26 aprile 2014, 17:07

La canonizzazione dei due papi più amati dal popolo

La canonizzazione dei due papi più amati dal popolo

Saranno santificati i due Papi piu' amati dal popolo, due Papi diversi, ma accumunati da una grande fede: Wojtyla, il papa rivoluzionario e dedito al sacrificio fino al suo ultimo giorno, e Roncalli, il Papa buono, nella loro vita hanno dimostrato di essere delle grandi persone, prima di essere degli ottimi pontefici.

Riassumeremo le vite di due uomini che hanno segnato con la loro fede tutto il '900 fino a oltre il 2000 con la loro fede e le loro opere e per oltre 100 anni si sono dedicati alla popolazione mondiale senza chiedere nulla in cambio, se non la fede in nostro Signore. Entrambi gia' dal primo discorso del loro isediamento emozionarono la folla che gremiva la piazza di S. Pietro, Papa Roncalli, "con il discorso alla Luna ", e Papa Wojtyla co le parole "se sbaglio mi corriggerete".

Inizieremo con Papa Giovanni XXIII, non per importanza, ma per cronologia. Angelo Giuseppe Roncalli, nato in provincia di Bergamo, da famiglia umile, grazie ai parenti riesce a finire gli studi e a diventare prete nel 1904. Poi, negli anni, si susseguono per lui molti posti di resposabilità e nel 1935 Mons. Angelo Roncalli è nominato dal Vaticano vicario apostolico e delegato in Turchia e contestualmente delegato per la Grecia.

Durante la II° Guerra Mondiale, una nave piena di bambini ebrei tedeschi, miracolosamente sfuggita ad ogni controllo, giunge al porto di Istanbul. Secondo le regole della neutralità, la Turchia avrebbe dovuto rimandare quei bambini in Germania: così sarebbero finiti tutti nei forni crematori. Mons. Roncalli prova ogni via; ma alla fine - anche grazie alla sua amicizia con l'ambasciatore von Papen - i bambini sono salvi. Nel 1953 viene nominato Patriarca di Venezia e cinque anni dopo, alla morte di Pio XII diventa Papa, con suo sommo stupore. Nell'ottobre del 1962 decise di intervenire nella crisi dei missili a Cuba, scongiurando il peggio.

Il 7 marzo 1963 prese il coraggio d'iniziare il disgelo con l'Unione Sovietica ricevendo personalmente nel suo studio privato in Vaticano Alexej Adjubei, con la moglie Rada figlia del capo sovietico Nikita Kruscev.

Rada emozionata e felice disse a papa Giovanni: "Lei ha le mani grosse e nodose dei contadini, come quelle di mio padre".

Alla fine dell'incontro papa Giovanni disse al suo segretario: "Può essere una delusione, oppure un filo misterioso della Provvidenza che io non ho il diritto di rompere". La storia ha dimostrato la presenza di quel filo.

Pochi mesi dopo, nel giugno dello stesso anno, lo raggiunse la morte, e le ultime sue parole furono "perche' piangete? questo e' un momento di gloria". Fu nominato Beato da Giovanni Paolo II nel settembre del 2000. A Papa Roncalli viene accordata la miracolosa guarigione di Suor Caterina Capitani, affetta da gastrite ulcerosa emorralgica, che gravissima e in fin di vita, una notte vide in sogno Giovanni XXIII e la mattina dopo si svegliò guarita come se la malattia non fosse mai esistita.

Karol Wojtyla, nasce a Wadovice in Polonia nel 1920, figlio di un ex ufficiale dell'esercito, che dopo la morte della moglie porta Karol a Cracovia per proseguire gli studi in filologia e letteratura polacca. Wojtyla impara 11 idiomi diversi, mentre la sua vita scorre travagliata durante la Seconda Guerra Mondiale, tra l'invasione tedesca e quella sovietica e la morte del padre, dopo la quale il futuro Giovanni Paolo entra in seminario. Nel 1946 fu' ordinato sacerdote, e nel 1946 si trasferi' a Roma,per proseguire gli studi, nel 1958 fu' nominato Vescovo di Cracovia. Ma agli occhi del mondo, apparve per la prima volta al suo primo Conclave, dopo la morte di di Papa Paolo VI nel agosto del 1978 con l'elezione di Giovanni Paolo I, ma solo dopo 33 giorni Albino Luciani mori', e nell'ottobre dello stesso anno Wojtyla dovette far ritorno a Roma, per partecipare al suo secondo Conclave, e con vero stupore di tutti venne nominato Papa, possiamo dire che il suo pontificato e' stato caratterizzato da un'intenza attivita' pastorale, in difesa della pace e a migliorare le relazioni con Anglicani e Ortodossi, riconoscendo lo stato di Israele e chiamando gli ebrei fratelli maggiori.

Nel maggio del 1981 subi' un attentato in piazza S. Pietro per mano del killer Turco Ali Agca, che dopo due anni volle incontrare in carcere il Papa, convinto che a deviare il proiettile fu' la mano della Madonna. Woytila fece poi incastonare il proiettile estratto dal suo corpo nella corona della statua della Vergine di Fatima. Tra gli anni novanta e duemila la sua attivita' fu' così intensa che lo porto' ai primi problemi di salute: la rimozione di un tumore al colon, il femore rotto, i primi sintomi del Parkinson. Già nei primi anni del duemila inizio' ad usare una pedana mobile per i suoi spostamenti, ma non per questo le sue attivita' diminuirono, e decise di rimanere fino alla morte. Il 30 marzo del 2005 apparve per l'ultima volta alla finestra dove sempre aveva tenuto i suoi discorsi, ma apparve subito in grande difficolta' e non riusci' a dire nulla, anche se ci stava provando. I cardinali lo ritrassero subito indietro e lo vedemmo dispiaciuto per la folla che lo stava aspettando.

Fu quella l'ultima volta che il popolo lo vide, dato che Woytila mori' il 2 aprile 2005 all'eta' di 84 anni. La Santificazione e' dovuta al miracolo di Floribeth Mora Diaz. L'8 aprile 2011 alla donna venne diagnosticato un'aneurisma, venne operata d'urgenza, ma i medici dissero che non c'era nulla da fare. Al ritorno a casa, il 1° maggio accesero la tv e vedendo Benedetto XVI con la reliquia di Wojtyla, la donna sentì una voce che le disse: alzati e non aver paura. Era la voce del Papa polacco, dopo la quale la donna si alza e ritorna a star bene, a tal punto che dagli esami medici risulta che quell' aneurisma e' come non ci fosse mai stato.

La giornata di domenica 27 aprile si aprirà con la lettura della coroncina della Divina Misericordia e di alcuni testi dei due Papi dedicati alla misericordia, in attesa dell'evento centrale delle ore 10.00, la Santa Messa celebrata da Papa Francesco.

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