30 gennaio 2015, 17:17

Sono i vecchi-nuovi demoni ad insegnarci la storia?

Sono i vecchi-nuovi demoni ad insegnarci la storia?

Una vicenda davvero surreale, kafkiana.Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, e David Parenzo, inviato di Matrix, e tre componenti della troupe sono stati fermati nella notte tra il 27 e il 28 gennaio ad Auschwitz per diverse ore. I cinque, dopo un collegamento in diretta da Auschwitz, si sono trovati bloccati all'interno del campo e non ricevendo alcun aiuto hanno aperto una finestra

Scattato l'allarme, sono stati fermati dalla polizia criminale polacca, e poi rilasciati grazie all'intervento delle autorità diplomatiche. Un lettore italiano ha cosi’ reagito a questa notizia dell’ANSA citata da molte testate:

“Credono di esssere solo loro le vittime dello sterminio nazista... 25 milioni di russi massacrati non contano? E chi ha liberato il lager di Auschiwitz piangendo nel vedere come l’avevano ridotte a larve umane quelle persone? Su rispondete...”

L’esortazione e’ rivolta, ovvio, agli italiani. Ma mi permettero’ io a rispondere, precisando subito che le cifre ufficiali parlano di 27 milioni di vittime, anziche’ i menzionati 25 milioni. Convenite che questo e’ un bilancio tragico, allucinante, trattandosi di quasi meta’ dell’attuale popolazione italiana! Posso aggiungere inoltre che per liberare la Polonia dalle truppe hitleriane sono morti piu’ di 600 mila sovietici!

La domanda: e come mai le autorita' polacche non hanno invitato il presidente russo Vladimir Putin per le celebrazioni del 70-mo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz situato a pochi km dalla citta’ Reale capitale di Cracovia salvata dall'esplosione e la distruzione totale da parte dei nazisti dall'Armata Rossa?

Ad offrire alla Voce della Russia la sua intrepretazione dell’avvenuto e’ uno dei dirigenti dell’Associazione Italia-Russia (Bergamo), Stefano Citterio:

“Putin negli ultimi tempi è finito nella “lista nera”più americana che europea e quindi le autorità politiche non ritengono di invitarlo alle varie celebrazioni. Ritengo comunque un errore, al di là delle diverse valutazioni politiche che i governi hanno fra di loro, non invitare ad una celebrazione il capo di stato di una potenza coinvolta. Isolare un paese non è mai positivo, anche perché così facendo si isola la popolazione di quel paese.”

 

Poi, per non esser andato ad Auschwitz i media occidentali, da veri ipocriti, hanno accusato il presidente Putin di sgarbo alle comunita’ ebraiche. Hanno dimenticato di informare i loro lettori che il leader del Cremlino ha partecipato di persona all’iniziativa dedicata al settantesimo della liberazione dei detenuti di Auschwitz svoltasi lo stesso giorno del 27 gennaio a Mosca nel museo Ebraico ed il Centro di tolleranza. Nel suo intervento Putin ha detto che e’ stato il popolo russo, che costituiva il 70% dell’esercito sovietico, a sopportare il peso principale nella lotta al nazismo. Nel contempo egli ha rilevato anche il contributo dato dalle altre nazionalita’, in particolare, dagli ebrei che subirono persecuzioni particolari da parte degli hitleriani:

 

“Un grandissimo contributo alla vittoria sul nemico, ha precisato il capo dello stato, l’hanno portato i cittadini dell’Unione Sovietica di nazionalita’ ebraica. Piu’ di mezzo milione di ebrei hanno combattuto nell’Armata Rossa; oltre 40 mila nei reparti partigiani. Praticamente un ebreo su tre – il 27% - si era recato al fronte come volontario. E quasi 200 mila ebrei sono morti nelle battaglie per la Patria”.

Esiste un altro esempio di smemoratezza storica dei media occidentali. Il 27 gennaio nel nostro Paese e’ stata ricordata un’altra data memorabile, ossia la Giornata della liberazione completa ad opera dell’Armata Rossa della citta’ di Leningrado (l’attuale San Pietroburgo). L’assedio nazista e’ durato 900 giorni ed e’ venuto ad essere il piu’ sanguinoso nell’Epopea dell’umanita’. Nella ‘Venezia del Nord’ si sono trovati bloccati piu’ di 2,5 milioni di abitanti, compresi 400 mila bambini, tra i quali anche mio padre che fra pochi giorni deve compiere 80 anni. Assieme a suo padre (mio babbo), comandante di un reparto speciale di marines che difendeva le vie d’accesso alla citta’, ha condiviso tutte le pene e sofferenze della Grande Guerra e, pur essendo giovanissimo, ha ricevuto anche un ordine al valore militare.

Ma oggi in Occidente c’e’ chi preferisce di ricordare ben altre cose e non le gesta eroiche dei sovietici.

Alla vigilia del 70-mo della Vittoria alla Grande Guerra Patriottica il presidente Putin ha parlato della necessita’di far fronte, con tutta la risolutezza, ai tentavi di falsificare la storia da parte di chi vorrebbe portare avanti la politica di contenimento della Russia. A sua detta, “i tentativi diretti di tacere la storia, di distorcere, di riscrivere la storia sono inaccettabili ed immorali. Spesso dietro questi tentativi vi è il desiderio di nascondere il proprio disonore, la viltà, l'ipocrisia e il tradimento, per giustificare la tacita complicità diretta o indiretta coi nazisti ".

Evidentemente, non e’ stato Putin ad escogitare questi criteri morali ed approcci alla Storia.

Nel libro profetico di Isaia leggiamo:

“Guai a quelli che chiamano il male bene ed il bene male.

che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,

che cambiano l’amaro in dolce ed il dolce in amaro “. (5,20)

Il punto e’ se oggi giorno i popoli permetteranno di nuovo ai vecchi-nuovi demoni di insegnare loro la storia?

 

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