14 settembre 2014, 15:38

Le schiave del XXI° esimo secolo

Le schiave del XXI° esimo secolo

I militanti dello "Stato Islamico" (ex ISIL) che operano in Iraq e in Siria, hanno ridotto in schiavitù sessuale le donne da loro catturate come trofei vivi. Le prigioniere sono sistemate in bordelli e sono costrette a servire i militanti. I giornalisti britannici hanno scoperto che alcuni di questi bordelli sono gestiti da donne-musulmane con passaporti europei. Hanna Eduard, difensore dei diritti dell'uomo irachena, in un'intervista concessa a La Voce della Russia, ha rivelato i dettagli.

- Le notizie del genere sono arrivate subito dopo la conquista di Mosul. Rapiscono giovani ragazze e adolescenti per lo più cristiane e yezidi. Poi esse vengongo vendute come schiave. Noi abbiamo cercato ufficialmente di registrare i casi della vendita in schiavitù, ma questo processo non si svolge apertamente nelle strade. Per lo più la vendita avviene all'interno dell'ISIL, i capi vendono le donne catturate ai militanti. Capita però che vendono anche a qualcuno all'esterno, a chi è disposto di pagare i soldi. In particolare si sa che abitanti di Mosul sono riusciti a liberare dalla schiavitù alcune ragazze, semplicemente pagando il riscatto ai militanti. Dopodiché sorge un'altro problema, la riabilitazione delle ragazze liberate dalla prigionia. Poiché la maggioranza di loro hanno subito violenza sessuale. Una ragazza, ad esempio, ha raccontato che ogni 18 giorni la "davano in sposa" a un nuovo militante. Molte ragazze tornate a casa sono state uccise dai loro stessi genitori, poiché essendo state violentate sono considerate una vergogna per la loro famiglia. Noi stiamo lavorando per rompere questi stereotipi e prevenire altri casi del genere.

- Dove sono tenute le donne rapite?

- Secondo le ultime informazioni, un grande numero di donne-ostaggio è stato messo in prigione a  Badush. Alcune si trovano a El-Baadj, a ridosso del confine con la Siria. Alcune invece sono state portate nella provincia di Raqqa conquistata dai militanti. Complessivamente arrivano notizie abbastanza frammentarie poiché gli estremisti, trovandosi sotto attacco, si ritirano portando con loro le prigioniere poiché possono essere usate per ricatto oppure scambiate con i terroristi catturati.

- Quali informazioni sono disponibili circa i bambini rapiti nei territori sotto il controllo dei militanti?

- I bambini a partire da 14 anni d'età sono reclutati e addestrati per combattere. In tal modo le loro anime subiscono semplicemente la mutilazione. Poiché i cadaveri in stato di putrefazione, corpi mutilati, feriti – non è uno spettacolo adatto a una psiche instabile. In generale, i bambini soffrono di più per colpa degli avvenimenti attuali. Si sa, ad esempio, di una piccola bambina di nome Cristina. Qualche tempo fa è stata rapita dai miliziani ed è tuttora tenuta in prigionia. I suoi genitori stanno cercando di liberarla, ma per ora senza successo. Immaginate che orrore deve provare questa piccola bambina!

I militanti applicano anche, come le chiamano loro, misure educative. Possono portare in pubblico un ragazzo, il quale, mettiamo, è stato colto con le sigarette, e iniziare a spezzargli le dita di fronte a tutti (è vietato fumare nei territori conquistati da ISIL - n.d.r.). I bambini diventano testimoni oculari di un brutale trattamento degli altri bambini. La crudeltà o spezza la loro psiche e li mutila.

 

/s

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