22:48 25 Marzo 2017
    Le proteste contro le sanzioni in  Polonia

    L'Europa sommersa da pomodori marci decide il futuro delle sanzioni

    © Sputnik. Filip Klimashevsky
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    Espandere le sanzioni contro la Russia o semplicemente prolungare la loro azione? Al momento non c'è consenso in Europa. Nel prossimo vertice UE del 19-20 marzo, le sanzioni saranno di nuovo l'argomento al centro del dibattito.

    Nel mese di agosto 2014 si era calcolato che la Spagna avrebbe perso a seguito dell'embargo russo dai 340 ai 600 milioni di euro: sarebbero rimasti maggiormente danneggiati i produttori di frutta e verdura. Contemporaneamente la Commissione Europea, sulla base dei dati delle esportazioni dei prodotti agricoli nel 2013, aveva stimato le potenziali perdite di altri Paesi europei: circa un miliardo di euro ciascuno per la Polonia e la Lituania, mentre circa 600 milioni di euro per l'Olanda e la Germania.

    Tuttavia lo scorso febbraio, nella riunione dei ministri degli Esteri dell'Unione Europea a Bruxelles, erano emerse cifre completamente diverse. Il capo della diplomazia spagnola ritiene che le sanzioni siano state particolarmente salate per i Paesi europei: Bruxelles avrebbe perso circa 21 miliardi di euro.

    Alla fine dello scorso anno era giunta la notizia che solo le aziende italiane avevano perso più di 20 miliardi di euro. Tali dati erano stati annunciati da Vincenzo Trani, organizzatore del forum economico russo-europeo "Scenari di un nuovo sviluppo."

    Le sanzioni europee imposte e l'embargo alimentare di risposta della Russia hanno fatto male anche a Grecia, Ungheria, Bulgaria e Cipro.

    In alcuni Paesi europei ci sono state locali manifestazioni di protesta. Gli agricoltori polacchi hanno occupato la ferrovia e l'autostrada, a bordo dei loro trattori hanno inoltre bloccato le strade di accesso a Varsavia. Gli agricoltori spagnoli, dopo aver perso il mercato russo e ritrovandosi con i magazzini pieni di prodotti invenduti, erano pronti a tirare i pomodori marci contro i politici. Parte del surplus di frutta e verdura creatosi dopo le mancate esportazioni in Russia è stato distribuito gratuitamente nelle strade.

    Il volume degli scambi commerciali tra la Russia ed i Paesi europei è diminuito e molti investitori russi nell'immobiliare hanno pensato di iniziare a vendere gli appartamenti acquistati o a rinunciare ai mutui favorevoli in Spagna, Bulgaria e Italia. In Spagna per esempio, secondo il quotidiano finanziario "Cinco Dias", nella classifica dei compratori di immobili stranieri i russi sono passati dalla terza posizione (dopo inglesi e francesi) al sesto posto nel corso dell'ultimo anno.

    Sempre meno russi vanno in vacanza nei Paesi del Mediterraneo per la rivalutazione dell'euro nei confronti del rublo. I problemi nella nuova stagione turistica hanno colpito principalmente la Grecia, la Spagna, Cipro e l'Italia.

    Ciononostante non c'è stato nessun effetto politico sulle sanzioni antirusse. La decisione sul prolungamento o sull'allargamento delle sanzioni contro Mosca deve essere presa all'unanimità da tutti i 28 Paesi della UE per essere effettiva. Tuttavia finora i pareri divergono. Lo riconosce anche uno dei più ferventi sostenitori di sanzioni pesanti contro la Russia, l'ex premier della Polonia e presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Secondo Tusk, al momento non è possibile raggiungere un accordo tra gli Stati membri dell'Unione Europea sulla proroga delle sanzioni, dal momento che alcuni politici europei "sono pronti a credere nelle buone intenzioni di Putin e della Russia."

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    Tags:
    embargo, sanzioni, Spagna, Bruxelles, Italia
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