8 febbraio 2015, 13:33

Fara: “la permanenza dell’Italia nell’euro e`molto problematica”

Fara: “la permanenza dell’Italia nell’euro e`molto problematica”

Sempre più’ italiani sognano di tornare alla vecchia lira e non vedono più nell’euro una “benedizione”. Secondo l’ultimo rapporto Eurispes, il 40,1% degli abitanti del Belpaese pensano che per l’Italia sarebbe meglio uscire dall’eurozona.Dodici mesi fa questa quota si attestava al 25,7%. Il 55,5% degli euroscettici è convinto che l’Italia debba uscire dall'euro perché sarebbe proprio la moneta unica il motivo principale dell'indebolimento dell’economia italiana.

Molti confermano, inoltre, che l’euro abbia avvantaggiato esclusivamente i paesi europei più ricchi (22,7%) e che non si sia affiancata ad un’unione economica una reale unità dell’Europa (21,1%), intesa evidentemente a livello sociale e politico.

Il Presidente dell’Istituto Eurispes Gian Maria Fara ha parlato a “La Voce della Russia” delle cause principali che hanno provocato questa altissima ondata di euro-delusione.

 

In solo un anno il numero degli euro-scettici è aumentato di quasi 15 per cento. Come dobbiamo “leggere” questa cifra? Quali fattori hanno inciso sull’incremento della delusione?

 

“Quasi un italiano su due si dimostra ormai euro-scettico e preoccupato per la continuità della presenza dell’Italia in Europa. I motivi di questo disamore sono numerosi. Certamente ha inciso il fatto che non è stata realizzata una vera Unione politica ed economica. La sensazione che gli italiani hanno, e non solo gli italiani, è che ci troviamo in mezzo a un guado - dovevamo costruire l’Europa dei popoli, della cultura e della politica e invece fino ad oggi siamo riusciti a costruire solo l’Europa della finanza, delle banche e della burocrazia”.

 

Inoltre il 55,5 per cento degli italiani considerano l'ingresso nell'euro una delle cause della cosidetta “nuova povertà”. Condivide il loro parere? E’ stata tutta colpa della moneta unica?

 

“Certamente, non è solo la colpa dell’euro. Ci sono motivi di carattere strutturale che riguardano l’Italia e motivi di carattere internazionale che sono legati alla crisi finanziaria che ha toccato tutto il mondo occidentale, l’Europa e l’Italia in particolare. Diciamo che l’Italia non è stata in grado di reagire alla crisi con la prontezza che sarebbe stata necessaria. Comunque, è chiaro che l’euro ha una buona parte della responsabilità. Occorre ricordare che l’introduzione dell’euro all’inizio degli anni 2000 produsse problemi molto seri, il primo dei quali fu, il cambio a 1936,27 lire, che non era probabilmente quello giusto. L’introduzione dell’euro all’epoca fecce crescere in maniera notevole l’inflazione. Insomma sono tanti i problemi ed i motivi che portano gli italiani a non amare o meglio a rimettere in discussione l’appartenenza dell’Italia all’euro”.

 

Secondo alcuni noti politologi ed economisti, per salvarsi e costruire un futuro sereno l’Italia deve uscire dall’euro. Per esempio il politologo americano Edward Luttwak sostiene che “con l'euro non c'è e non ci sarà crescita. E ci sarà maggiore disoccupazione”. Quale sarebbe il Suo giudizio?

 

”Io condivido abbastanza queste idee che non sono solo di Luttwak ma anche di altri economisti europei. La nostra permanenza all’euro è fortemente problematica. O noi saremo di grado di imprimere un cambio di passo alle politiche economiche dell’Unione Europea oppure per noi rimanere nell’euro sarà un flagello. Spero, essendo un europeista convinto, che il nostro governo, insieme agli altri paesi, riesca a farsi valere e a superare questa fase che vede l’Europa guidata e comandata dalla Germania. L’Europa invece di far tesoro delle differenze, cerca di omologare tutti paesi ad un unico stile sotto un unico commando. Questo sta producendo grandi difficoltà”.

 

Oggi i partiti di opposizione cercano qualsiasi modo per soddisfare il suo elettorato. Che cosa pensa dell’iniziativa del leader Movimento 5 Stelle Beppe Grillo che a dicembre 2015 vuole svolgere un referendum sull’uscita dell’Italia dall’eurozona? E’ una cosa fattibile?

 

“Io non credo che questo referendum passerà mai. Non so se la Corte Costituzionale darà la via libera. E’ una cosa abbastanza difficile e complicata. Certo ci sono alcuni che dicono che l’euro è una scelta irreversibile. Io non ne sono del tutto convinto perché anche l’Impero Romano poteva sembrare irreversibile, era poi stato considerato irreversibile il comunismo e il Regno d’Italia. Poi tutte tre queste cose son passate. Non c’è niente di irreversibile – l’euro è soltanto un mezzo, uno strumento, e gli strumenti si possano cambiare e modificare”.

 

Comunque, se un giorno il sogno degli euro-scettici si avvera’ e l’Italia uscirà dall’euro, quanto costerà all’economia italiana questo passaggio importante?

 

Secondo me, non di più di quanto le costi adesso rimanerci”.

 

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