24 febbraio 2015, 18:58

Renzi da Hollande: “ Libia è la priorità per l’Europa intera”.

Renzi da Hollande: “ Libia è la priorità per l’Europa intera”.

Libia, Ucraina, temi economici al centro della bilaterale tra i due leader europei che ha visto una grande intesa politica ed economica.

Alla conferenza di chiusura del vertice italo francese di stamane, il presidente francese, Francois Hollande, ha dichiarato: "Abbiamo, io e Matteo Renzi, confermato la necessità del rispetto del cessate il fuoco in Ucraina senza deroghe e senza ritardi".

 

"La Francia sostiene tutti gli sforzi dell'Italia affinché al livello più elevato, vale a dire l'Onu, si possa trovare soluzione al caos e quindi al terrorismo in Libia, ove serve un accordo politico tra le diverse fazioni", ha detto ancora Hollande, sottolineando gli sforzi italiani nella crisi in Libia.

 

Renzi ha garantito al presidente francese Hollande il sostegno dell’Italia agli sforzi per arrivare a una nuova risoluzione delle Nazioni Unite che spiani la strada alla stabilizzazione della Libia.

Una linea che Renzi ha condiviso ieri anche con il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin. Secondo quest’ultimo in Libia la “situazione è grave”, occorre quindi “intervenire presto, ma qualsiasi intervento armato deve avvenire nel quadro del diritto internazionale”.

“Per la Libia non è all’ordine del giorno un intervento di peacekeeping”, ha ribadito Renzi alla conferenza stampa finale. “La pace in Libia la possono fare solo i libici, non possiamo farla noi per loro, sono solo le tribù che possono trovare un accordo. Ma è molto importante affermare che la Libia è una priorità per tutta l’Europa e che non potremo consentire alla comunità internazionale di girare la testa dall’altra parte: bisogna mettere pressione alle tribù e alle forze politiche dell’area. Il Mediterraneo non può essere un cimitero e non può essere una periferia del nostro continente. Il Mediterraneo è il cuore del continente”.

 

La Francia, per la prima volta, appoggia ufficialmente la richiesta italiana di rinforzare la missione Triton nelle acque del Mediterraneo che separano l'Italia e la Libia. "Sono i gruppi terroristici a fare questo traffico di esseri umani che comporta un aiuto ai terroristi. Abbiamo chiesto all'Europa di rafforzare Triton", ha detto il presidente francese.

 

Stamane il premier Matteo Renzi è arrivato all’Eliseo, accompagnato da gran parte del suo governo. Con lui i ministri dell'Interno Alfano, dell'Economia Padoan, delle Riforme Boschi, dello Sviluppo economico Guidi, dei trasporti Lupi, della Pubblica Amministrazione Madia, dell'istruzione Giannini oltre, al sottosegretario all'UE Gozi. Bilaterale per i due leader, mentre i ministri della delegazione hanno incontrato i loro omologhi francesi.

Nel corso del vertice all'Eliseo, Renzi e Hollande hanno messo a punto anche una dichiarazione finale su crescita in Europa e cooperazione bilaterale. Secondo quanto si apprende, tra gli altri accordi, oltre a quello integrativo sulla Torino-Lione, anche un'intesa Asi (Agenzia spaziale italiana) e una sull'Enea.

 

Per Renzi, “la politica economica dell’Europa ha cambiato direzione, ha cambiato verso: è un grande risultato per il quale esprimo gratitudine a François. Oggi la situazione è positiva: ha smesso di piovere, ancora non c’è il sole ma vediamo le prime luci dell’arcobaleno”. Il premier ha rivendicato il ruolo dell’Italia e della Francia: “Oggi grazie alla nostra azione la parola crescita è entrata nel vocabolario europeo: non è più una parolaccia, è anzi un obiettivo chiaro del vecchio continente”. Renzi ha aggiunto: “Lo scenario economico internazionale è profondamente interessante. Il rendimento dei titoli di Stato è ai minimi storici. Esiste un problema debito in Italia, un problema di deficit in altri Paesi, ma se diamo tempo alla crescita di dispiegare i suoi effetti, l’Europa può tornare a essere quello che deve essere: un faro di civiltà nel mondo”.

Sulla comunità di vedute tra Italia e Francia Renzi ha insistito molto: “Ci siamo resi conto della grandezza della sfida l’11 gennaio, quando ci siamo ritrovati a camminare con centinaia di migliaia di francesi e di europei per un messaggio chiaro: la nostra Europa non può avere paura del domani. Abbiamo dei valori più grandi che vengono dalla nostra storia. Potremmo discutere di riforme strutturali ma il mandato che Francia e Italia hanno è quello di impreziosire con la loro bellezza e la loro forza i valori che sono nel Dna del nostro continente”.

 

 

 

 

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