17 dicembre 2014, 20:04

Terrorismo a molte facce: da Monaco e Peshawar

Terrorismo a molte facce: da Monaco e Peshawar

Con l’andar del tempo le facce del terrorismo sono variate, come anche i suoi fini e compiti. Ma in tutti i tempi erano a soffrirne cittadini semplici, tra cui quelli presi in ostaggio.

I nuovi esempi tragici sono l’occupazione da un islamista del caffé Lindt nella Sydney australiana e l’attacco armato di terroristi contro una scuola militare nella città pakistana di Peshawar.

Nel 1972 il mondo fu scosso dall’atto terroristico organizzato alle Olimpiadi estive di Monaco. Durante l’operazione speciale non riuscita morirono 11 ostaggi, tutti membri della nazionale israeliana. A partire dagli anni ’60 e ’70 del secolo scorso il terrorismo internazionale caratterizzato da singoli avvenimenti scioccanti si è trasformato, per quanto cinico ciò possa suonare, in un fenomeno non raro e diffuso in tutto il mondo. E quindi ancor più terribile e pericoloso. È praticamente impossibile paragonare le manifestazioni di terrorismo di allora e di oggi. Se in precedenza i terroristi avevano almeno vaghi obiettivi politici, adesso è tutto diverso, rileva Aleksandr Mikhailov, membro del Consiglio per la politica estera e difensiva:

Attualmente il terrorismo è ormai non tanto politico quanto radicale religioso, insensato e spietato, in quanto i fini che si prefiggono i terroristi o gli organizzatori degli atti terroristici sono praticamente irraggiungibili. Ma il fatto è che adesso affrontiamo minacce terroristiche molto grandi, impensabili 20 o 30 anni fa. Oggi esistono centri terroristici che preparano kamikaze per creare minacce a tutto il mondo. Nemmeno l’oceano è una barriera per i terroristi: organizzano atti di terrorismo persino in paesi abbastanza benestanti dal punto di vista dei servizi speciali, ad esempio negli USA.

Basta ricordare l’11 settembre 2001, quando due aerei guidati da terroristi, si sono schiantati contro le Torri Gemelle a New York. Sono morte 2.977 persone, più di seimila sono rimaste ferite. È il più terribile attacco terroristico nella storia dell’umanità e un giorno di lutto per tutto il mondo. Nel 2002 a Mosca terroristi hanno occupato il Teatro Dubrovka durante la rappresentazione del musical “Nord-Ost”. Sono state prese in ostaggio 916 persone, i morti sono stati più di un centinaio. Nel dicembre 2013 atti terroristici sono avvenuti alla stazione e in un filobus a Volgograd e vi sono pure state vittime.

Adesso il mondo ha a che fare con il terrorismo di tipo assolutamente nuovo, ossia con lo Stato islamico che si prefigge di occupare tutto il Medio Oriente. E non solo. Islamisti radicali estendono la geografia della propria attività. Mirano già al Canada e questa settimana è diventata loro bersaglio l’Australia dove sono stati presi in ostaggio visitatori e membri del personale di un caffè di Sydney. Un esempio recente di crudeltà insensata imposta da un’ideologia radicale è l’attacco armato dei guerriglieri del movimento “Tehrik-i-Taliban Pakistan” contro una scuola militare a Peshawar nel nord-ovest del Pakistan. In seguito all’atto terroristico sono morte non meno di 148 persone, prevalentemente allievi.

Le azioni dei terroristi diventano sempre più larghe e risonanti. Mietono sempre più vite di persone innocenti. L’attivita degli islamisti radicali è stata innescata dalla politica avventata dell’Occidente. L’imposizione in Oriente dei valori occidentali ha portato al loro rigetto, anche nell’ambiente degli stessi europei ed americani che sostengono sempre più energicamente i propri musulmani. Questo problema cresce come una valanga, dice Vladimir Šapovalov, direttore dell’Istituto della politica, del diritto e dello sviluppo sociale presso l’Università umanitaria “Sholokhov” di Mosca:

Oggigiorno la situazione è tale che gli interventi dei terroristi si svolgeranno in tutto il mondo. In primo luogo nei paesi occidentali a causa della loro posizione nei confronti dell’autoproclamato Stato islamico. Ciò vale innanzitutto per gli USA ed UE. Il radicalismo è salito fino al limite. L’intensità degli attacchi terroristici andrà crescendo fino a quando non sarà trovata una soluzione. Penso che questa soluzione debba essere non militare e non politica ma, più probabilmente, economica. I terroristi sono infatti molto stimolati dal foraggiamento in cambio della vendita del petrolio a prezzi stracciati. Deve essere una soluzione capace di tagliare le radici economiche del fenomeno. Altrimenti lo stesso si propagherà ulteriormente.

L’estremismo musulmano va combattuto da tutto il mondo. L’eccessivo assegnamento sulle proprie forze e la sottovalutazione delle possibilità dell’avversario hanno già giocato un brutto scherzo a molti. Sebbene adesso non sia ormai il momento per scherzare.

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