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    Guerrieri ISIS

    ISIS, in Libia torna lo shock delle decapitazioni

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    Sono giorni decisivi nel negoziato tra governo legittimo e ribelli di Tripoli, ma il califfato diffonde sul web le prove di otto macabre esecuzioni. Attacco jihadista a base ONU in Mali.

    Tutto rinviato a mercoledì prossimo. A Rabat, dove ribelli e governo legittimo stanno discutendo ad un tavolo voluto dall'ONU per un governo di unità nazionale, le parti hanno concluso la prima fase del vertice e avranno adesso alcuni giorni per discutere con i rispettivi organi collegiali la bozza dell'accordo. Previsto per il prossimo 11 marzo, sempre nella capitale marocchina, un nuovo incontro in cui si potrebbe giungere ad un conclusione positiva del negoziato. I media libici hanno riferito, citando l'inviato delle Nazioni Unite Bernardino Leon, che sarebbero stati fatti progressi sulla questione del governo di unità nazionale e su alcuni aspetti legati ai corridoi di sicurezza.

    Nel frattempo prosegue l'offensiva dell'ISIS nel paese, particolarmente nel golfo di Sirte, che fonti libiche riferiscono in mano al califfato. Nella giornata di venerdì i jihadisti hanno assaltato un campo petrolifero ad Al Ghani, facendo 11 vittime tra le guardie di sicurezza, di cui almeno 8 decapitate. La notizia della macabra esecuzione è stata diffusa dallo stesso califfato, attraverso alcuni account social della galassia jihadista, con foto delle teste e la conferma che sono state effettivamente consegnate ad un ospedale del posto.

    Situazione allarmante anche nel vicino Mali, dove l'ISIS è tornata a colpire. Di ieri la notizia dell'attacco alla base Onu di Kidal, nel nord est del paese, dove sono rimaste vittime due bambini ed un casco blu. Il sito militare a 1500 chilometri dalla capitale Bamako era stata oggetto di un attacco simile nel settembre dell'anno scorso, ma differentemente da ieri, in quel caso fu immediata la rivendicazione da parte dei qaedisti di Ansar Dine.

    Tags:
    terrorismo, ISIS, Libia
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