado di assistere il movimento che permette di flettere e distendere l'anca.

    Questo dispositivo agisce attraverso batterie, presenta un'autonomia di tre ore e permette agli amputati di camminare tanto all'interno quanto all'esterno. Utilizzando schemi di controllo bio-ispirati, basati su quelle che vengono definite "primitive motorie", e usando attuatori (sistemi di movimento), il dispositivo non pone ostacoli alla capacità e all'intenzione motoria della persona amputata che lo indossa e che riceve un'assistenza motoria gentile e naturale, se e quando è necessario. 

    L'idea è stata, per il momento, testata in via preliminare coinvolgendo quattro amputati e tutti sono stati in grado di muoversi con questo sistema. Tra le novità più importanti introdotte da questo innovativo sistema di protesi, quella di aver messo a punto una strategia per riconoscere in tempo reale un possibile scivolamento. L'idea, che sara' sviluppata in un'ottica di lungo periodo, è che il sistema robotico possa fornire un'assistenza che attenui il rischio di caduta, dopo aver riconosciuto in tempo reale l'inizio dello scivolamento.

    Il progetto ha avuto un costo pari a 2,5 milioni di euro suddivisi tra 5 istituzioni riunite in consorzio.

    Tags:
    Ricerca, Unione Europea, Italia
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