29 agosto 2013, 15:56

Dalle stragi del 1992 a Mario Monti nella ricostruzione di Alberto Roccatano

Dalle stragi del 1992 a Mario Monti nella ricostruzione di Alberto Roccatano
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Devo riconoscere che in passato non avevo mai letto nulla di Alberto Roccatano, un giornalista che dopo aver affondato lo sguardo nell’antica cantieristica romana era passato con disinvoltura alle cronache di un benedettino costruttore di un cronovisore.Roccatano non ha bisogno di nessun cronoregistratore per tracciare la storia italiani degli ultimi venti anni perche’ sa scavare a fondo nei giornali e nelle riviste di mezzo mondo per individuare quella che a lui sembra la strada maestra che l’Italia ha percorso per precipitare sempre piu’ in basso.E il tutto fra una destra e una sinistra alla perenne ricerca di una identita’ distintiva che non sia il potere, fra una mafia e lo stato che colludono pur mentre sembra che lottino.E proprio grazie alla mafia, ovverosia ad una lunga inchiesta su Mafia e Potere mandata in onda l’anno scorso da La Voce della Russia, che la Casa editrice Nexus ha voluto informarci dell’uscita della recentissima fatica di Alberto Roccatano sulla mafia. Ma non solo.

Devo riconoscere che in passato non avevo mai letto nulla di Alberto Roccatano, un giornalista che dopo aver affondato lo sguardo nell’antica cantieristica romana era passato con disinvoltura alle cronache di un benedettino costruttore di un cronovisore.

Roccatano non ha bisogno di nessun cronoregistratore per tracciare la storia italiani degli ultimi venti anni perche’ sa scavare a fondo nei giornali e nelle riviste di mezzo mondo per individuare quella che a lui sembra la strada maestra che l’Italia ha percorso per precipitare sempre piu’ in basso.

E il tutto fra una destra e una sinistra alla perenne ricerca di una identita’ distintiva che non sia il potere, fra una mafia e lo stato che colludono pur mentre sembra che lottino.

E proprio grazie alla mafia, ovverosia ad una lunga inchiesta su Mafia e Potere mandata in onda l’anno scorso da La Voce della Russia, che la Casa editrice Nexus ha voluto informarci dell’uscita della recentissima fatica di Alberto Roccatano sulla mafia. Ma non solo.

Con un linguaggio straripante, che spesso ignora le restrizioni codificate della grammatica, Roccatano si avventa sulla cronaca italiana senza la mellifua complicita’ portaportistica di certe cronache ad personam che forse hanno piu’ presentazioni mondane che lettori in pantofole.

A volte sembra un fiume in piena che travolge, straripa e inonda il corso della narrazione. Peccato che le fonti documentarie citate non sempre siano un modello di obiettivita’, specialmente quando viene sollevato un argomento come quello dei finanziamenti illeciti ai partiti, provenienti da est e ovest.

Per quanto riguarda l’est e i finanziamenti di marca sovietica, sarebbe meglio non fidarsi troppo di certe interviste, ma di consultare i documenti che ai primi degli anni ’90 furono pubblicati in Russia.

Sulle varie forme di finanziamento cui si e’ fatto ricorso per cinquantanni esistono centinaia di documenti top secret di lettere al Politburo del Pcus e di risoluzioni dello stesso in cui si fanno nomi e cognomi senza trascurare le ragioni sociali delle ditte di import-export che servivano da tramite.

Questi documenti fanno parte della cosiddetta “presidentskaja papka” cioe’ dell’archivio di Mikhail Gorbaciov, quando era segretario generale del Pcus e poi presidente dell’Unione Sovietica, che furono pubblicati, senza alcun omissis dalla rivista Kentavr.

Dinanzi alle fotocopie di certe lettere imploranti dei piu’ bei nomi della cosiddetta sinistra italiana certe interviste fanno ridere piu’ di Toto’, al quale chiedo umilmente scusa.

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