22:47 25 Marzo 2017
    Graffiti  patriotici a Mosca riguardo l`unione di Crimea alla RussiaCarta politica della Crimea russa

    Gorbaciov e la disgregazione dell'Urss: la Crimea ha messo la parola fine

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    Esattamente trent'anni fa in Unione Sovietica salì al potere Mikhail Gorbaciov, colui che avviò la perestroika. Nessuno allora poteva immaginare a quali cambiamenti radicali sarebbe stato sottoposto il Paese nel breve periodo. Le conseguenze furono troppo stravolgenti e chiaramente non prevedibili, è l'opinione unanime degli analisti.

    Il trentesimo anniversario della salita al potere di Mikhail Gorbaciov (11 marzo 1985) avviene in un periodo in cui il Paese, che sperava di riformare, si trova ad affrontare il suo momento probabilmente più drammatico dalla dissoluzione del dicembre 1991 dell'Urss, ritiene il politologo Fyodor Lukyanov. La storia dell'Unione Sovietica non era finita allora, è convinto.

    Юноша в футболке с надписью Перестройка СССР
    © Sputnik. Yuriy Somov

    Il conflitto ucraino è scoppiato all'interno del nucleo del precedente apparato statale e se non è completamente finito, molto probabilmente è stato portato al rush finale. È simbolico che negli accordi di Belavezha, che hanno sancito giuridicamente la dissoluzione dell'Unione Sovietica,  nessuno ha avuto il coraggio di sollevare la questione della Crimea: allora la cosa principale era cancellare il centro di potere ed ottenere la sovranità. Nel 2014 la bomba ad orologeria è saltata, provocando una reazione a catena.

    Il Presidente USA Ronald Reagan e Michail Gorbachev alla firma del trattato sull'eliminazione dei missili a lungo e medio raggio
    © Sputnik. Yuryi Abramochkin
    Il Presidente USA Ronald Reagan e Michail Gorbachev alla firma del trattato sull'eliminazione dei missili a lungo e medio raggio

    La Crimea è stata una pietra miliare nella storia della disintegrazione sovietica. Per quanto strano possa sembrare, fino agli eventi di un anno fa, una vasta zona (nonostante guerre e sconvolgimenti) era rimasta stabile a suo modo: la configurazione venuta fuori a seguito del crollo dell'Unione Sovietica non è stata in discussione. Ad esempio l'Armenia, nonostante gli eventi palesi, formalmente non riconosce la regione autonomista Nagorno-Karabakh. Non ha oltrepassato il Rubicone la guerra del 2008, che ha portato la Russia a riconoscere 2 Stati indipendenti all'interno della Georgia. È interessante notare che, a livello di discussione generale, alti funzionari russi non escludono che "un giorno, se Tbilisi farà proposte che impressioneranno Sukhumi e Tskhinvali," è teoricamente possibile la riunificazione con la Georgia all'interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale.

    Le decisioni della Crimea del 2014 non lasciano nemmenoipoteticamente immaginare simili scenari.

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