20 dicembre 2014, 11:00
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Un inferno, un deserto bruciato dalla guerra. Grazie alla preziosa testimonianza di Eliseo Bertolasi scopriamo in che stato si trova l'aeroporto di Donetsk, teatro dei combattimenti tra le forze ucraine e i miliziani. In collegamento telefonico dopo esser stato all’aeroporto, Bertolasi ci fotografa la situazione, che potrebbe cambiare da un momento all’altro.

Sì, sono stato nel cuore dell’aeroporto, anche se l’aeroporto non c’è più. C’è semplicemente una distruzione totale, non c’è un pezzetto di aeroporto che non sia stato bombardato e devastato dalle esplosioni e dai colpi di tutti i calibri: dai colpi di armi leggere fino a quelli di mortaio. È realmente un inferno. Non dobbiamo dimenticare che sull’aeroporto passa la linea del fronte, quindi ci sono postazioni in mano ai cosiddetti “miliziani filorussi” e dall’altra parte le postazioni in mano alle forze armate di Kiev. L’aeroporto è il fulcro del fronte, uno dei luoghi più caldi. Tra i combattenti ho incontrato ragazzi di tutte le età, parlo ovvia mente della parte dei miliziani. Ho trovato anche delle ragazze, che hanno lasciato la loro vita da civili, da studentesse per arrivare nel Donbass, come dicono loro, “per difendere la loro patria”. È shoccante per me vedere questo tipo di distruzione alla quale noi europei non siamo assolutamente abituati e sapere che questa devastazione è a qualche ora d’aereo dalle nostre città. Ricordo quando nel febbraio di quest’anno sono esattamente atterrato in quest’aeroporto, che era modernissimo, nuovissimo e funzionante … Questa è la situazione che ho avuto davanti ai miei occhi.

 

 

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