10 novembre 2014, 20:39

Ricchi e poveri del mondo

Ricchi e poveri del mondo

Gli esperti del Forum economico mondiale (WEF), noto grazie allo svolgimento degli annuali incontri internazionali nella città svizzera di Davos, hanno reso di pubblico dominio il rapporto intitolato “Rassegna dell’agenda globale 2015” (Outlook on the Global Agenda 2015). Parlando delle sfide che staranno di fronte alle élites governanti del mondo nel prossimo anno gli esperti hanno messo in primo piano due “focolai ardenti”, secondo l’espressione dei media, di problemi, ossia il crescente divario tra ricchezza e poverta e la crescente disoccupazione.

Negli stessi giorni sono state rese note al pubblico le previsioni per gli anni 2014-2015 preparate dall’indipendente centro di ricerche parigino “Osservatore economico francese” (French Economic Observatory). Secondo i suoi autori, attualmente un “problema globale” dell’economia mondiale è rappresentato dall’eurozona.

Nella loro rassegna gli studiosi svizzeri non hanno limitato, certamente, il numero delle sfide da loro prononsticate per il prossimo futuro alle sole questioni della stratificazione sociale e alla disoccupazione. Hanno intervistato 1.800 specialisti rappresentanti di varie sfere economiche, di istituti sociali, di associazioni pubbliche, di strutture statali e di organizzazioni internazionali. Nelle loro risposte le persone intervistate hanno elencato numerosi problemi che, seconodo il loro parere, dovrebbero determinare l’agenda politica dei capi di Stato nei prossimi mesi. Oltre ai temi di cui sopra hanno menzionato anche la rivalità geostrategica, la mancanza di democrazia, la crescita degli umori nazionalistici, l’inquinamento dell’ambiente ed una serie di altri problemi. Ma, secondo loro, proprio il crescente divario tra ricchi e poveri ed anche il crescente livello della disoccupazione chiedono una soluzione urgente.

Nel rapporto degli esperti del WEF si sottolinea che attualmente nel mondo cercano lavoro più di 200 milioni di persone. L’edizione tedesca per uomini d’affari Wirtschaftswoche scrive in relazione a ciò che si tratta di una specie di Stato virtuale di disoccupati la cui popolazione convenzionale supera di 2,5 volte quella di un grande paese europeo come la Germania. Stando agli autori del rapporto, questo fatto mette a repentaglio l’esistenza comune dell’umanità. Nello stesso tempo, secondo le previsioni degli esperti, il numero di disoccupati nel mondo continuerà a crescere ulteriormente. Questa sfida riguarda interamente l’Europa.

Se la tendenza degli ultimi anni si conserverà – cita Wirtschaftswoche le parole di Larry Summers, uno degli autori del rapporto, – è molto probabile che in futuro un quarto degli abitanti del mondo nella fascia d'età tra 25 e 54 anni rimarra senza lavoro”. Il 37% degli esperti europei interrogati parte dal fatto che anche nel 2015 l’economia dei paesi europei “zoppicherà” e che solo il 2% degli stessi contano su un risanamento economico. Comunque sia, la conclusione generale del rapporto del Forum economico mondiale è pessimistico: nel 2018 i disoccupati nel mondo saranno 215 milioni, ossia il 6% della totalità degli abili al lavoro.

Quanto sia acuto il problema dimostra la situazione in un paese economicamente così benestante come la Germania. Il livello generale della disoccupazione in Germania è di fatto 2 volte inferiore rispetto alla media dell’Unione Europea dove questo indice si aggira attorno al 12%. Tuttavia, rivela Deutsche Wirtschafts Nachrichten, per il numero di quanti sono senza lavoro per più di un anno la situazione in Germania non risulta affatto brillante. Stando agli esperti della edizione, eccetto i paesi in crisi dell’Ue, per questo indice la Germania occupa il decimo posto. Non solo, ma il numero delle persone che sono a lungo disoccupate rispetto alla totalità dei disoccupati è cresciuto nel periodo dal 2009 al 2013 dal 33% al 36%. Ancora più allarmante è il fatto che per il numero dei disoccupati che fanno parte della categoria dei “poveri” la Germania con l’indice dell’86% ha occupato l’ultimo posto tra i paesi evoluti dell’Europa. Ciò – ironizza il giornale – malgrado i “trucchi statistici” dei funzionari tedeschi.

Per quanto riguarda la ricchezza e la povertà, sono emblematici i risultati dell’analisi svolta recentemente dall’agenzia Wealth-X di Singapore insieme con la banca svizzera UBS. Lo ha raccondato il portale internet austriaco EU-Infothek. Nonostante la crisi il numero dei miliardari in dollari nel mondo è aumentato nel 2013 di 155 persone e adesso sono 2.325. Il patrimonio comune dei membri di questo club degli eletti è pari a 7,3 trilioni di dollari, di cui 2,37 trilioni appartengono ai miliardari europei. Nello stesso tempo 2,8 miliardi di persone nel mondo guadagnano soltanto da 2 a 10 dollari al giorno. Ma oggi nell’Unione Europera il tema della ricchezza e della povertà non è di attualità. Vi è al primo posto la ricerca di nuovi tipi di sanzioni contro la Russia. D’altronde, questo fatto non stupisce affatto Aleksabdr Khramčikhin, vicedirettore dell’Istituto di analisi politica e militare:

Penso che, in ultima analisi, la politica sia più importante dell’economia e non al contrario, come si ritenava in precedenza. È chiaro, ad esempio, che le sanzioni sono svantaggiose. Ciò è ovvio a tutti. Ma in questo caso la politica risulta essere più importante.

Stando agli autori del menzionato rapporto, al terzo posto tra le sfide del 2015, dopo i problemi sociali e la disoccupazione, è l’“assenza globale di leadership”. Invitano a risolvere questo problema mediante sforzi congiunti, senza isolamento reciproco, senza la retorica nazionalistica e senza la rivalità geostrategica. Ma chi è contro questo?

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