12 gennaio 2015, 18:38

Guerra e terrore non fermano l'Ermitage, Simbolo di pace e bellezza nel mondo

Guerra e terrore non fermano l'Ermitage, Simbolo di pace e bellezza nel mondo

Dall’8 gennaio 2015 presso Spazio Oberdan Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenta “La Grande Arte al Cinema”, rassegna dedicata ai più importanti musei del mondo e alle mostre più attese della stagione, raccontati dalla settima arte.

Prenderanno vita al cinema, fra gennaio e giugno 2015, sette visite esclusive: L’Hermitage di San Pietroburgo, i Musei Vaticani in 3D, Matisse, Vermeer, Rembrandt, Van Gogh e gli Impressionisti. Una serie di appuntamenti dedicati alla Grande Arte al cinema, l’iniziativa che da due stagioni ha portato decine di capolavori della storia dell’arte e degli straordinari luoghi che le ospitano in più di 1.000 sale cinematografiche di tutto il mondo, riscuotendo un incredibile successo.

Si tratta di film realizzati da grandi produzioni internazionali che, grazie anche alla tecnologia digitale, conducono gli spettatori alla scoperta di artisti, dipinti e spazi museali d’eccezione, permettendogli di osservare quadri e sculture nel dettaglio, guidati da esperti assolutamente fuori dal comune.

Osservare quadri e sculture nel dettaglio, ascoltare il racconto degli organizzatori, entrare nelle segrete stanze e negli spazi in genere inaccessibili che hanno visto la mostra prendere forma: un’occasione unica per tutti gli appassionati d’arte, di viaggi e di cultura alla scoperta di storie che segnano il nostro modo di essere e di vivere.

A salutare l’iniziativa in un’intervista esclusiva alla Voce della Russia e’ stato l’intellettuale di tutto tondo, Silvano Valentini, critico d’arte e presidente onorario della “Bottega dell’Arte” di Missaglia – Italia, che ha chiamato l’Ermitage “simbolo di pace e bellezza nel mondo”.

“Un vanto, non solo per la Russia, e nemmeno solo per l’Italia, che pure ha molto a che fare con esso, ma per il mondo intero, l’Ermitage di San Pietroburgo, tra gli edifici più belli che siano mai stati innalzati e tra i più famosi e importanti musei d’arte esistenti, con più di tre milioni di opere, e che festeggia alla grande il 250° anniversario di fondazione.

L’Italia, ricopre un ruolo importante riguardo all’Ermitage, in quanto una buona parte delle strutture architettoniche che lo compongono sono opera settecentesca del fiorentino Bartolomeo Rastrelli e del bergamasco Giacomo Quarenghi, come pure sono del napoletano Carlo Ivanovič Rossi altre costruzioni della “Venezia del Nord”, tutti artisti che hanno saputo fondere in modo magistrale le sensibilità estetiche e funzionali dei due grandi popoli, l’italiano e il russo.

Innumerevoli poi i capolavori dei più grandi pittori e scultori italiani presenti nelle sale del museo, da Leonardo a Raffaello, da Michelangelo a Caravaggio, da Tiziano a Canova, dal Giorgione a Bernini e a tantissimi altri, vicino ad altri giganti del passato della statura di Picasso, Monet, Renoir, Gauguin, Van Gogh, Rembrandt, Rubens, Velázquez.”

Al parere del suo collega ed amico si associa il noto pittore Gerry Scaccabarozzi, direttore artistico della “Bottega dell’Arte” di Missaglia – Italia, che con grande successo ha esposto i suoi quadri non solo in Russia ma anche al Museo del Louvre di Parigi. Egli ha ritenuto necessario sottolineare questo aspetto:

“Interessante il fatto che l’Ermitage, sulla scia della costante e fattiva collaborazione con i musei italiani, intende aprire un suo centro scientifico culturale, una sorta di “filiale” italiana, presso le Procuratie Vecchie in Piazza San Marco a Venezia, in modo da consolidare il già stretto legame artistico-culturale fra le due Venezie e fra le due Nazioni.

Un grande simbolo, l’Ermitage, di ciò che deve unire gli uomini e i popoli, la bellezza e la pacifica creatività dello spirito, in un’epoca in cui l’umanità sembra avere smarrito questi valori universali, un simbolo che tuttavia continua a splendere sul mondo per una vita migliore”.

In questo senso sono davvero emblematiche le opere d’arte che l’Ermitage ha ricevuto come donazioni nel suo 250-mo anniversario. Il presidente Vladimir Putin ha fatto in occasione due regali da re all’Ermitage, ossia un orologio e un uovo-orologio, tutti e due ad opera del famoso orefice imperiale Karl Faberge’. L’uovo-orologio apparteneva a Rotschild ed e’ stato acquistato dalla Russia per una bella cifra di 18,5 milioni di dollari.

Mentre l’azienda Signoretto Lampadari ha donato all'Ermitage per il suo 250-mo sette prestigiosi chandelier, creati direttamente nella piccola ma celebre isola di Murano, adagiata nella laguna veneta a poca distanza dalla città di Venezia, dove la più autentica arte italiana del vetro si coltiva da secoli.

L'occasione da cui nasce questa progetto si è presentata due anni fa nel corso della presentazione ufficiale dell'Associazione Amici del Museo Ermitage (Italia) presieduta dal Cav. Francesco Bigazzi, avvenuta negli spazi del Museo. Da questa prima conoscenza tra l'azienda veneziana e la celebre istituzione pietroburghese, si stabiliscono i presupposti della collaborazione. L'Ermitage infatti ha in gestione una nuova ala museale, che si estende nel Palazzo dello Stato Maggiore. I sei saloni di questa nuova ala saranno la collocazione perfetta per l'allestimento dei 7 magnifici chandelier che la Signoretto Lampadari ha creato in esclusiva.

Queste iniziative internazionali pacifiche di ampio respiro che vedono l’Ermitage come protagonista sono in stridente contrasto con quello che sta avvenendo in Ucraina dove, purtroppo, vengono distrutti e demoliti molti monumenti storici. Ignoti vandali hanno di recente sfregiato a Kharkov il monumento dedicato al sommo poeta russo Alexander Pushkin. Nella stessa citta’ contro la redazione del giornale panucraino “Slavianka” sempre da ignote persone sono state lanciate bombe Molotov. In seguito ai bombardamenti nel Donbass sono rimaste uccise 5 persone, tra cui due bambini. L’assassinio e’ avvenuto proprio il giorno in cui il presidente Poroshenko, partecipante alla marcia di Parigi, ha parlato dell’unita’ di tutti i paesi civilizzati nella lotta al terrorismo.

La Cultura, la Grande Arte vanno viste nel visore di una telecamera anziche’ nel mirino di un’arma.

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