18 marzo 2014, 13:27

Lettere dai Lettori

In questo spazio pubblichiamo le lettere ricevute all'indirizzo di posta elettronica Web-it@ruvr.ru

 

“Smart Puglia 2020 International Buyers Meeting”

 

25-27 febbraio – Fiera del Levante, Bari

 

 

 

170 imprese pugliesi incontrano 80 operatori provenienti

 

dai Paesi euroasiatici, dagli Emirati arabi, dal Mediterraneo, dai Balcani

 

 

 

L’assessore Capone: “Green economy e industria creativa: ai mercati mondiali raccontiamo le più belle storie di Puglia

 

 

 

Green economy e industria creativa: 170 imprese pugliesi incontrano 80 operatori, tra buyer, importatori, distributori, società d’investimento, provenienti da Russia, Bielorussia, Kazakistan, Emirati Arabi, Qatar, Bulgaria, Tunisia, Grecia, Croazia, Ucraina/Slovenia, Spagna.

 

La chiamata arriva dalla Regione Puglia, l’occasione è l’evento internazionale “Smart Puglia 2020 International Buyers Meeting” in programma, a Bari, dal 25 al 27 febbraio.

 

Nella tre giorni pugliese in calendario workshop, incontri bilaterali, visite aziendali per far conoscere alle delegazioni internazionali le specializzazioni produttive di Puglia e le opportunità di partnership in tre settori di eccellenza della regione.

 

Al fianco della delegazione di imprese pugliesi, i distretti produttivi regionali riferiti alle aree strategiche del meeting: Edilizia sostenibile; Nuova Energia; Distretto tecnologico DIPAR - Ambiente e Riutilizzo; Distretto Produttivo dell’editoria Dialogoi e il distretto Puglia Creativa.

 

 

 

Oggi la Puglia conta un’impresa ogni dodici abitanti– ha detto l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone - e, nel primo trimestre del 2014, è in vetta alla classifica italiana per la crescita dell’export (+18,1%). Siamo l’unica Regione d’Italia ad aver attivato un pacchetto d’incentivi che ha permesso alle nostre imprese di consolidarsi e fare rete e al territorio di attrarre sempre nuovi investimenti. La Puglia rappresenta una regione in cui è vantaggioso investire ma anche piacevole lavorare e vivere. E’ questo il messaggio che lanceremo in occasione dell’ “International Buyers Meeting”. Vogliamo che le nostre imprese si misurino con il mercato mondiale e che le imprese dei Paesi eurasiatici, degli Emirati arabi, del Mediterraneo, dei Balcani tocchino con mano le potenzialità della nostra regione. Dal design all’arredo, al cinema, al teatro, all’intrattenimento, alla green economy, ci sono grandi possibilità d’investimento e in un momento in cui si parla di crisi economica le istituzioni devono rimboccarsi le maniche per incrociare gli interessi delle imprese con le nuove opportunità di business”.

 

 

 

Con l’evento “Smart Puglia 2020 International Buyers Meeting” la Regione Puglia intende offrire alle imprese pugliesi nuove opportunità di relazioni economiche e commerciali e, al contempo, rafforzare quelle già esistenti, come ad esempio, nel caso della Russia. Dall’agroalimentare all’arredo, dall’artigianato al turismo, infatti, nei primi nove mesi del 2014 l’interscambio Puglia-Russia (pari a 279,8 mln di euro) mette a segno un +19,4% in valore rispetto allo stesso periodo 2013 (234,3 mln), con una crescita sia delle esportazioni (54,2 mln, +11,4%) che delle importazioni (225,5 mln, +21,4%). Sul fronte dell’export, in particolare, la parte da leone la fa il manifatturiero con 51,4 mln di euro, di cui 4,3 mln sono rappresentati dai mobili (+4,4%) e circa 4,4 mln di euro dagli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici. Le performance dell'industria creativa regionale, addirittura, segnano +175% per i prodotti di attività artistiche, intrattenimento e divertimento e +1789,9% per i prodotti audiovisivi, dell'editoria e delle attività radiotelevisive.

 

 

 

L’evento è organizzato da Regione Puglia – Assessorato allo Sviluppo economico – Servizio Internazionalizzazione con il supporto operativo dello Sprint Puglia (Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese).

 

 

 

Mosca, 18 febbraio 2015

 

 

 

L’Ufficio stampa




ROMA, MANIFESTAZIONI PER FERMARE LA GUERRA IN UCRAINA

Dal corteo in solidarietà con la Grecia, Roma 14 febbraio 2014, manifestazione contro gli usurai che strozzano i popoli, si distingue lo spezzone di compagni contro la guerra che, oltre ad essere contro agli usurai, è anche contro la Nato e la sua mostruosa guerra in Ucraina. I compagni contro la guerra ricordano così all' Europa che il governo greco è l' unico governo europeo che si è dichiarato contro la guerra in Donbass ex-Ucraina ed è l' unico governo europeo dichiaratosi favorevole a uscire dalla Nato.

 

Fermare il massacro in Ucraina . Appello delle lavoratrici antifasciste immigrate

https://ucrainaantifascistanapoli.wordpress.com/2014/11/12/fermare-il-massacro-in-ucraina-appello-delle-lavoratrici-antifasciste-immigrate/



RICERCA CONTATTI NELL'AMBITO DELLA MEDICINA AYURVEDICA

 

Mi chiamo Walter Dietinger di Torino (Italy), vi seguo da molto tempo, (anche su Facebook, dove mi trovate) apprezzando i vostri articoli, obbiettivi, precisi e accurati.
Seguo anche Alessandro Lattanzio, con il suo blog 'Aurora'.

 

Non vi nascondo che condivido le info e pure le mie simpatie per la 'Casa Russia', la politica, le linee d'azione dell'attuale leader.
Sono decisamente antiamericano!

 

Non sono mai stato nel vostro Grande 'Paese', spero un giorno di visitarlo.

 

Volevo approfittare dell'occasione, per presentare una mia richiesta un po informale, ma forse potete darmi consigli ho riferimenti giusti.

 

Spiego, mi occupo di Ayurveda da tanti anni, da un po di tempo che stò cercando di far ripartire un’importante azienda Ayurvedica in Italia, (sono stato il numero 1) ma non si trovano imprenditori italiani che vogliono investire, probabilmente per la crisi interna.

 

La Naturalis srl di Verona del dottor Antonio Grimaldi (che vive a Napoli) è stata la seconda azienda per importanza italiana e potrebbe ridiventare la grande azienda che fu’.
Avevamo clienti anche del est Europa, comunque tutti i clienti (migliaia) erano rimasti soddisfatti della qualità dei prodotti e dei nostri servizi.

 

Poiché io non ho contatti con la Russia, mi chiedevo se fosse possibile un’interessamento da parte vostra.
Tra l’altro anche il titolare della Naturalis è un ‘nostro’ simpatizzante (conosce bene Mosca) la sua compagna (Irina Busel) e della bielorussa, ci piacerebbe molto avere un’imprenditorie Russo, che credesse in questo mercato e vorrebbe investire in Italia.

 

Come dicevo, ci servono dei contatti in modo da presentare il progetto, io ho tutti i dati aziendali che posso successivamente mostrare.

 

Non avendo riferimenti giusti nel vostro canale ho fatto che scrivere a questo indirizzo, con la speranza che possiate inoltrarlo alla persona giusta.

 

In attesa di una vostra gentile risposta, vi invio un cordiale saluto!

 

Walter Dietinger

 




COMMENTO SUL DISCORSO D'INSEDIAMENTO DEL PRESIDENTE MATTARELLA 

 

Bottalico (Acli): Mattarella indica al Paese la via di una speranza
fondata sulla consapevolezza della gravità della crisi



Le Acli condividono punto per punto quell' ”agenda esigente” indicata da Mattarella
al Parlamento e lo ringraziano per aver ricordato il ruolo dei corpi sociali per la democrazia

 

 

 

Roma, 3 febbraio 2015- “Un discorso che indica le vere priorità per la politica, che esprime la consapevolezza della gravità della crisi e che delinea un orizzonte di speranza per il Paese”. Questo il primo commento di Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli al Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento.

 

“Il nuovo Capo dello stato – prosegue Bottalico - ha indicato con chiarezza il pericolo che la crisi economica intacchi i principi su cui si fonda la nostra convivenza democratica. Contro questo pericolo Mattarella ha delineato una 'agenda esigente' per riavvicinare le istituzioni ai problemi del popolo. Le Acli condividono punto per punto questa agenda: il diritto al lavoro che molti hanno perso o non trovano più, specie tra i giovani e nel Mezzogiorno, l'esclusione sociale e la lotta alla povertà dilagante, l'impegno a garantire i servizi sociali fondamentali. Per affrontare questi problemi servono politiche economiche adeguate. Abbiamo molto apprezzato l'invito del Capo dello Stato ad alimentare l'inversione del ciclo economico, a livello europeo coniugando necessariamente al consolidamento finanziario una robusta iniziativa di crescita capace di far ripartire la domanda interna.

 

Siamo grati al Presidente per aver ricordato che l'unità del Paese, così come indica la Costituzione, non può prescindere dal ruolo della famiglia e dei corpi sociali intermedi, garanzia di una piena partecipazione alla vita pubblica, così come dal proseguimento del percorso delle riforme istituzionali.

 

Mattarella ha anche ricordato che la Costituzione impone di ripudiare la guerra e di promuovere la pace ed è stato molto chiaro sulla tremenda sfida lanciata dal terrorismo internazionale: sarebbe un grave errore collocarla nell'ottica dello scontro tra religioni o tra civiltà.

 

È da sottolineare anche l'appello che il Capo dello Stato ha rivolto all'Unione Europea perché sia ' più attenta, impegnata e solidale' di fronte all'emergenza umanitaria costituita dall'accoglienza dei profughi in fuga da miseria e guerra, che cercano un futuro in Europa.

 

Per queste ragioni – conclude Bottalico – le Acli si sentono impegnate a dare il loro contributo alla realizzazione di questa 'agenda esigente' indicata dal Presidente della Repubblica, nei territori e nei settori in cui operano, creando legami di comunità in modo che nessun cittadino possa sentirsi solo o dimenticato dalle istituzioni”.

 

 


PAROLE DI AFFETTO E VICINANZA

Carissimi,

 

solo poche parole per esprimere alle famiglie, alle persone comuni, ai dirigenti e responsabili della Federazione Russa, il mio affetto, la mia vicinanza, la mia solidarieta, ed anche la mia speranza.

 

L'Europa avrebbe dovuto essere il luogo dove poter far nascere una società Cristiana, sincera, limpida e solidale. Ma l'establishment non vuole riconoscere le nostre radici giudaico-cristiane ed ellenico-latine. Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti : liberalizzazione dell'aborto, matrimoni fra persone dello stesso sesso, uteri in affitto, un'assurda campagna pro-pratiche sessuali sui bambini degli asili, l'economia e la finanza che, anzichè essere al servizio dell'uomo, è esattamente il contrario.... L'Europa è diventata la Nemesi di ciò che è Cristiano.

 

Non voglio dilungarmi, volevo solo dire che prego tutti i giorni per la Russia e per il popolo russo, perchè rappresentano la speranza cristiana di un' Europa migliore. Accomunati dalla stessa Fede, chiedo al popolo russo di non cedere, di resistere all'attacco di questa Europa corrotta nel corpo e soprattutto nell spirito e complice di un' America che ha calato il velo, e da apparente garante della libertà che noi credevamo fosse, si è palesata per quello che è : un luogo dove l'unica cosa che è importante è il potere e la ricchezza, a qualunque costo. Un posto dove si pensa che libertà sia fare ciò che si vuole senza alcuna moralità, e non invece la facoltà di poter scegliere di fare il bene.

 

Per la Russia ed il suo popolo, mi raccomando, siate forti !

 

Siete la speranza dei cristiani di tutta Europa....

 

Alessandro





GRANDE SUCCESSO PER IL GRAN BALLO RUSSO, “SPETTACOLO D’ALTRI TEMPI”

Danza, lirica e beneficenza per l’evento firmato da Nino Graziano Luca

 

ROMA - «È stato uno spettacolo d’altri tempi». Definisce letteralmente così Nino Graziano Luca il successo del Gran Ballo Russo dello scorso 10 gennaio al St. Regis di Roma, «l’arte è stata declinata in ogni sua sfumatura: la danza, la storia, la musica, la letteratura, con un unico comune denominatore: l’omaggio alla Russia, patria dello scrittore Alexander Pushkin, emblema del romanticismo ottocentesco».

Protagonista il corpo di ballo della Compagnia nazionale di danza storica– di cui Nino Graziano Luca è presidente e direttore artistico – che ha organizzato l’evento insieme a Eventi Rome, portando in scena nomi d’eccezione come Samuel Peron e l’attrice Tania Bambaci (coppia in scena e nella vita, nei panni di Pushkin e della moglie Natalcja N.Goncarova), Alena Gromova e Vincenzo Bocciarelli interpreti nella breve piece teatrale diretta dal Maestro Luca tratta dal romanzo in versi “Eugenio Onegin”.

Alla presenza di un pubblico di tutto prestigio composto da ospiti nazionali e internazionali del mondo culturale, politico, diplomatico non sono mancati gli applausi a scena aperta per la soprano di grande fama Natalia Pavlova, discendente diretta di Pushkin e attrice della Compagnia d’arte drammatica di Mosca, fondata da Anatoli Vasiliev: in questa occasione ha cantato le romanze tratte dall’Eugenio Onegin di Tchaikovski insieme ad altre due straordinarie soprano russe, Yulia Zykova ed Ekaterina Zarechnaya accompagnate da un trio pianoforte, violoncello e chitarra.

Mazurka, valzer, contraddanza e quadriglia hanno avvicinato a passi di danza Italia e Russia, con la partecipazione dei 20 danzatori provenienti da Mosca del gruppo Russian Waltz diretto da Aleksandr ed Olga Pokrovskyi.

La cura filologica per i costumi e ambientazione dell’epoca è stata sugellata dal quadro emblema realizzato proprio durante il Gran Ballo, immortalato dai pennelli e dai colori della pittrice ufficiale dei Papi Natalia Tsarkova: suo anche lo schizzo “Angelo” messo all’asta silenziosa insieme alla scultura “Venturo” di Paola Grizi, a sostegno della Onlus “Aiutateci a salvare i Bambini” vittime della guerra a Donbass in Ucraina. Insieme alle opere d’arte anche rarità della letteratura e una limited edition esclusiva di bottiglie di vino firmate da Anna Fendi.


 

Spett.le Redazione de "La Voce della Russia",

 

nel celebre romanzo "1984" George Orwell immaginò tra le altre cose un mondo diviso in tre super Stati: l'Oceania comprendente le Americhe e l'ex Impero Britannico, l'Eurasia costituita dalla Russia e dall'Europa continentale e l'Estasia formata dalla Cina e dalle nazioni limitrofe dell'Estremo Oriente. Oggi un tale ordine mondiale, che appariva già inverosimile in piena Guerra Fredda, non sembra così lontano, perlomeno se si considera una futura contrapposizione tra un'Euras...ia o Eurussia e un'Anglosfera (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda). La politica estera americana sembrerebbe infatti spingere in questa direzione: il progressivo disimpegno degli Stati Uniti dal Mondo per un ruolo che ormai Washington non può più sostenere, il maggiore interesse con cui l'Amministrazione Obama guarda all'America Latina e al Pacifico, lo scandalo del sistematico spionaggio attuato dall'Nsa americana in collaborazione con le sorelle delle altre quattro Potenze anglofone ai danni delle cancellerie europee e infine la politica di aggressivo contenimento nei confronti della Russia. Su quest'ultimo fattore in particolare è bene soffermarsi: tralasciando l'opinabile visione etica per cui "il nemico del mio nemico è mio amico" che ci spinge a sostenere un governo ucraino golpista infarcito di elementi neonazisti in funzione antirussa, appare evidente come le sanzioni contro Mosca e le relative controsanzioni di quest'ultima stiano causando considerevoli perdite di fatturato e posti di lavoro in molte aziende europee (al contrario è aumentato lo scambio commerciale tra USA e Russia), e non stiano scalfendo in alcun modo la posizione russa, che procede con l'integrazione della Crimea nella Federazione, e nemmeno ne stiano determinando l'isolamento internazionale (vedi i recenti accordi sino-russi e l'ingresso della Armenia nell'Unione Economica Eurasiatica). Fortunatamente in Europa si intravede la volontà di molti governi di abbandonare la linea sanzionatoria in favore di una maggiore obbiettività: penso alle recenti dichiarazioni di membri dei governi d'Austria, Finlandia, Repubblica Ceca e del nostro ministro degli Esteri Gentiloni. Senza contare che una maggiore collaborazione tra UE e Russia e una certa emancipazione dagli USA e dalle petromonarchie del Golfo potrebbe portare a delle svolte positive sul fronte mediorientale. Noi europei dovremmo valutare bene se sia più conveniente un'ottica atlantista che ci vede sempre più passivi e subordinati o una nuova visione eurasiatica a cui potremmo partecipare come soggetto alla pari.

 

 

 

David Maragna

 

 


UN AIUTO AI BIMBI DEL DONBASS

 

SECONDO INVIO DI DONAZIONI PER I BAMBINI DEL DONBASS

 

Aiutateci a Salvare i Bambini ha lanciato nella scorsa primavera una campagna straordinaria di donazioni per i bambini vittime della inumana guerra nel Donbass.

Nei primi giorni di novembre sono stati inviati 6.400 euro raccolti fra i moltissimi che hanno risposto al nostro appello.

Ora, a pochi giorni dall'inizio delle festività di Natale e dell'anno nuovo, un ulteriore donazione di 3.000 euro è stata inviata a Rostov sul Don ove opera l'associazione russa nostra partner che interviene nelle varie località dove la popolazione locale sta vivendo un immenso dramma umanitario.

Ringraziamo tutti coloro che ci sono vicini in questa opera fondamentale di concreto aiuto ai bambini vittime della guerra portando conforto alle strutture di accoglienza per bambini abbandonati, agli ospedali pediatrici, alle famiglie colpite dai bombardamenti e dalle bestiali azioni punitive nel più assoluto e complice silenzio dell'informazione "democratica" occidentale.

 

"Chi salva un bambino salva il mondo intero" l'incipit della nostra azione sin dalla sua fondazione.

 

 

Grazie a tutti quelli che ci permettono di salvare i bambini del Donbass.

La raccolta continua

www.aiutateciasalvareibambini.org

 

 

ITALIA E RUSSIA, LE RAGIONI DELL'AFFINITA'

 

Gentile redazione della Voce della Russia,

 

ho letto con molto interesse l’articolo che illustra il sentimento di simpatia che il popolo russo nutre nei confronti dell’Italia.

A tale proposito vorrei segnalare un articolo di Irina Osipova presidentessa del R.I.M. Movimento Giovani Italo-Russi pubblicato sulla pagina news.russia.it : è il resoconto del suo intervento al convegno tenutosi al Centro Russo di Scienza e Cultura di Roma sul tema “Roma Terza Roma”: “L’Italia vista da Mosca”.

 

Per comprendere lo spessore che può assumere il dialogo italo-russo può essere interessante approfondire quale è il punto di vista dei Russi riguardo all’Italia. Anche passando in rassegna argomenti apparentemente frivoli, come il fascino della musica, del cinema o della cucina italiane si giunge alla conclusione che l’Italia esercita magari inconsapevolmente un “soft power” sul mondo russo che sarebbe assurdo sottovalutare. Il fascino dell’Italia sui Russi ha molteplici componenti ed è importante analizzarne le diverse dimensioni che spaziano dalla cultura “alta” – con la valutazione delle radici storiche, artistiche letterarie – al livello del “pop” e del costume.

Molto spesso il primo approccio con l’Italia lo si ha a scuola. In Russia lo studio della storia viene sviluppato in un ciclo unico che comincia con l’antichità e un ruolo del tutto privilegiato nella panoramica delle civiltà antiche occupa Roma. Lo studio dei sette colli di Roma, la scansione dei sette re e poi della storia repubblicana rappresentano argomenti familiari per lo studente russo; argomenti spesso approfonditi con saggi monotematici che si affiancano al manuale generale di storia e che appunto approfondisce le peculiarità della civiltà romana.

Sia detto per inciso: il russo medio non percepisce la frattura storica tra l’antica Roma e il successivo sviluppo medievale e moderno della penisola: i romani di oggi sono i romani di ieri, nella percezione di un continuum storico che avvalora l’immagine di una gloriosa nazione alla quale non manca nulla… eccetto il gas. Cultura, storia, arte, architettura, mare, filosofia, cucina sono i tanti tasselli del mosaico italiano che compone l’immagine di una cultura del bello e del buon vivere.

Lo studio della storia romana si lega nell’immaginario russo a una aspirazione antica di secoli: l’aspirazione di Mosca a porsi come “Terza Roma”, secondo la formulazione del monaco Filoteo. Per tale motivo si insiste sul fatto che anche Mosca come Roma sia sorta su sette colli e questo è il motivo per cui una importanza stazione radio della Roma odierna si chiama “Sui sette colli”.

D’altra parte il cuore di Mosca è il Cremlino e tale fortezza – nella versione in cui la ammiriamo oggi – è appunto il frutto del genio di architetti italiani che vi posero mano, come Aristotele Fioravanti. All’interno del complesso architettonico del Cremlino l’opera degli artisti italiani appariva in passato ancora più articolata di come si possa osservare oggi: si pensi ad esempio ai due monasteri interni al Cremolino, opera anche essa di progettisti italiani, che oggi non possono più essere ammirati dal momento che furono rasi al suolo negli anni Trenta.

Più in generale, il quartiere storico di Mosca porta ancora oggi il nome di Kitaj Gorad, nome che a prima vista potrebbe far pensare al nome russo della Cina; ma a ben vedere la presenza di cinesi non è particolarmente numerosa nella capitale russa e non vi è alcuna “China Town” che giustifichi a Mosca quella toponomastica. Escluso quindi il riferimento ai cinesi, va rilevato che, secondo alcune interpretazioni del nome, “Kitai” sarebbe appunto un calco della parola italiana “Città” ad indicare che anche questo quartiere trarrebbe origine dalla creatività urbanistica e architettonica di maestranze italiane.

Un legame così profondo ed antico come quello tra Italia e Russia viene messo alla prova dalle drammatiche vicende del Novecento. A fronte di una prima guerra mondiale che vede Italia e Russia combattere come alleati contro gli Imperi Centrali e la Turchia, ricordiamo il contrapposto schieramento nel corso della Seconda Guerra Mondiale. A dire il vero, nell’immaginario collettivo russo, non è molto presente il ricordo della ostilità italiana, della partecipazione dell’Italia all’Operazione Barbarossa voluta da Hitler. Vi è indubbiamente la valutazione che quella impresa fu sciagurata e funesta, non solo per i Russi, ma anche per gli stessi Italiani che vi furono trascinati. E tale valutazione si inserisce nella considerazione più generale secondo la quale gli Italiani non sono un popolo che si presta a realizzare politiche militariste e che esprime il meglio di sé quando è lasciato libero di rappresentare il bello, il buon vivere, la cultura. Se esistono rancori sedimentati nella memoria popolare quelli principalmente si indirizzano contro il nazismo tedesco; e tristi avvenimenti dell’attualità in verità non possono non risollevare quei rancori…

Per quanto riguarda l’Italia, gli esiti infausti dell’intervento dell’ ARMIR sul fronte russo durante la II Guerra Mondiale vengono facilmente cancellati dall’immagine davvero ammaliante dell’Italia del Boom Economico, di quel Miracolo anche artistico e culturale che culmina nella “Dolce Vita” di Fellini. Nel 1956 il primo festival internazionale di cinema fu in Unione Sovietica un evento di grande portata, dal momento che quella mostra cinematografica rappresentò una finestra sul mondo per un paese che fino ad allora – per gli eventi successivi alla Rivoluzione del 1917 – aveva assunto una rigida impermeabilità rispetto a ciò che era rappresentato da altre culture. In quel contesto, i molti film italiani proiettati rappresentarono un grandioso evento culturale, suscitando un coinvolgimento emotivo che superava ogni altra manifestazione cinematografica e si concretizzava nelle lunghe file di moscoviti che si accalcavano all’ingresso delle sale di proiezione. È facile dedurre come dalla visione di quei film sia scaturito l’interesse di molti russi nei confronti dello stile italiano. Il successo dei maglioni “dolce vita”, con il collo alto, chiamati così perché indossati dal protagonista del film Marcello Mastroianni, fu un effetto di quella fascinazione per l’Italia del miracolo economico: si sviluppò un mercato sotterraneo e anche forti speculazioni nella vendita di questo capo di abbigliamento che molti bramavano possedere come status symbol.

 

Accanto al mondo impalpabile e immaginifico della cinematografia si sviluppava intanto qualcosa di molto più concreto e legato ai ritmi della produzione industriale. Nel sud-est della Russia, una antica città denominata Stavropol veniva ribattezzata “Togliatti” in onore del grande leader comunista italiano che per anni aveva portato avanti la sua battaglia politica in stretto collegamento col vertice dell’Unione Sovietica. Proprio questa città divenne sede di un importante progetto di cooperazione tra la FIAT e il governo russo: negli stabilimenti di Togliatti nasceva l’Autovaz, una macchina ricalcata sul design delle automobili italiane della FIAT e che sarebbe stata protagonista della diffusione di massa dell’automobile nell’area sovietica. Ancora oggi il complesso industriale di Togliatti rappresenta la più grande fabbrica di automobili della Russia e dell’Europa dell’Est.

Dal 1978 al 1982 il crescendo di successi calcistici della Nazionale italiana allenata da Enzo Bearzot si traduce in Russia in un rinnovato favore popolare nei confronti dell’Italia e dei suoi campioni in maglia azzurra. Le donne russe tifano i bei calciatori italiani, gli appassionati russi di calcio indubbiamente apprezzano la grande vittoria ai Mondiali di Spagna conseguita dall’Italia nella finale contro la Germania.

Sempre negli anni Ottanta, la serie televisiva della Piovra suscita grande interesse in Russia: la drammatica vicenda della lotta alla mafia condotta da italiani onesti che non si arrendono alla grande criminalità fa di Michele Placido un nuovo modello di uomo italiano che conquista il pubblico russo: sono tanti i russi che cercano di imitare lo stile del protagonista con la sciarpa o il caratteristico impermeabile lungo.

Gli anni Ottanta sono anche gli anni del boom della musica leggera di stampo sanremese. A partire dal 1985 diventa un appuntamento fisso quello dell’una di notte del primo dell’anno, quando la televisione russa trasmette una carrellata di immagini e di musiche sanremesi. Ogni anno quello di Capodanno è un appuntamento che si ripete: le vecchie glorie degli anni Ottanta suscitano consensi sempre rinnovati in un pubblico che in fondo ha gusti tradizionalisti anche in musica e apprezza ritmi che – al netto di una certa ingenuità – esprimono la schiettezza della gioia di vivere e dei buoni sentimenti.

Il clima rigido delle sanzioni – questo clima di rinnovata guerra fredda che l’Europa ha subito più che autonomamente scelto – rischia di ostacolare in tanti campi l’interscambio economico tra Italia e Russia. Fortunatamente si sottrae alla morsa delle sanzioni il settore della moda e le immagini dei grandi magazzini Gum di Mosca mostrano appunto il grande prestigio dei marchi italiani di alta moda; ma aldilà dei prodotti e delle firme si può concludere osservando che l’interesse dei Russi per l’Italia è proprio un interesse “antropologico”: per anni le giovani donne russe hanno raccolto fotografie di grandi attrici con forte personalità femminile come Claudia Cardinale, Gina Lollobrigida, Stefania Sandrelli, Ornella Muti, Anna Magnani in un processo di ammirata identificazione; nello stesso tempo l’uomo italiano suscitava attrazione nelle sue varie manifestazioni: dal campione sportivo (Rossi, Maldini) all’attore (Mastroianni, Girotti), dal cantante (Buscaglione, Celentano, Morandi) al grande regista o drammaturgo (come De Sica e De Filippo).

Gli Italiani, spesso chiusi nei localismi o in un antagonismo politico particolarmente polemico, a volte non si rendono conto del fascino che l’Italianità suscita nel suo complesso in chi osserva l’Italia dall’esterno. Il Soft Power è straordinariamente forte e l’aspetto stupefacente è che, a differenza di quanto avviene in altri contesti, tale carica attrattiva non è frutto di una concertazione o di un azione organizzata degli Italiani, ma si sviluppa spontaneamente, a volte anche indipendentemente dagli Italiani che tendono spesso a compiere un esercizio eccessivo di autocritica riguardo alle proprie attitudini.

Gli Italiani possono contare su una vastissima simpatia da parte del popolo russo, questa attrazione rappresenta la solida base per una integrazione non solo economica negli anni a venire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma, 27 Novembre 2014

 

 

 

 

 

 

 

Testo tratto dalla relazione

 

 

 

della presidentessa del R.I.M. Irina Osipova

 

 

 

al convegno Roma-III Roma

 

 

 

presso il Centro Russo di Scienza e Cultura

 

 




CONVEGNO SUL DONBASS

 

Segnalo anche:

 

"Donbass, quale domani? Prospettive e sviluppi geopolitici nel conflitto russo-ucraino",

 

alla Galleria delle Arti l'Universale via Caracciolo 12, Roma, domenica 14 dicembre alle h. 18.00

 

 

I relatori sono:

 

 

Giulietto Chiesa

 

Irina Vikhoreva - presidentessa della Associazione Speranza

 

Serhii Diachuk - giornalista di Odessa

 

Marcello Berera - membro del Coordinamento Solidale per il Donbass

 

Alfonso Piscitelli

 

 

 

il convegno è interessante perchè - senza far riferimento a sigle politiche - esprime l'idea che ci siano italiani di destra e di sinistra che riguardo alla crisi umanitaria del Donbass grosso modo esprimono valutazioni simili e manifestano le stesse preoccupazioni

 

 

 

AUGURI

 

LA VOCE DELLA RUSSIA
Redazione in lingua italiana

Cari amici, sembra fuori luogo inviare auguri alla redazione del sito web di una emittente radio che...non emette più. Io, però, lo faccio con tutta la mia amicizia e la stima che da tantissimi anni provo nei confronti di quella che ho considerato tra le migliori -se non la migliore- emittente attraverso la quale ho ricevuto un contributo culturale, informativo e sociale senza precedenti. La Voce della Russia non c'è più ma continua ad essere presente per tutto ciò che ci ha lasciato in eredità e tra questo metto al primo posto il rapporto di grande amicizia e collaborazione che si è instaurato tra il sottoscritto e molti componenti della redazione italiana nel corso degli anni. Insieme abbiamo fatto tante cose e tutte le ricordo con commozione!
Ora, cari amici, le notizie che riguardano molti di voi, il vostro futuro lavorativo, non mi risultano buone ed è per questo che con tutto il cuore e con la sempre grande amicizia di un tempo auguro a tutti voi della redazione italiana, alle vostre famiglie, un sincero
BUON NATALE e FELICE ANNO NUOVO!
Auspico che le cose possano prendere una direzione diversa e che si riaprano prospettive buone per voi che vi rivolgete a noi ascoltatori/lettori ed anche per noi appassionati dell'ascolto radio ed in particolare della VOSTRA radio!
Tanti auguri, amici ed un abbraccio speranzoso dal vostro seguace..

...Agide Melloni - Imola




IL RAGNO NERO IN LIBRERIA

Dal 6 novembre scorso è in libreria: "Jasin. Storia di un portiere" (editore, il melangolo, Genova). Biografia di colui che, ad oggi, è l'unico portiere al mondo ad aver vinto il Pallone d'Oro. Un lavoro a quattro mani con il professor Mario Alessandro Curletto all'insegna della rinnovata collaborazione tra noi due dopo l'uscita di "Futbolstrojka. Il calcio sovietico negli anni della perestrojka" (Socialmente, Bologna, 2008). Il libro su Jasin, oltre a ripercorrere tutta la sua vita, contiene riferimenti calcistici, storici e di carattere culturale. Uno spaccato di vita che va dal 1929 (anno della nascita) al 1990 (anno della morte). Non manca il ruolo di "ambasciatore dello sport sovietico", ricoperto dal "Ragno nero" dopo il suo ritiro dal calcio giocato (1971), compresi quando si recò a Sanremo in due occasioni: il convegno dei veterani dello sport (1976) e l'addio al calcio di Dino Zoff (1983). Entrambe le manifestazioni si tennero al casinò. 


Grazie e a presto.

 

Romano Lupi



VENETO SERENISSIMO GOVERNO

Ufficio di presidenza

Elezioni presidenziali nelle Repubbliche di Donetsk e di Lugansk

 

I popoli della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk hanno eletto i rispettivi Presidenti

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, saluta e augura buon lavoro al primo Presidente della Repubblica Popolare di Donetsk, Alexander Zaharchenko e al primo Presidente della Repubblica Popolare di Lugansk, Igor Plotnitskij.

Il Veneto Serenissimo Governo è a fianco dei popoli di Donetsk e di Lugansk, ed sicuro che i rispettivi popoli e i suoi dirigenti sapranno, come hanno dimostrato nella lotta contro i fascisti di Kiev, essere decisi nel superare le difficoltà attuali, e sapranno ricostruire la necessaria stabilità per ridare pace, lavoro e benessere alle loro repubbliche.

Il Veneto Serenissimo Governo, nel riconoscere la validità e la legalità democratica del voto, è pronto a stabilire rapporti duraturi con le strutture statali che il popolo della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk si sono dati.

Fraterni saluti

Venezia, 05 novembre 2014

 


 

 

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Presidente Luca Peroni

Il Ministro degli Esteri Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia


Il Krasin raggiunge la Tenda rossa

 

Cari amici della “Voce della Russia”,

vi scrivo per informarvi che Sabato 1° Novembre a Fagagna (Udine), negli spazi allestiti presso la sede comunale, si è aperta la mostra internazionale “Il Krasin raggiunge la Tenda rossa”, dedicata alla missione di salvataggio dei membri della spedizione artica italiana guidata da Umberto Nobile a bordo del dirigibile “Italia”, compiuta dal leggendario rompighiaccio sovietico “Krasin” nell’estate del 1928.

Presentati da Elena Tukshumskaja (Presidente del Centro per lo sviluppo transnazionale tra l’Italia e la Russia con sede a Palmanova), dopo il tradizionale taglio del nastro inaugurale hanno rivolto il loro saluto ai numerosi presenti il Sindaco di Fagagna (Daniele Chiarvesio), il Presidente della Provincia di Udine (Pietro Fontanini), il Consigliere Regionale Enio Agnola, il Console Onorario della Federazione Russa in Udine (Carlo Andrea Dall’Ava) ed il Vice Direttore Scientifico del Museo “Rompighiaccio Krasin” di San Pietroburgo (Pavel Ilin).

Lodando l’importante iniziativa, tutti i relatori hanno sottolineato l’opportunità dell’ulteriore sviluppo delle relazioni culturali ed economiche tra la Regione, l’Italia e la Federazione Russa, ricordandone i profondi e molteplici legami. Non è mancato il condiviso auspicio che le sanzioni in essere tra l’Unione Europea e la Russia possano rapidamente venir meno. Non è escluso che la stessa Fagagna possa diventare in futuro la sede di uno stabilimento per la produzione di moderni dirigibili.

All’inaugurazione della rassegna erano altresì presenti i docenti e gli allievi dell’Istituto Tecnico Aeronautico “Umberto Nobile” di Fagagna (vedi le foto dell’inaugurazione in https://it-it.facebook.com/istitutonobile), nonché alcuni rappresentanti della comunità russa e russofona residenti nella regione Friuli Venezia Giulia.

La mostra, patrocinata dal Ministero della Cultura della Federazione Russa, con il supporto del Consolato Generale d’Italia a San Pietroburgo e della Società “Dolgoprudnenskoe konstruktorskoe bureau avtomatiki”, rimarrà aperta ai visitatori almeno fino al prossimo 30 Novembre 2014.

 

Un forte abbraccio

 

Jurij Cozianin (FAGAGNA – UDINE)


 



Da Donetsk ci scrive un'osservatore alle elezioni nella Novorossija

Aggiornamento In questi minuti dall'hotel di giornalisti e osservatori internazionali a Donetsk, dove mi trovo, si possono sentire chiaramente spari ed esplosioni provenienti dal centro o dalla periferia del capoluogo. È infatti ripreso il conflitto tra militari ucraini e miliziani locali, probabilmente in seguito agli attacchi di Kiev.

 

Alessandro Bertoldi

 



Articolo sulle banche finanziatrici dell ISIS: Obama sapeva tutto

  

Le casseforti dell’Isis sono Ubs e Hsbc. Obama sapeva dal 2008

http://popoffquotidiano.it/2014/10/21/le-casseforti-dellisis-sono-ubs-e-hsbc-e-obama-lo-sapeva-dal-2008/

 


 

 

Verona, III° Forum Euroasiatico, Ottobre 2014

 

Si è concluso a Verona il III° Forum Euroasiatico, al quale hanno partecipato i dirigenti delle maggiori società finanziarie, economiche e industriali di quest’area; tra gli altri: Igor Sechin, Presidente e CEO di Rosneft, Sergey Rumas, membro del Consiglio Commissione Economica Eurasiatica, Sergey Razov, ambasciatore della federazione russa, Li Ruiyu, Ambasciatore Repubblica Popolare di Cina, Andrian Yelemessov, Ambasciatore Repubblica del Kazakistan, Sargis Ghazaryan, Ambasciatore della Repubblica di Armenia, Elena Burmistrova, Direttore Generale Gazprom export, Sergey Belyakov, Presidente del consiglio di amministrazione di SPIEF foundation.

Al Forum ha presenziato il responsabile economico del Veneto Serenissimo Governo; inoltre ha seguito e documentato l’evento Radio Nazionale Veneta.

Sia le relazioni che le comunicazioni sono state di alto livello, e hanno inquadrato i rapporti tra la Comunità Economica Eurasiatica, la Federazione Russa, l’Europa e l’Italia, a seguito delle sanzioni

contro la Federazione Russa, imposte dagli USA.

Quanto è emerso dai lavori è un argomento che il Veneto Serenissimo Governo ha ampiamente dibattuto e diffuso negli ultimi dieci anni, quindi nessuna sorpresa.

La politica dell’Europa è suicida. Quattro sono gli elementi che determinano questo suicidio:

I) sudditanza dell’Europa nei confronti degli USA

II) accettare di agire all’interno del dollaro

III) sanzioni contro la Federazione Russa

IV) permanenza nell’area dell’euro

E’ emerso, nel corso del Forum, ma è evidente a tutte le persone di buon senso, che la Federazione Russa può resistere alle sanzioni d’Europa, in quanto può rifornirsi dei prodotti sanzionati nel resto del mondo; e in ultima istanza il fatto di essere messa nelle condizioni di rivedere il proprio sistema industriale potrebbe essere vantaggiosa per la Federazione Russa, facendole fare un salto verso l’autosufficienza nell’industria strategica, mentre l’Europa non è in grado di sopravvivere senza le materie energetiche e il mercato industriale e agro-alimentare della Federazione Russa.

Tutto questo ormai è al centro del dibattito degli economisti e dei politici d’Europa.

Stante la situazione economica attuale l’Europa non ha alcuna possibilità di arrivare al 2016, quindi i popoli europei devono prepararsi all’implosione dell' Europa; tutte le organizzazioni patriottiche europee dovranno essere all’altezza dei compiti che la nuova Europa ci imporrà.

Verona, 27 ottobre 2014

 

 

Ufficio Stampa Veneto Serenissimo Governo



 



DALLA CRIMEA CON AMORE

Buongiorno,

Mi chiamo Alex e abito a Sebastopoli, in Crimea. Sono madrelingua italiano, ma parlo pure in russo. Mi è sembrato molto interessante il vostro blog: finalmente un po' di verità alle masse. Lo dico perché dolorosamente noto che nella tv italiana tante cose vengono smentite, non dette, nascoste, etc... In Italia la Russia la si vede come un paese totalmente messo sotto la dittatura, ho incontrato gente che addirittura si spaventa del presidente Putin, convinta che qui nelle strade quasi quasi sparano a tutti quelli che non lo adorano. Dicono tante bugie sulla Crimea e sulla città federale di Sebastopoli. Da parte mia posso testimoniare che la maggior parte dei sebastopolitani è di origine russa e ama la Russia. La gente è felice qui, felice di essere tornata a casa. Lo si vede ovunque. Certo abbiamo tanti problemi, ma tutti capiscono che stiamo attraversando un difficile periodo di cambiamenti, che comunque prima o poi finirà. Gli stipendi sono molto bassi, i prezzi invece sono troppo alti, il livello della vita è più basso che nelle altre grandi città russe. Ma già si vedono alcuni cambiamenti positivi.

Non riesco a comprendere la posizione dell'Unione Europea e degli Stati Uniti sul fatto che la Crimea è ritornata ad essere russa. Non è mai stata ucraina, nessuno qui ha mai voluto vivere in Ucraina e avere il passaporto ucraino. Sembra che la gente stesse aspettando questo momento da sempre... Vorrei tanto che gli italiani e gli altri europei venissero in Crimea e vedessero con i propri occhi come vive la gente qui, che non si tratta di nessuna occupazione, né tantomeno annessione... La gente è felice di ritornare ad essere russa.

Ho tanti amici di Donezk, i cosiddetti "filorussi", come li chiamano i mass media italiani... Le lacrime appaiono sui miei occhi quando mi raccontano le loro storie... Ognuno di loro aveva una casa, una vita sistemata lì e all'improvviso tutti loro hanno dovuto rinunciare alle proprie attività, alle proprie case, a tutto per salvare le proprie famiglie dai nazisti che sparano e sparano e non si fermano davanti a nessuno. Nelle tv italiane queste persone vengono chiamate "separatisti filorussi" o addirittura "terroristi filorussi". Ma di che terrorismo si parla, scusate? Credo che dopo l'operazione di Kiev l'Ucraina non sarà mai più come prima. La gente non riuscirà a perdonare il governo che ha assassinato i suoi parenti, amici, conoscenti, colleghi... Non si può perdonare un governo così. Credo che ognuno di noi, se fossimo stati al posto della gente di Donezk, avrebbe preso il fucile in mano e sarebbe andato a difendere la propria terra, la propria casa, la propria famiglia...

Peccato che l'Occidente non vuole vederlo, non dico "non vede", dico proprio "non vuole vederlo". Peccato che per i politici di oggi è più importante seguire il proprio corso che fermarsi, guardare intorno e capire la realtà. Il fatto che l'Unione Europea ha subito preso la posizione di Kiev (possibilmente a causa della pressione degli USA) non può fare altro che dispiacermi... Vorrei la pace, la pace per tutti, vorrei vedere l'Europa amichevole nei confronti della Russia, l'Ucraina tranquilla, la Crimea russa... Vorrei vedere tutte queste cose e spero un giorno tutto sarà proprio così. Credo che l'Italia sia un paese amico per la Russia e così deve rimanere per sempre, conosco moltissimi italiani che vorrebbero visitare il più grande paese del mondo e incontrare le difficoltà burocratiche nell'ottenere il visto, nel fare la "registrazione", etc gli spaventa... Fare i documenti per un viaggio turistico in Russia a volte richiede centinaia di euro... Lo stesso vale per i russi che vogliono visitare l'Italia... Ma perché tutte queste difficoltà? Non siamo nemici, piuttosto siamo amici, quasi fratelli... Come vorrei questa lettera venisse letta dai grandi politici italiani e russi e li facesse pensare per un attimo: come sarebbe l'Europa se fosse amica amica della Russia? E come sarebbe la Russia se fosse amica amica dell'Europa? Cosa perderebbero? A mio parere niente! E invece cosa guadagnerebbero? L'Europa guadagnerebbe milioni di turisti dalla Russia, il gas e il petrolio a volontà, i prezzi speciali sul gas, un grande amico all'est... E la Russia guadagnerebbe tecnologie, alcune risorse umane, prodotti di alta qualità... Perché fare la guerra fredda? Dove ci sta portando? I polacchi buttano le loro mele su strada mentre in Russia, in Siberia molte persone sono prive di vitamine... Perché farlo?

Spero la mia lettera sia stata interessante, ringrazio a tutti coloro hanno dedicato dieci minuti della propria attenzione per leggerla.

Cordiali saluti,

Alex Martinelli





LETTERA A VLADIMIR PUTIN DAL BRASILE

 

Egregi Signori Direttori della Radio “LA VOCE DELLA RUSSIA” .

Da un po’ di tempo in qua sto seguendo, con vivo interesse, gli avvenimenti politici internazionali, i quali, a dire il vero, suscitano delle enormi preoccupazioni. Sono state appunto queste preoccupazioni che mi hanno permesso di notare, recentemente, le iniziative del Signor VLADIMIR PUTIN, illustre Presidente della Federazione Russa, tendenti a preservare, oltreché l’intera civiltà detta occidentale (europea ed americana), con tutto il suo bagaglio di valori morali, sociali, economici, religiosi ecc., anche la nostra stessa libertà, ch’è una cosa della quale oggi si parla troppo, ma che, in pratica, ci viene sottratta in proporzioni sempre maggiori.

Avrei voluto scrivere una lettera al Signor Putin, ma come farlo? Le uniche lingue che domino sono il portoghese e l’italiano; mentre delle tre lingue dette internazionali (inglese, francese e spagnolo) ho delle buone nozioni, insufficienti però per scrivere una lettera. Mi è venuta, così, l’idea di incomodare Voi (Vi prego di scusarmi, ma è per una causa assai giusta). Nel caso in cui, dunque, il disturbo non sia molto grande, Vi prego di far pervenire, al Signor Putin, il seguente messaggio: vorrei ch’Egli continuasse a svolgere le attività legate alle succitate iniziative con una forza di volontà assai notevole, a dispetto di tutti i problemi che possano eventualmente sorgere; non si faccia vincere mai dalle difficoltà; il nemico è molto poderoso, ma non è onnipotente: basta usare le armi giuste (a dire il vero, secondo me, Egli sta usando le armi giuste e sta dimostrando equilibrio e prudenza, senza omettere la necessaria fermezza).

Fin da adesso, Vi ringrazio per quello he potrete fare. Cordiali saluti. Procuratore di Stato Dott. ROMANO CRISTIANO (Rua Augusta 235; 01305-000 São Paulo, SP, Brasil)

 

 



RIFLESSIONI CINEMATOGRAFICHE, "IL SACRIFICIO" E "SOLARIS"

Il sacrificio 

Il Sacrificio è l’ultimo film di Tarkovskij, questo grande regista Russo nato nel 1932 e morto nel 1986. Perché sacrificio? Il sacrificio è stato quello di abbandonare la Russia nel periodo Sovietico, dove una volta usciti non si poteva più rientrare e questo per un Russo equivale alla dannazione eterna. Lo stesso è capitato al mio amico Victor Motko, nato a Odessa nel 1940 e desaparecido dal 1981, forse messo in una fossa comune in Italia, fu uno dei più grandi pittori dell’unione Sovietica, allevato all’accademia di Mosca, la mancanza della Russia lo portò alla disperazione totale come in Maldel’stam nell’ultimo periodo ebbe crisi uditive e poi la pazzia. (Gli eventi che succedono in Ucraina ne sono un presagio). Scriveva Turgenev “ la Russia per capirla, non la puoi capire né vedendola né con la ragione, la puoi solo sentire”.

Ho studiato la letteratura Russa fino all’età di sedici anni, quando conobbi nel 1976 Victor entrai nel mondo della Russia antica,quello delle Cattedrali Russe e delle sue Iconastasi (Andreyj Rublev di Tarkovskij o Ivan il terribile di Ejzenstejn). Ma queste sono solo reminiscenze d’un vecchio poeta. Andando al nodo di quanto ho scritto sopra “La Russia e l’occidente” difficilmente conciliabili. Prendendo il capolavoro di Tarkovskij “Solaris” film estremamente poetico, talmente profondo da incarnare tutta la letteratura Russa ( la versione Italiana è stata mozzata di venti minuti di film) è come tagliare un pezzo del giudizio universale di Michelangelo. Al di là delle inquadrature, delle musiche, della ricostruzione poetica del suo linguaggio, del suo messaggio che prima di violentare lo spazio per cercare la sua identità, l’uomo la deve cercare qui sulla terra se no vive coi fantasmi.

Questo film è un film di memoria e Solaris non fa che rincarnare nel protagonista la memoria della donna amata e perduta e far rinascere tutte le ferite dell’anima che aveva sepolte come il suicidio della stessa amata. Ma ciò che si è commesso non può più rinascere è pura illusione, il tempo passato si è perduto e dagli errori commessi non si può uscirne fuori. Il ripensamento del protagonista “tutto simbolico” di tornare sulla terra e chiedere scusa al padre e sperare nella resurrezione, tema profondamente Russo. Di questi pensieri la nostra letteratura Italiana si assimila alla Russa con l’esempio del “Petrarca e del Leopardi, due poeti della memoria”. Il Solaris Americano diretto Steven Sodebergh, anche se è un bel film, non ha neanche minimamente la profondità del film di Tarkovskij, la sua chiusa è una telenovela, il protagonista rimane con la sua indefinita amata in una probabile quanto illusoria eternità.

 

Mario Pozzi


 

INVITO

Roma, 11 ottobre 2014,

Convegno politico e scientifico della Rete No War (e altri)

"E' NATO per la guerra"

c/o Casa internazionale delle donne, via della Lungara 19Locandina qui: http://bit.ly/nato-e

La Nato non ci protegge dalle guerre. Le crea – costringendoci poi a parteciparvi. E’ ora di ripensare la nostra adesione.

Ecco la premessa del convegno sulla Nato che la Rete NoWar-Roma (nowar@gmx.com) terrà sabato, 11 ottobre 2014, presso la Casa delle Donne in via della Lungara 19, Roma.

L’incontro s’intitola: “E’ NATO per la guerra: come uscire dal patto Atlantico”.

Il convegno si propone, infatti, di analizzare i gravi rischi ai quali l’adesione alla NATO espone l’Italia nei prossimi anni e quindi dilanciare una campagna per l’uscita dell’Italia dal patto atlantico, anche a tappe e anche con l’impiego di strumenti legislativi.

Parleranno la mattina, a partire dalle ore 10:

Antonio Mazzeo,

peace-researcher e Premio Bassani 2010 per il giornalismo, sul “Sistema delle basi militari in Italia”;

Manlio Dinucci,

giornalista del Manifesto, saggista ed esperto di geopolitica, sulla “Strategia della nuova Nato”;

Claudio Giangiacomo,

giurista, membro della IALANA (giuristi per il disarmo nucleare) e redattore della Legge di Iniziativa Popolare contro le basi e le servitù militari, sulla “Illegittimità costituzionale della Nato”.

Ci sarà anche un collegamento internazionale tramite Skype con un parlamentare irlandese sul ruolo dell’Irlanda nella NATO (l’Irlanda, pur essendo un partner, non deve partecipare alle guerre NATO o ospitare basi NATO sul proprio suolo) e un messaggio dal Premio Nobel per la Pace, l’irlandese Mairead Maguire.




buonasera, volevo semplicemente fare gli auguri di buon compleanno al presidente Sig. Putin, apprezzo moltissimo la sua persona,e garantisco che tanti italiani sono con Lei. amo moltissimo il suo paese e la sua cultura, ancora tanti auguri Sig. Presidente di cuore e da amico.

 

grazie

 

luca

 


Le Acli: l'Italia, come la Svezia, riconosca lo Stato palestinese

 

Roma, 7 ottobre 2014- Per porre fine al conflitto tra Israeliani e Palestinesi le Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) ribadiscono il sostegno alla soluzione ‘due Popoli e due Stati’ e ritengono che l'immediato riconoscimento dello stato palestinese da parte della Comunità intenzionale favorisca tale prospettiva la quale non può prescindere da un riconoscimento reciproco delle due parti.

“Per questo – afferma Alfredo Cucciniello, responsabile Pace Acli nazionali - le Acli valutano positivamente la decisione annunciata venerdì scorso dal nuovo primo ministro svedese Stefan Löfven di riconoscere lo Stato della Palestina. La Svezia è la quarta nazione dell'Ue a riconoscere la Palestina, dopo l'Ungheria, la Polonia e la Slovacchia. Le Acli chiedono che anche il governo di Roma proceda all'immediato riconoscimento dello stato di Palestina come atto concreto e significativo per impegnare le parti in conflitto a trovare al più presto una accordo di pace che garantisca la sicurezza e la libertà dei popoli Israeliano e Palestinese”.

Ufficio stampa Acli nazionali Via Marcora 18/20 - 00153 Roma Tel. 335.6197480 -


 


Buongiorno Direttore!

Sono l'Avv. Giovanni Giuliano, Presidente dell'Associazione Puglia - Russia.

Vi faccio i complimenti per per come sapete mostrare la Russia al mondo occidentale con i vostri articoli giornalistici.

Purtroppo qui in Italia le informazioni sulla Russia vengono fornite distorte e non veritiere per le ovvie pressioni

degli Stati Uniti e dell'Unione Europea che hanno potere incontrastato in Italia.

Vi scrivo per proporvi una collaborazione.

Sul sito dell'Associazione Puglia - Russia (www.puglia-russia.com) ho già inserito il link diretto al vostro sito web.

Vorrei inserire anche alcune notizie, le più significative, ricevute dal vostro sito tramite RSS

e che, quindi, si aggiornano automaticamente e che rimandano al vostro sito per la lettura dell'intero articolo.

In più posizionerò il logo de La Voce della Russia prima dei riquadri con le notizie.

Posso avere la Vostra Autorizzazione?

Ovviamente potete considerare l'Associazione Puglia - Russia come vostra parter,

sarei felice di poter collaborare con voi in futuro per ulteriori iniziative dirette a far conoscere

meglio in Italia la nazione ed il popolo russo.

In attesa di riscontro, Le porgo i migliori e più cordiali saluti.

Avv. Giovanni Giuliano


 

 

Il Vescovo di Aleppo: l'intervento armato contro l'ISIS porterà altro caos

http://oraprosiria.blogspot.it/2014/09/il-vescovo-di-aleppo-lintervento-armato.html

 

 

 

Intervista a padre Georges Abou Khazen

di Davide Malacaria

 

Ormai il 60% della popolazione ha abbandonato Aleppo, la città siriana che sta diventando il simbolo di questa guerra che dura tempo e che molti si ostinano a chiamare civile, ma che di civile non ha nulla. Simbolo perché la presenza cristiana è più numerosa che altrove in Siria, anche se ora è ridotta a un piccolo gregge. E perché ormai da anni resta in un tragico stallo che vede metà città occupata dai tagliagole anti-Assad che rendono impossibile la vita nei quartieri non occupati. I cosiddetti ribelli vi imperversano con bombardamenti continui, giorno e notte, e nei mesi scorsi hanno tagliato per ben due volte le tubature che rifornivano di acqua l’intera popolazione civile. Il vescovo di Aleppo, padre Georges Abou Khazen, racconta di quei giorni, quando flussi continui di gente si affollavano presso le fontane edificate vicino a chiese e moschee per tentare di limitare i danni di quell’atto terroristico che ha prostrato la città. Una penuria di acqua che ancora continua, nonostante il ripristino della rete idrica, aumentando i disagi di una popolazione stremata dai bombardamenti continui.

 

È a Roma il vescovo, come altri nuovi vescovi di fresca nomina riuniti in Vaticano. E lo incontriamo alla Delegazione di Terra Santa, sua dimora provvisoria prima di tornare alla sua città che da poco, rivela, sta conoscendo un nuovo orrore: i cannoni dell’inferno, come gli jihadisti chiamano il loro ultimo ritrovato balistico. Si tratta di bombole di gas che i cosiddetti ribelli anti-Assad lanciano a grande distanza e fanno esplodere contro civili inermi, spesso modificati applicando sulla bomba artigianale pezzi si ferro e altro che, nell’esplosione, spandono all’intorno schegge, aumentandone la portata letale. Una sorta di bombe a frammentazione fatte in casa, vietate dalle convenzioni internazionali. Bombole di gas che probabilmente arrivano in Siria sotto forma di aiuti umanitari alla popolazione…

 

Inoltre, prosegue il presule, i miliziani hanno iniziato a usare i tunnel sotterranei che partono dalla cittadella, l’antica fortezza di Aleppo, per raggiungere le varie zone della città: in particolare per piazzare i loro ordigni esplosivi sotto gli edifici storici; ormai il suk, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, è un cumulo di macerie.

 

A monsignore chiediamo dell’Isis, che incombe a 20 chilometri da Aleppo. «Ora si parla tanto di Isis– risponde – e americani e altri vogliono intervenire per fermarlo. Ma temo che si stia ripetendo un tragico errore: ogni volta che gli americani sono intervenuti militarmente in una regione hanno solo alimentato il caos e le divisioni. A proposito di questo Isis c’è poi da ricordare che Hillary Clinton di recente ha detto che gli Usa si trovano a combattere ciò che hanno creato loro stessi. Già perché l’Isis fu creato per andare contro Assad… ».

Non che non serva intervenire, specifica monsignore, ma per fermare questo mostro serve ben altro che le bombe: «Anzitutto occorre fermare i finanziamenti e il flusso di armi verso questi miliziani: hanno armi sofisticatissime, chi gliele dà?». Gli diciamo che sui giornali italiani scrivono che questi armamenti sono stati saccheggiati dall’Isis all’esercito iracheno. Sorride ironico: vero in parte, spiega, e in parte no. «Poi bisogna smettere di comprare il petrolio dall’Isis», continua. Anche qui accenniamo a quanto riferiscono i giornali, secondo i quali sarebbe venduto ad Assad e agli iracheni. Sorride di nuovo: «Lo comprano le grandi compagnie petrolifere, a dieci dollari al barile invece che a cento…», afferma con sicurezza, come di cosa che in Siria sanno anche i sassi.

 

E invece continuano a rullare i tamburi di guerra. «Un intervento militare – prosegue il presule – aumenterà la destabilizzazione e renderà ancora più difficile la convivenza tra islamici e cristiani. E dire che questa è andata avanti per secoli, nonostante episodi critici. La Siria era esemplare in questo: c’era convivenza, pluralismo, rispetto. Una caratteristica che ancora dura, anche sotto le bombe cristiani e musulmani si sostengono a vicenda, si aiutano come possono. Questo anche perché per secoli il punto di riferimento degli islamici è stata l’Università di Al Azar, al Cairo, che propugnava un islam moderato. Oggi si sta diffondendo un islam più intransigente, quello wahabita dell’Arabia Saudita: i miliziani apportatori di morte e distruzione vengono da queste scuole, sono formati da muftì e imam di questo ramo islamico. Anche in Siria, quando arrivano, cacciano le autorità religiose locali e mettono le loro. E istituiscono i loro tribunali. Sono cose ignote all’islam della regione. E dire che l’Arabia Saudita sembra sia l’asse portante dell’alleanza che si sta formando contro l’Isis… ». Chiosa monsignore. Lo incalziamo, spiegando che in Occidente si pensa che siamo di fronte a una guerra tra islam e cristianesimo. Non è così, ripete: gli jihadisti ammazzano anche gli islamici che non la pensano come loro, buttano giù le loro moschee. Non è così, ripete.

 

Gli Stati Uniti, oltre a programmare l’intervento militare, hanno deciso di armare i ribelli moderatisiriani. Chiediamo a monsignore cosa ne pensa di questa decisione. «Moderati? E quali sono? Ce lo dicano, noi in Siria non ne vediamo. Tutto il mondo ora parla dell’Isis, ma tutti i gruppi armati che stanno insanguinando la Siria fanno barbarie simili a quelle dell’Isis. Un tempo c’erano anche siriani tra i cosiddetti ribelli, ma oggi l’80% di questi sono stranieri. Non ci sono moderati in Siria. Tra l’altro lo stesso Obama ha detto solo un mese fa che parlare di ribelli moderati in Siria è solo “fantasia”… non ne verrà nulla di buono da questa decisione. Sono armi che vanno in mano a terroristi, ad Al Qaeda». Tra l’altro racconta dei tanti siriani che sono fuoriusciti dalle fila dei ribelli per tornare con Damasco. Un fenomeno carsico che ha interessato centinaia, se non migliaia di persone, del quale l’Occidente ignora l’esistenza.

 

Resta che Assadè dipinto come un tiranno sanguinario da tutti i media nostrani… «Non sarà la Regina d’Inghilterra, ma ci sono tanti regimi dispotici nel mondo arabo – risponde monsignore -. Parlano delle violazioni dei diritti dell’uomo da parte di Assad… guardino l’Arabia Saudita, dove alle donne è proibito praticamente tutto. Dove a chi non è wahabita è proibito anche pregare in pubblico… Avevano chiesto che il regime si aprisse: Assad ha aperto al pluralismo e nelle ultime elezioni c’erano diversi partiti. Nonostante la guerra sono state abolite le leggi d’emergenza. Ha dato vita a una nuova Costituzione. Alle elezioni il popolo lo ha votato in massa. Certo, non si tratta di una democrazia occidentale, ma ci sono regimi molto peggiori in Medio Oriente…», conclude. E aggiunge che dei cristiani non c’è più traccia nelle zone cadute in mano ai ribelli: le chiese sono state distrutte e non ci sono più sacerdoti né suore né fedeli. Una situazione particolarmente dolorosa per il vescovo.

 

Già, la Chiesa, come vive in questa tempesta? Monsignor Abou Khazen non fa discorsi teorici, parla di cose. E racconta dei 25.000 pasti che i gesuiti preparano ogni giorno per gli abitanti di Aleppo, cristiani e islamici. Un’opera sostenuta anche grazie alle donazioni di musulmani in quello che appare un ecumenismo della carità. Come tanta è la carità dispiegata nei quartieri cristiani verso i profughi musulmani che vi si affollano. Racconta dell’ospitalità delle famiglie cristiane, della loro sollecitudine verso questa gente che ha perso tutto. «Ci sono tanti ragazzi volontari che portano assistenza a queste persone, sia a livello umanitario, sia a livello psicologico, con particolare riguardo ai bambini». Ma cose analoghe capitano anche all’inverso, nei quartieri islamici dove trovano rifugio i cristiani.

 

 

 

Quindi racconta degli anziani e dei portatori di handicap ospitati in un locale del Vicariato: «Si trovavano in una struttura islamica che è stata bombardata dai miliziani, così li abbiamo ospitati noi. All’inizio c’erano anche dei bambini di un orfanotrofio, ma questi ultimi abbiamo dovuto spostarli in un’altra struttura, dal momento che era un po’ ingestibile. Questi locali appartenevano a uno studentato tenuto dalle suore. Pieni di crocifissi e immagini religiose. Immagini e crocifissi sono ancora tutti lì, insieme ai nostri ospiti che li hanno rispettati in maniera commovente». Il volto di monsignore si illumina mentre parla dei suoi “ospiti”, e rallegra il cuore.

 

Lo studentato è dedicato a “Gesù operaio”, specifica il presule. Quel titolo umile sta ancora lì, scolpito sulla pietra all’ingresso di questa struttura che ospita gli ultimi degli ultimi. Stride questa umiltà con il mostro feroce che ruggisce d’attorno.. Ma da queste parti è così da duemila anni. Dalla strage degli innocenti. Quella compiuta da Erode: non un truce islamista, ma uno scaltro funzionario dell’Impero.

 

Le ferite di Aleppo. Parla il vescovo Abou Khazen

«Mi viene da piangere confrontando quello che Aleppo e la Siria hanno rappresentato per secoli nella cultura, nell’arte e nella religione con lo scempio a cui siamo sottoposti in questi mesi. Ma sono convinto che siamo ancora in tempo per salvare questo tesoro dell’umanità»





1 OTTOBRE - ROMA - CASA DELLE DONNE - VIA DELLA LUNGARA 19 - CONVEGNO SULLA NATO ORGANIZZATO DA NO WAR ROMA

 

Il convegno analizza i rischi ai quali l'adesione alla Nato espone l' Italia e lanica una campagna per l' uscita dell' Italia dal patto atlantico

 

relazioni 10-14.30

dibattito 14.30-18

 

relatori: Manlio Dinucci " La strategia della nuova Nato ", Claudio Giangiacomo " l' Illeggittimità costituzionale della Nato", Antonio Mazzeo " Il sistema delle basi militari in Italia"

 

coordinatori : Nella Ginatempo, Vincenzo Brandi



CRISI UCRAINA: IL SIGNOR WOLFOWITZ NEL PAESE DEGLI IGNORANTI HA FATTO SCUOLA . di Antonio de Martini e Massimo Morigi

 

Anche se c’è da nutrire seri dubbi che gli agenti strategici e i centri decisionali istituzionali della politica estera statunitense nella loro attività di destabilizzazione portata avanti a livello globale siano stati ispirati, oltre che da un pensiero geopolitico e hobbesiano, da suggestioni di tipo letterario, nella vicenda Ucraina – come del resto in altre consimili come ( un caso con profonde analogie operative di tentato rovesciamento dei poteri legittimamente alla guida del paese è il Venezuela prima e dopo la morte di Hugo Chavez) – questa certezza sembrerebbe per un attimo vacillare. In fondo cosa hanno cercato – e tentano tuttora – di fare gli Stati uniti con l’Ucraina?

Molto semplicemente hanno cercato di replicare quanto il grande scrittore ucraino Gogol aveva immaginato nelle Anime morte attraverso la creazione del suo immortale antieroe Cicicov, il quale attraversava la Russia in lungo e in largo per acquistare i nomi dei defunti servi della gleba che, in seguito, avrebbero dovuto essere truffaldinamente esibiti alle autorità per potere ottenere dei cospicui finanziamenti.

E se certamente l’attività di acquisto e di corruzione da parte degli Stati uniti dei settori più disperati e di quelli gangsteristicamente più vocati della società ucraina richiama veramente l’idea di una compravendita di “anime morte” da esibire di fronte al mondo per giustificare il definitivo passaggio dell’Ucraina al Washington consensus, quello che sorprende non è tanto che gli agenti strategici statunitensi dimostrino di non conoscere come va a finire l’immortale romanzo di Gogol(Cicicov non riesce nel suo intento e l’ignobile furbata viene scoperta) ma di non aver preso nemmeno per un attimo in considerazione l’immancabile e scontata reazione della Russia che mai avrebbe accettato – e mai accetterà – il proposito americano di annientarla in quanto superpotenza (ed anche di progressivamente contrarla e sminuzzarla pure territorialmente facendo leva sulle sue varie componenti etnico-culturali).

Nel caso specifico della crisi ucraina, la reazione russa a questa impostazione statunitense (Grand strategy americana che non è una nostra elucubrazione ma che ha trovato già da più di due decenni una sua elaborazione esplicita nella cosiddetta dottrina Wolfowitz, della politica estera statunitense dopo la fine della guerra fredda, della quale il primo commento fu fatto dal New York Times l’ 8 marzo 1992 con il significativo titolo “U.S. Strategy Plan Calls for Insuring No Rivals Develop.


A One-Superpower World. Pentagon’s Document Outlines Ways to Thwart Challenges to Primacy of America”
) anche se parimenti del suo rivale americano nulla deve alla letteratura, forse qualcosa deve ad una visione certamente più creativa e meno nichilistica di quella portata avanti dagli agenti strategici del caos americani.

Di questo passo aspettiamoci pure, tanto per fare un esempio che coinvolge il nostro paese, che un eventuale referendum per uscire dall’Euro anch’esso troverà qualche autorità internazionale che sentenzierà sulla sua illegalità).

La Russia mostrando una sorta di astuzia luciferina (cosa c’è infatti di più sacro dal punto di vista delle liberaldemocrazie e soprattutto dal punto di vista americano, del principio di autodeterminazione dei popoli: vedi il nefasto ruolo del presidente americano Wilson alla conferenza di pace di Parigi, dopo la prima guerra mondiale nello smembrare – con l’assai poco previdente appoggio delle principali potenze vincitrici – alla luce dei suoi “Quattordici punti”, senza alcun ritegno e logica geopolitica – se non una già allora incipiente “strategia del caos” – l’impero asburgico e vedi l’accusa americana perdurante durante tutta la guerra fredda che l’Unione sovietica non permetteva la libera espressione dei popoli sottoposti al patto di Varsavia), ha dato alla truffa Stati uniti/Cicicov una soluzione che non sarebbe nemmeno dispiaciuta all’autore delle Anime morte.

Quale soluzione? Molto semplicemente la Russia dice questo agli Stati uniti (e ai suoi alleati). Se volete, tenetevi pure le vostre anime morte (una Ucraina fallita economicamente e che dopo essere stata accolta a braccia aperte dall’Occidente diverrà preda dei mortali e avari aiuti internazionali, Grecia docet), noi ve le lasciamo volentieri e, se ci riuscite, traetene pure un profitto.

Noi, da parte nostra, ci limitiamo ad offrire una alternativa a coloro che non vogliono accettare di essere acquistati (la Crimea russofona) come una sorta di “anima morta” dalla truffa del novello Cicicov americano.

La morale finale della storia vale non solo per quegli ucraini (chi in buona fede e chi direttamente pagati) si sono fatti trattare come carne da cannone in omaggio alla strategia del caos americana ma anche per quegli alleati di una superpotenza che ha ormai perso ogni ritegno nella sua hubris imperialistica.

Al contrario che nel romanzo di Gogol, per le anime morte della strategia statunitense c’è una possibilità di ritorno alla vita. Dubitiamo fortemente che questa possibilità sia ancora a disposizione di un’Ucraina territorialmente integra.

Il repubblicanesimo geopolitico crede fermamente invece che lo sia per quei paesi i cui agenti strategici abbiano un loro lungo e sedimentato passato che non può essere ridotto – come evidentemente nel caso ucraino – ad una triste ed opaca storia di famiglia di vecchie corrotte burocrazie di partito in cannibalesca ricerca di un agognato riciclaggio “democratico” e che, al contrario dell’Ucraina, si siano nel tempo legati allo sviluppo di forti appartenenze, tradizioni e culture nazionali.

E dove in questo atlante geopolitico di forze ed agenti strategici che alla luce delle storie di “lunga durata” delle loro vite nazionali cercano una fuoruscita dagli idola theatri e dalle pratiche del Secolo breve sia la futura naturale collocazione dell’Italia è, pensiamo, persino offensivo accennarlo.




DOVE VANNO I SOLDI CHE GLI ITALIANI DEPOSITANO IN BANCA

Alla cortese attenzione della emittente della Voce della Russia

 

L’ Italia a mio parere non è un paese povero di risorse monetarie visto la tendenza al risparmio degli Italiani. Tutti i soldi di risparmio entrano nelle banche ed a questo punto mi viene in mente una domanda: non è che le banche italiane investono i nostri risparmi in armamenti piuttosto che in opere sociali? Quando è cosi' facile portare i soldi all’estero anche per le nostre banche, ma poi chi controlla per che usi sono usati questi soldi? Pare che investire in armi sia molto redditizio sia per i banchieri, per le assicurazioni, per l’industria.

Dai media ci vengono continuamente informazioni di massacri, guerre, guerriglie in Africa, in Asia, in Medio Oriente. Guerre intorno all’Europa.

Sembra che le banche Europee, Italiane, e le loro finanziarie invece di investire i soldi per creare lavoro occupazione giovanile, regalino stipendi ed armi a gruppi terroristici che più che di terroristi si possono definire dei balordi e pagliacci, che adesso ci fanno piangere a vedere massacri di donne bambini, anziani, popolo inerme, quasi più per divertimento mediatico, accecati più per la voglia di far spettacolo che a portare avanti delle ideologie.

Sarebbe comunque arrivato il momento di farci ridere da questi pagliacci e dai loro finanzieri, piuttosto che farci piangere per le loro azioni balorde ed esecrabili.

 

Cordiali da Bruno B.





BUGIE E CONSIDERAZIONI

Cari della Redazione
Cari Lettori,


ma quando finirà questo teatrino pieno di bugie su Ucraina, Siria, Iraq, Afghanistan ed indietro dalla Guerra di Corea, del Vietnam, ed indietro ancora sulla "liberazione" dell'Europa con bombardamenti, tipo quello assurdo su Dresda alla fine della guerra con l'Armata Rossa già alle porte di Berlino.
Qualsiasi Italiano che abbia sofferto un bombardamento come me, avevo 10 anni, quello inutile di Trieste del 10 giugno del 1944 con 600 vittime civili, inorridisce a sentire il discorso di Obama, Presidente di una Nazione che si atteggia a "giustiziera" del Pianeta.
Gli USA spendevano nel 2009 ben 663 miliardi per armamenti contro 98 della Cina, 69 del Regno Unito, 67 della Francia e 61 della Russia. Non credo che oggi le proporzioni siano cambiate di tanto. Siamo sui 650 USA contro 88 della Russia e ricomincia la "guerra fredda".
E'vero che meritavamo una punizione per aver applaudito Mussolini. Pochi ricordano che abbiamo invaso la Russia, violato le loro case, sparato e fatto violenza e questa Nazione non ci ha bombardato, ucciso civili...anzi ci ha mandato Istruttoriper i Nostri Partigiani, quelli della Resistenza, citati nella Nostra Costituzione. Le loro spoglie sono, con troppo pochi fiori,nel Cimitero Monumentale di Milano.
Alcune considerazioni:
1) l'industria aeronautica civile e militare americana e relative vendite sono determinanti per l'economia USA.
2) l'industria degli armamenti americana e le relative esportazioni sono le prime del Pianeta.
3) gli USA, tranne rare eccezioni, hanno fatto guerre sempre in Paesi interessati a petrolio, gas e relative via di transito.
4) gli USA consumano il 25% delle risorse del Pianeta, il 22% del petrolio estratto...!! contro una media del 3% della Germania, Regno Unito, Russia ecc.
5) "guerra fredda", "terrorismo", "nuova guerra fredda" servono a distrarre l'opinione pubblica dai veri problemi del Pianeta che sono l'enorme divario fra i pochi RICCHI e l'enorme numero di POVERI, la insufficiente scolarizzazione di certe REALTA' sociali, compresa l'Italia, le ideologie sopratutto con componente religiosa, la mortalità infantile ecc. L'uomo normale pensa che se quei miliardi spesi per gli armamenti andassero a migliorare questi problemi forse ci sarebbe più PAX nel Mondo o almeno MIR in Europa e PEACE in Medio Oriente.
6) facendo qualche conto le cifre di vittime civili delle bombe del dopoguerra, dei profughi annegati, della miseria, delle malattie per cause di guerre locali, cominciano ad avvicinarsi a quelle della mattanza del '39-'45.
7) e che dire delle migliaia sotto le macerie di Gaza. Silenzio e nessuna "sanzione".....
8) e dove son finiti i cecchini, i mercenari di Kiev?? dove sono i corpi dei presunti "decapitati" giornalisti americani??
Ci sveglieremo finalmente dal sogno americano anche in Italia?? Chi ci minaccia, chi ci vuol male?? che ci servono F35, metaniere con gas di fracking americano, NATO a guida d'oltreoceano, Chrysler e perfino cocacola.. al posto della S.Pellegrino!!!
Grazie per l'attenzione.
Guido Sartorio



UN LIBRO SU ERITREA E URSS

Gentile Direttrice,
ho scritto un libro con un piglio di uno stile "amarcord" felliniano e goliardico sulla storia dell'Eritrea da me vissuta in un periodo critico per arrivare a vedere la storia della seconda guerra mondiale sotto un'ottica anticonformista.
Il popolo eritreo ha subìto 150 anni di tragedie che stanno approdando ora con i morti annegati a Lampedusa e la Sicilia.
Parlo mollto della guerra, segretamente preparata dalle potenze occidentali, di aggressione subita dall'URSS.

Cordiali saluti.

Mario Ruffin.

Il libro si intitola "Il Duce si è fatto male", l'autore può essere contattato al seguente indirizzo mail atoakim@email.it



LETTERA DI SALUTO

Gentile Direttore, sono venuto a conoscenza attraverso una mia amica ucraina,d'origine russa dell'esistenza del vostro sito internet. A tale riguardo mi preme farvi presente che da oltre sei anni studio,come autodidatta,la lingua russa,le sue tradizioni e la sua storia.Sono sempre stato affascinato da questa terra e dal suo popolo che ha combattuto per la liberazione del nostro paese dal nazi-fascismo.

Sono stato diverse volte in Russia come lo sono stato nell'Ucraina dell'est,quella,che io ritengo, conserva ancora i valori del mondo russo.Approvo incondizionatamente l'aiuto che state dando alla popolazione del Donbass e di altre citta' perché questa è la missione che la Russia,sin dai tempi dello zar Ivan III,ha svolto per riunire tutte le genti russe che nel 1240 a seguito dell'invasione mongola e della distruzione di Kiev si erano disperse. Sono altrettanto convinto che si possa fare ben poco con le attuali oligarchie ucraine atteso il sostegno che hanno trovato nell'ovest ucraina da parte della destra fascista.Gli stessi non hanno capito che l'Ucraina è un paese economicamente morto e che solo la Russia poteva aiutarla.Gli USA fanno la loro parte,quella di colonizzare territori nuovi per vendere armi e strumenti di guerra,l'Europa da parte sua promette di dare soldi ma non li da perché non li ha(vedesi crisi Italia,Spagna,Grecia etc).

Anche gli USA promettono ma non danno anche perché i loro soldi(debiti) si trovano dentro le banche cinesi.E gli Ucraini stanno in finestra aspettando,come hanno sempre aspettato,l'elemosina che cada dal cielo. Bisogna ricordare agli stessi ucraini che il periodo storico piu' brutto lo hanno trascorso con l'occupazione polacca del 1569 e con l'occupazione nazista.In entrambi i casi è sempre stata la madre Russia ad aiutarli.Da parte mia ritengo che la Russia debba fare tuto il possibile per salvaguardare la minoranza russa che vive nelle zone di confine dell'est proponendo una sorta di "zona franca" e lasciare al suo destino la popolazione del centro-ovest.

Vi faccio i complimenti per il lavoro di informazione che state svolgendo e resto in attesa di un vs contatto anche telefonico per ogni forma di collaborazione che potra' essere ritenuta utile.

francesco sperti


LIBIA : 5 GIORNALISTI RAPITI

Cinque giornalisti sono stati rapiti in un falso controllo vicino alla città di Ajdabiya. Martedì scorso, mentre tornavano da Tubruk dove erano andati a coprire l' apertura del “nuovo parlamento” .

Informacióne basata nella pupblicazióne del periódico The Libya Herald, formata da giornalisti che lavorano per la TV della Cirenaica. Appartiene al leader federalista Ibrahim Jadhran.

I fatti sono successi a 40 km dalla città di Ajdabiyah, in un falso controllo da cui sembra essere che fossero di Ansar al Sharia che opera in questa área, sono cioè di nuovo i cosidetti estremisti islamici, seminando terrore e violando tutte le leggi.

La notizia si può leggere in http://www.europapress.es/internacional/noticia-secuestrados-cinco-periodistas-cerca-ajdabiya-cubrir-apertura-sesiones-nuevo-parlamento-20140806011140.htpl

Ora dobbiamo andare a vedere le “informazioni” che daránno i media per raggiungere gli obiettivi che pretendono rapendo queste persone con mire internazionali. Ovviamente questo rapimento ha un obiettivo e sicuro che non è per favorire i libici.

Leonor Massanet Arbona

 

Le milizie verdi delle tribù hanno ottenuto il controllo dell' accampamento 27 a Tripoli e hanno arrestato alcuni terroristi. Si sono trovati mercenari di tutte le nazionalità e specialmente del Pakistán.
http://www.facebook.com/photo.php?v=71370132198339&set=vb.267151173320025&type=2&theater
Tras recuperar Trípoli, la morar de las milicias verdes sube.
https://www.facebook.com/LibyanWarTheTruth/posts/537384456389244?notif_t=notify_me

Senza dubbio questa notte ci sono stati nuovi scontri nell' accampamento 27 dopo che i mercenari di Misurata hanno ricevuto rinforzi e munizioni da Misurata via mare. E' un esempio della ragióne per la quale la NATO ha bombardato e distrutto la città libica di Tawerga, precisamente perchè Misurata si era connessa via mare a Trípoli o Benghazi.

La Libia continua a stare senza elettricità per il taglio provocato dai terroristi di Misurata e la Sharia. La città di Sabha stá soffrendo specialmente dato che è situata in pieno deserto a temperature molto alte e tutta l' acqua che utilizzano viene estratta con le pompe. La situazione sta diventando crítica come nell' assedio del 2011 da parte della NATO quando gli animali morivano di sete e le persone vivevano solo per trovare acqua e alimenti.

Di nuovo ricordiamo e mai dimenticheremo che questa situazione esiste e si mantiene solo perché l' occidente si stá movendo e sta appoggiando tutti questi mercenari del mondo intero, mentre gli USA mandano armi e dirigono l' invasión.
Le embasciate hanno abbandonato la Libia, ma i gruppi armati dall' Italia, dalla Spagna, dalla Francia, dall' Inghilerra e sopratutto dagli USA non solo non abbandonano la Libia bensì entrano di più e di queste cose i mezzi di comunicazióne non ci informano.

I libici che hanno sollevato la Libia scegliendo di lottare contro l' imperialismo, i libici che hanno lavorato per un' África unita stánno nelle cárceri mentre i criminali di tutto il mondo vengono protetti dall'occidente perchè distruggano il paese. Diffícile da credere ma vero :

 

Estos son los partidarios de la Sharia que occidente y la ONU apoyan para que gobiernen Libia:

Questi sono gli aderenti alla Sharia che l' occidente appoggia perché governino la Libia:

L' editore capo delle notizie tunisino Taoufik Ayadi ha dichiarato alla radio che il presidente del partito Watan (estremisti islámici in Libia che lottano contro i libici appoggiando la NATO e gli USA ) di Libia, ha offerto 4 millones de dollari per ripulire l' imnagine del famoso dirigente di alqaeda Abdel Hakim Bilhaj. Se ricordiamo un poco quando la NATO fece il colpo di stato a Trípoli, colllocò come capo della sicurezza questo signor Bil Haj, quando il mondo intero sa che era riconosciuto a livello mondiale di alqaeda, è stato in Guantanamo e nelle prigioni dell' Inghilterra, i libici torturati a Tripoli sempre lo nominano come dirigente, quando è iniziata l' aggressióne alla Siria è stato lui che si trasferì in Siria con un gran número di mercenari addestrati. La spiegazione che ha dato lui dicendogli cóme potesse dirigire Tripoli essendo un riconosciuto terrorista, disse che era cambiato… Realmente stava dove stava e faceva e fa ciò che fa perché aveva e ha appoggio dall' occidente

Un hombre “supuestamente” muy peligroso y muy útil para EEUU.

Un uomo "che si suppone" pericoloso e molto utile per gli USA.

Misurata apre un nuovo canale dove solo si trasmette festa e minaccie a tutti i libici che non obbediscono agli ordini.

La scarsità di petrólio, gas, elettricità, alimenti etc. sta provocando lunghe code in tutti i punti di possibili distribuzioni e i prezzi esplodono .

 

Leonor Massanet Arbona



PER LA MALESIA E' STATA KIEV

La Malaysia: è stata Kiev

Maurizio Blondet

10 Agosto 2014

L’accusa è apparsa sul New Straits Times, il maggior giornale malaysiano in inglese, il principale giornale del Sud-Est asiatico, e (come si dice) «molto vicino al Governo»: è stata l’aviazione di Kiev ad abbattere l’aereo MH17 e ad assassinare i 298 passeggeri. Il giornale scrive: «Analisti dell’intelligence degli Stati Uniti hanno già concluso che il volo MH17 è stato abbattuto da un missile aria-aria, e finito con il cannone di bordo di un caccia che gli stava dietro».

È la conferma della versione fornita da Mosca fin dai primi giorni, e sostenuta con dati radar e satellitari, che mostrava un Sukhoi 25 attaccato alla coda del Boeing malaysiano prima che precipitasse. Il giornale di Singapore cita un monitor dell’OSCE fra i primi a giungere sul luogo del disastro. Costui, un canadese-ucraino di nome Michael Bociurkiw, parlando alla tv canadese CBC il 29 luglio, già aveva dichiarato: «Ci sono due o tre pezzi della fusoliera che appaiono crivellate da qual che sembra un fuoco di mitragliatrice, un fuoco molto nutrito». Anche un pilota della Lufthansa a riposo, Peter Haisenko, dalle foto dei resti dell’aereo, ha dichiarato che parte della fusoliera era crivellata da colpi di mitragliatrice; aggiungendo – è stato il primo a notarlo – che i proiettili avevano colpito i pannelli sia a destra sia a sinistra, ciò che esclude un missile lanciato da terra e fa pensare a un accanito inseguimento di un caccia.

Il giornale ha anche ricordato che il Governo di Kiev ha sequestrato le registrazioni della torre di controllo del momento dell’incidente, e intervistato l’Ambasciatore ucraino in Malaysia, Igor Humennyi, il quale ha balbettato: «Non ci sono prove che i nastri siano stati confiscati dallo SBU (i servizi di Kiev). L’ho letto sul giornale». Ha detto anche di non sapere se i nastri sono stati consegnati al gruppo d’indagine tecnica sul disastro.

Ma le peggiori rivelazioni incriminanti per il regime ucraino sono tratte da un articolo di Robert Parry, giornalista d’inchiesta di lungo corso (fu lui a rivelare lo scandalo Iran-Contra, ai tempi di Reagan) da lui postato sul sito ConsortiumNewsfin dal 22 luglio, e – chissà perché – del tutto ignorato dai liberi media occidentali. In questo articolo Parry cita la «intelligence community» americana (IC): «È possibile che il Malaysia Airlines 17 sia stato abbattuto in un fallito tentativo di assassinare il presidente russo Vladimir Putin, il cui aereo sta va tornando dal Sudamerica lo stesso giorno». Reduce dagli incontri coi BRICS a Belo Horizonte, l’aereo presidenziale russo «ha gli stessi colori rosso-bianco blu della compagnia malaysiana». L’iniziativa di abbatterlo non sarebbe venuta dal Governo di Kiev nel suo complesso, ma dall’iniziativa privata e improvvisata di «certi estremisti ucraini»: «Evidentemente costoro, nella loro idea di fare un agguato all’aereo di Putin, hanno avuto solo pochi minuti per identificare l’aereo e decidere di sparargli; è possibile che abbiano preso una decisione affrettata, prima di accorgersi di aver commesso un tragico errore».

 

Andriy Parubiy

Se vi sembra una storia incredibile – «estremisti ucraini» che prendono la cloche di un Sukhoi 25, e ubriachi si mettono a mitragliare un Boeing credendolo l’aereo di Putin – tenete almeno presente questo fatto: sùbito dopo l’incidente, a Kiev s’è dimesso dalla poltrona della Sicurezza Nazionale (ossia da Ministro, di fatto, del settore militare) Andriy Parubiy. «Grosso leader neonazista – racconta Parry, imbeccato dall’Intelligence Communitystatunitense – Parubiy è quello che ha organizzato e diretto le forze paramilitari che hanno fatto il putsch del 22 febbraio, obbligando Yanukovitch e il suo Governo alla fuga». Ora, costui, a capo della sicurezza nazionale, era non solo il tipo giusto, ma anche nella posizione di tentare la bravata criminale di ammazzare Putin abbattendo il suo aereo, lanciandogli dietro un Su-25. Quasi certamente – almeno così afferma la IC – Parubiy non ha avvertito il presidente Poroshenko né il capo del Governo Yatsenyuk: anche questo è nello stile dei caporioni del Pravi Sektor, che il la componente «rispettabile» del regime s’è dovuta associare al Governo, ma che fanno di testa loro e mantengono verso i «rispettabili» un atteggiamento di sfida.

Effettivamente, il 24 luglio è avvenuto uno scontro violento ed oscuro ai vertici del Governo. Arseni Yatsenyuk, il Primo Ministro, l’uomo di Scientology, il preferito dal Dipartimento di Stato, la faccia pulita della giunta, ha annunciato le dimissioni; invece poi a dare le dimissioni è stato il teppista Parubiy, senza alcuna spiegazione. È facile immaginare che la faccia pulita non volesse condividere col teppista la responsabilità del criminale eccidio del volo MH17; alla fine, il Governo ha accettato di coprire il crimine, goffamente e malamente, confiscano i nastri della torre di controllo ed accusando una postazione missilistica dei russofoni del Donbass di avere abbattuto il volo malaysiano: insomma la versione ufficiale strombazzata da tutti i «grandi media», all’unisono, in Europa.

Il punto è capire cosa sia l’Intelligence Community(IC) degli Stati Uniti, e perché faccia filtrare a Robert Parry la vera versione dei fatti, in questo modo insieme anonimo ed autorevole. Lo adombra lo stesso Parry: il fatto è, scrive, «che solo tre giorni dopo l’abbattimento, il segretario di Stato Kerry faceva il giro dei talk-show domenicali sostenendo di avere “straordinarie e precise” prove che erano stati i ribelli ad abbattere l’aereo con missili forniti dalla Russia; e già io (Parry) era stato avvertito che l’Intelligence Commmunitymancava di qualunque immagine satellitare che confermasse le accuse di Kerry, e che il solo sistema missilistico BUK nell’area era sotto il controllo dei militari ucraini».

Oggi, mentre le prove in contrario si accumulano, Kerry non demorde: e «i potenti sono notoriamente restii ad ammettere gli errori», sospira Parry.

Dunque la Intelligence Community nel suo complesso sta facendo arrivare un messaggio a Kerry. Forse quel messaggio è: stavolta, non contate su di noi per sostenere la vostra menzogna. Forse è: dateci ascolto, evitare di fare una figura ripugnante da idioti e complici di delinquenti, ormai la verità è venuta a galla. scrive Parry: «Già un giudizio affrettato portò gli USA, un anno fa, quando il gas Sarin uccise centinaia di persone a Damasco il 21 agosto, a puntare il dito accusatore contro il presidente Bashar al-Assad... nei mesi seguenti l’accusa di Kerry è caduta in pezzi, essendo molti analisti convinti che sono stati gli estremisti siriani a lanciare il gas come provocazione, per trascinare le forze armate USA al loro fianco nella guerra civile».





APPELLO AL GOVERNO ITALIANO E ALLA COMUNITA' EUROPEA CONTRO LE SANZIONI

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Matteo Renzi

Al Presidente del Consiglio Europeo
Herman Van Rompuy

Al Presidente della Commissione Europea
Jose' Manuel Barroso

Al Presidente del Parlamento Europeo
Martin Schulz

I sottoscritti imprenditori italiani, sicuri di esprimere le preoccupazioni di centinaia di aziende del nostro Paese sulla politica delle sanzioni europee contro la Federazione Russa, fanno appello al Governo Italiano e alla Comunita' Europea dicendo basta alla politica delle sanzioni.

Le sanzioni, come giustamente rilevato da qualche ministro italiano, colpiscono sia
chi le riceve che chi le impone.

La Russia non e' un Paese, che vive in un mondo separato dal resto del contesto internazionale,
ma e' un Paese di libero mercato, integrato al resto dell'Europa e del pianeta, sia dal punto di vista
economico che culturale.

Se le sanzioni e la conseguente politica europea metteranno in difficoltà l'economia russa,
questo diventerà un boomerang in primo luogo contro l'Europa e contro
il nostro Paese.

Siamo legati alla Russia non solo per le questioni energetiche, gas e
petrolio, ma su tanti campi della economia.
Migliaia di imprese italiane, che danno lavoro a milioni di persone,
fanno affari con l'immenso mercato russo, nel campo del turismo, della moda, delle
calzature, dell'arredamento, nel campo alimentare e tecnologico e in tanti altri settori.

La Russia e' un Paese europeo e la Comunita' Europea si deve adoperare,
seriamente e a tutti i livelli, per riprendere il dialogo.

E' ora di uscire dalla logica da guerra fredda ed aprire una nuova fase
della politica europea, improntata al dialogo e ad una politica di pace,
nel nostro continente.

Solo il dialogo potra' risolvere li problemi e ristabilire normali
rapporti tra i nostri Paesi.
Speriamo e ci auguriamo che nel semestre italiano, questo dialogo venga ripreso e il nostro Paese possa svolgere
un ruolo di ricucitura, per l'interesse di tutti, dei rapporti con la Federazione Russa.


Cordiali saluti

Antonio D'Ettorre
Presidente Consiglio di Amministrazione - promotore appello + 39 338 6431869
Indaco Travel S.r.L. - Terracina LT

Presidenza e Direzione
Camera di Commercio Italo - Russa - Milano
(in rappresentanza di circa 200 associati)

Giangrandi Robero
Italia Russia e Business - Firenze

Antonio Simeoni
Direttore Hotel Villa dei Principi - Lido di Fondi LT

Simonetta Ricci
Iscra Viaggi - Genova

Alfonso Adinolfi
Fadi Travel - Salerno

Giovanni Amuro
Titolare degli hotels - Torre del Sole - River Palace - Sporting - Villa del Sole.
Terracina LT

Adriana Trapani
Guida Turistica - Napoli

Angelo Spinosa
Titolare Hotel Villa Irlanda - Gaeta LT

Ubaldo Fusco
Titolare Villaggio Le Palme - Terracina LT

Antonietta Consalvi
Titolare Grand Hotel Palace - Terracina LT

Angelo Sangiorgi
Titolare Hotel Il Guscio - Terracina LT

Leandro La Croix
Titolare Hotel Summit - Gaeta LT

Vincenzo Lieto
Noleggiatore con conducente - Napoli

Ivan Marino
Guida Turistica - Napoli

Roberto De Filippis
Titolare Hotel Albatros - Terracina LT

Fabrizio Bombieri
Direttore Circeo Park Hotel - San Felice Circeo LT


Stabellini Alessandra
Titolare Ottica Stabellini - Terracina LT

Vera Klimova - Guida Turistica - Napoli



Sulla trasmissione di RAI Storia dedicata a Stalin


Ieri sera ho sentito la storia su Stalin. Mi è piaciuto il finale in cui si dice che i Cittadini russi non rifiutano questo Personaggio. Oggi i Russi sono più di centoquaranta milioni, scolarizzati al 98%. Forse andava raccontato, a noi Italiani con una scolarizzazione non troppo brillante, cosa Stalin aveva fatto a Baku,quando nelle distillerie gli operai crepavano per le esalazioni e lui, chiamato Koba, perseguitato dalla polizia degli Zar di tutte le Russie, li incitava alla ribellione. Fino al primo tentativo di rivoluzione del 1905. Forse andava raccontato come i mercenari americani, inglesi e francesi operavano contro la "rivoluzione"socio-economica portata nell'immenso territorio dai Commissari politici di Stalin e quanto la Standard Oil americana tremava e tramava, già allora, contro la Russia per contenderle le vendite sui mercati europei esu quelli asiatici, del suo petrolio caspico. Forse andava raccontato con più dettagli quando, con gli aggressori tedeschi, italiani, romeni e ungheresi alla periferia di Mosca, anzichè scappare come hanno fattoi nostri Capi nel '43, è rimasto al suo posto coi suoi ragazzi dell'Armata Rossa!! E andava rimarcato il suo carisma determinante nell'enorme sforzo bellico sovietico, uomo contro uomo, per liberare l'Europa rispetto a quello degli Alleati, bombardieri contro civili nelle città, Dresda rasa al suolo, 174 mila edifici colpiti, negli ultimi giorni di aprile '45, chiese, scuole, ospedali, Russi ormai quasi a Berlino.E fra l'altro gli egregi storici non parlino di milionate di vittime. Negli anni trenta, quelli della "ferocia" e dei"mangia bambini", l'URSS contava 148 milioni di abitanti ed è passata in dieci anni a 162 milioni. Il calodemografico consistente è avvenuto durante la mattanza del '41-'45 ed in Ucraina, trovi centinaia di cimiteri con foto di giovani soldati con stella rossa sul berretto e fiori freschi. Ancora oggi. E non erano cecchini mercenari pagati con dollari, per fare montare la nuova non certo costruttiva guerra fredda.

Buon lavoro.
Dott.Guido Sartorio


I segreti sporchi dell'oro nero


Egregi della Redazione,

Ho letto l'articolo "RUSSIA-USA sulla guerra del petrolio.

Nel 2008 ho fatto una ricerca sulla storia del petrolio in relazione ai rapporti USA-RUSSIA. Ho tentato con un paio di Case di pubblicarla senza alcun esito. Ho stampato una ventina di copie per amici e parenti senza ricavarne troppo interesse, purtroppo.

Negli anni che son seguiti posso dire che fatti e mie osservazioni descritti hanno assunto sempre maggior importanza. Dalle tensioni in Ucraina, alle difficoltà nella realizzazione del South Stream.
Ritengo che sia un grosso errore la scarsa informazione obiettiva sull'argomento petrolio, gas e rapporti con la Russia.

Sono un pensionato di 80 anni, sono "nessuno" e non ho altro interessese non quello di dividere con altri il mio modesto"sapere". Non ho idea come Voi potreste collaborare, ma tento lo stesso.

Vi allego presentazione e indice del mio elaborato. Se siete interessati vi spedisco l'intero lavoro.

In attesa grazie per l'attenzione.
Dott. Guido Sartorio

Di seguito pubblichiamo l'introduzione al lavoro del Dott. Sartorio, inviataci da quest'ultimo. Chi, tra i lettori, fosse interessato può scrivere all'autore guido.sartorio at gmail.com

Il tiranno liquido - Breve storia dell’Oro Nero

Nel lontano 1877 entrò in vigore la legge Coppino che rese obbligatoria, gratuita elaica la frequenza della scuola elementare.Da centotrentatre anni saper leggere e scrivere è un diritto-dovere ed oggi per saperebasta una scatoletta metallica, un po’ d’energia elettrica ed uno schermo di qualchecentimetro quadrato.Ritengo quindi che “ non sapere”, ovvero l’ignoranza, prima di essere una piagasociale, è una grossa responsabilità individuale.Ho scritto queste pagine con l’intento di donare ai giovani la curiosità e lo stimolo aun’attenta ricerca sull’argomento oro nero.Questo libretto, un centinaio di cartelle fitte di dati, è l’inizio di un viaggio in un mondopoco conosciuto, quello di uno dei mercati più ricchi e redditizi che cominciò nel 1855.Il mercato del petrolio!E’ un viaggio senza fine o peggio senza meta?Non lo so.Uno studente col quale mi trovai a parlare di petrolio definì questa materia prima“tiranno liquido”.

Sono un chimico e una delle mie prime attività lavorative l’ho svolta negli anni sessantain un impianto petrolchimico.Allora non sapevo nulla di economia, di storia, di politica, del petrolio stesso.Oggi ne so poco di più e so pure che c’è ancora tanto da scoprire, da leggere, dadiscutere.Il mio cervello cominciò a ronzare quando, sfogliando distrattamente il volume di DanielYergin, “Il premio”, appresi che i Nobel, quelli del premio, gente dall’animo sensibile egeneroso avevano a che fare col petrolio russo e che i Rockefeller, che consideravopilastri della beneficenza, esemplari dispensatori di borse di studio, fautori della ricercascientifica, pure loro avevano a che fare col petrolio americano.Sfogliando ancora il testo di Yergin lessi la sigla APOC, Anglo Persian Oil Company.La Persia, oggi Iran, ricordi della mia giovinezza, quando la cronaca mondana sioccupava dello Scià e della sua stupenda moglie Soraja. Sfarzi e feste, oro e gioielli,ricchezza sfacciata di tutti gli Scià del Medio Oriente che ritenevo venisse dai loro padri enonni, conquistatori e tiranni. Invece era rendita da vendita di petrolio.La rivalità fra tedeschi e inglesi, francesi, russi nella prima guerra mondiale e la finedell’impero ottomano.

C’erano anche interessi per il petrolio del Medio Oriente! Le tristi pagine della seconda guerra mondiale, l’aggressione alla Russia e la disfatta diStalingrado, la guerra nel Pacifico fra Giapponesi e USA. Sempre causa-effetto ilpetrolio caucasico, quello romeno, quello del Golfo Arabico e quello delle IndieOlandesi. Quanti in Italia conoscono la storia dell’AGIP, di Enrico Mattei, dell’ENI e l’entità dellasua produzione nel mondo? Noi italiani fra i grandi del petrolio!Cosa rappresentano il petrolio ed il gas russo provenienti dal Mar Caspio?? Perché si parla di barili di petrolio anziché di litri o altra misura?Quanti sanno veramente cos’è l’OPEC? Perché si è costituita? Cosa c’entra ilVenezuela, paese sudamericano, con gli Arabi?? Tanti vedono la gialla conchiglia della Shell. Conoscono la ragione di quel simbolo? Perché e da dove arrivano l’ Esso, la Mobil, l’Amoco, la Chevron, la Texaco, la Gulf,la BP, la Rosneft, la Gazprom ? Russia ed Iran, due Paesi, che per il gas rappresentano il 42% delle risorse delpianeta.

Si parla quasi ogni giorno di petrolio. Quanti sanno che è venduto a circa 10 volte il suocosto di produzione in un mercato che rende in totale più di 8 miliardi di dollari algiorno!!Non sono uno storico, né un’economista o un ecologista, sono un italiano che cerca dicapire quello che è successo, che sta succedendo in Medio Oriente e nel mondo e cheha a che fare con la ricerca, con la produzione e la vendita del petrolio ed oggi anche delgas naturale.Il mercato e le speculazioni sul petrolio, i continui aumenti di prezzo dell’energia, letensioni nelle aree geografiche che hanno a che fare con pozzi petroliferi o oleodotti egasdotti.Il Petrolio nero, puzzolente, inquinante è per momento la principale materia prima perprodurre energia ed altri materiali indispensabili alla vita dell’uomo moderno.Nella storia del pianeta ci sono stati periodi in cui situazioni ambientali, fenomeniatmosferici, impatti o interferenze con altri corpi celesti hanno rappreso la materia e creatola vita.Molti pensano che ci sia stata un’ intelligenza a creare tutto quello che ci sta intorno e noistessi.L’era dell’uomo dura da qualche milione di anni, ma solo da poco più di un secolo stadiventando determinante per la sorte di sé medesima. Co2, effetto serra, ghiacci che si sciolgono, catastrofi ambientali.Come si concluderà??? Non c’è nulla di certo !! …tranne che la terra continuerà agirare, portandosi sulla pelle tracce dell’uomo come si è portata quelle dei dinosauri, finoa quando si dissolverà nel calore del sole in agonia, quando anche lui, stanco esaurirà lasua attività e tutto il suo sistema collasserà.Fra milioni di anni, ma ineluttabilmente.Importante è che l’uomo, nella sua evoluzione non commetta errori madornali, non sicarichi anche della responsabilità di aver contribuito alla fine della specie.

Per non sbagliare bisogna conoscere, leggere, riflettere.Stiamo vivendo un periodo della nostra storia che esige dei cambiamenti radicali, dellescelte ponderate.La storia è un enorme otre pieno di avvenimenti, di fatti accaduti, di donne e di uominiautentici che hanno creato, realizzato, distrutto cose.Se lo si apre ne esce un vento impetuoso che spazza via una nebbia puzzolente satura dichiacchiere pronunciate e riportate da donne e uomini fantasma.





La Russia di oggi - convegno a Roma

Che cosa è la Russia nel 2014?

Venerdì 11 luglio si svolgerà a Roma nella sala Pietro Cortona del Campidoglio un convegno intitolato “Che cosa è la Russia nel 2014? Le prospettive delle relazioni italo-russe”. Tra i relatori Vitalj Fadeev, consigliere dell’Ambasciata di Russia aRoma, Irina Osipova vice presidente del RIM, Movimento Giovani Italo-Russi estudentessa dell’Accademia Presidenziale Russa, Luca Bertone,presidentedell’Asssociazione Lombardia-Russia, Alfonso Piscitelli, autore di Rai Radio Uno eresponsabile del progetto culturale Eu-Rus.

Al convegno partecipano altresì Alfonso Rosanova presidente dell’AssociazioneMade in Roma, il manager Pietro Furlan che svolge attività di consulente industrialein Russia.In rappresentanza delle forze politiche parteciperanno Alfredo Antoniozzi, giàparlamentare europeo di Forza Italia e Giordano Tredicine Vicepresidente delConsiglio Comunale di Roma di Forza Italia, Francesco Fillini esponente del partitodi Fratelli d’Italia.

Il convegno patrocinato dall’Ambasciata Russa in Italia si celebra negli stessi giorniin cui il Ministro degli Esteri, Mogherini, prepara il suo viaggio Mosca per rinsaldarei rapporti bilaterali dopo i giorni della crisi ucraina.Che cosa è la Russia nel 2014 lo chiediamo ad Alfonso Piscitelli: “La Russia è oggila principale valvola di ossigeno per la nostra economia.

L’Italia dopo la Germania èil principale partner europeo della Russia. Dalla Russia arriva l’energia e un flusso dituristi (un milione all’anno) che ha superato la presenza degli stessi giapponesi. IRussi risentono del fascino della moda italiana e del made in Italy. A partire dalduemila i due protagonisti del dibattito politico, Silvio Berlusconi e Romano Prodi,hanno entrambi compreso la fondamentale importanza geopolitica dell’integrazioneitalo - russa. Sulla base di questa consapevolezza si sono sviluppati i progetti dicooperazione energetica tra Eni e Gazprom. Il colosso energetico russo”

Il falco del Cremlino sbarca a Milano per (ri)lanciare la sfida Eurasiatica


6 Luglio 2014
Buongiorno,
Vi invio in allegato un articolo riguardante un'interessante intervi-
sta col Prof. Aleksandr G. Dugin comparso sul noto sito Internet i-
taliano meridionalista "RETE TRADIZIONALISTA DELLE DUE SICI-
LIE", per il caso che possa esserVi utile.

http://iltalebano.com/2014/07/02/il-falco-del-cremlino-sbarca-a-milano-per-rilanciare-la-sfida-eurasiatica/ 

Tuttavia, con questo numero a me non riesce di aprirlo. Perciò ne
ho fatta una copia, che è quella che Vi mando.

Cordiali saluti,
Raffaele Pasculli 



Le responsabilità dell'Europa in Ucraina


La situazione di crisi dei rapporti che viviamo oggi in Europa, riferita al caso ucraino, ha gran parte delle responsabilita’ nella politica della Comunita Europea.

In questi anni l’Europa ha affidato la sua politica estera agli Usa, non ponendosi mai come soggetto autonomo e con un compito di mediazione, anche perche' paesi come Polonia, i Baltici, hanno condizionato la politica estera europea, nel senso antirusso.

Oltre questo, l’Europa ha giocato un ruolo ambiguo nei confronti della Federazione Russa. Da una parte quest'ultima e' stata corteggiata perche' fonte di grande possibilita' economiche, che difatti hanno salvato l'Europa da una profonda crisi economica. Proviamo ad immaginarci cosa sarebbe stata l’Europa senza questo grande mercato, rappresentato dalla Federazione Russa, non solo, come spesso si dice per le sue ricchezze energetiche, gas e petrolio, che soddisfano il fabbisogno di gran parte dei Paesi Europei ma, anche per le grandi opportunita' di tante imprese europee che hanno trovato una grande valvola di sfogo nel campo del turismo, dell'abbigliamento, dell'arredamento, delle auto, macchinari in genere, dei prodotti alimentari e della ristorazione, che hanno dato e danno lavoro a milioni di persone.

Dall'altra parte l'Europa ha lavorato per portarsi nella sua sfera di influenza, facendoli entrare nella comunita', tutta una serie di Paesi, cercando di tenere isolata la Federazione Russa. Una politica che nei fatti ha tradito la stessa Russia e l'idea futura di una Europa di cui la Russia divenisse parte integrante.
Ultimo atto quello di voler portare l'Ucraina dentro la Comunita' Europea, per adesso con il primo accordo di associazione, e accerchiare la Russia, magari favorendo, nel prossimo futuro, l'installazione delle basi Nato, ai confini russi.

In Russia non c’e’ piu’ il sistema socialista,ma l’Europa continua a mantenere un atteggiamento pregiudiziale antirusso, come se i vecchi retaggi mentali e culturali, dell'epoca Sovietica, non fossero ancora stati liberati da questo pregiudizio storico.
Questa pregiudiziale antirussa non ha fatto valutare o non ha voluto far valutare, cosa realmente e' successo in Ucraina, con i fatti di Maidan di febbraio, dove forze di ispirazione nazista, cioe' la forza politica "pravi sector" e forze di oscura provenienza, ma non tanto oscura visto che si parla di una presenza di mercenari stranieri, hanno portato a termine un colpo di stato ed hanno condizionato e stanno condizionando la vita politica in Ucraina e avviato un periodo di freddezza dei rapporti tra l'Europa e la Federazione Russa.

Rapporti Europa - Russia, che che in questi ultimi 20 anni era arrivato ad un livello, sia di integrazione, che di scambi, in tutte le sfere, non solo economiche, ma anche culturali ed umani, come mai nell'ultimo secolo.

Questa integrazione, questo sviluppo dei rapporti, non e' piaciuta e non piace agl USA, che difatti la metteva un poco ai margini della scena internazionale, rispetto al rapporto con l'Europa. Essendo l'interscambio di molto superiore, rispetto a quello Europa USA.

In questo quadro generale, una fine strategia ha puntato all'anello piu' debole e maggiormente influenzabile, l'Ucraina.
L'Ucraina, cuscinetto tra la Russia e l'Europa, rimasta l'unico stato, pieno di contraddizioni interne, e divisioni politiche ed etniche, decennali e attraversato da una crisi di identita' come stato.

Una fine e oscura strategia, prolungatasi negli anni, perche' la questione Ucraina, la sua crisi non nasce da oggi, ma dalla fine della Urss, dove gli equilibri etnici, la questione territoriali, della cittadinanza, non e' mai stata del tutto definita. Con la fine dell'Urss, non c'e' stato un vero e proprio assestamento completo dei rapporti tra gli ex stati membri e sulla questione delle nazionalita'.

Come per esempio il problema della nazionalita' nelle repubbliche baltiche, ed in particolare in Lettonia ed Estonia, che pur non avendo mai mai risolto il problema delle nazionalita', visto che centinaia di migliaia di persone di origine russa, non hanno cittadinanza, cioe' non hanno diritti, "essendo non cittadini", come scritto nei passaporti di molti di etnia russa che vivono in Lettonia. Questi Paesi sono state fatte entrare nella comunita' europea,senza nessuna condizione a risolvere il problema, ma sempre nel quadro della strategia di isolare la Russia.

In sostanza nel cuore dell'Europa ci sono centinaia di migliaia di cittadini europei, di etnia russa, che non hanno cittadinanza, con il silenzio di tutti su questa questione delicata.

La scelta dell'Europa di non essere autonoma nei confronti degli USA, ha difatti avallato, con complicita', la politica degli USA, tendente a creare le condizioni perche' presto l'Ucraina, tramite l'Europa, entri nella sfera di influenza degli USA, con l'adesione alla NATO.
Puntando difatti ad isolare la Federazione Russa.

Il colpo di stato di febbraio ha rimesso in moto questioni irrisolte, compreso la questione Crimea, da sempre territorio russo, sin dai tempi dell'impero zarista, e con la stragrante maggioranza di etnia russa, regalato da Krusciov all'Ucraina, durante il periodo Sovietico. Popolazione che non accettando un regime nazista insediatosi a Kiev, ha deciso con un referendum di avere l'indipendenza da Kiev. Referendum con un consenso del 97%, non una minoranza ma una quasi totalita' di cittadini.

Parlare di nazismo e fascismo in un Paese che nella seconda guerra mondiale ha perso oltre 20 milioni di persone, dove tutti hanno perso familiari o hanno avuto forti sofferenze, porta ad una reazione negativa, perche' forte e' il senso antifascista e antinazista.
I Paesi europei e le organizzazione internazionali non hanno riconosciuto il risultato di questo referendum, contraddicendosi fortemente, visto che in precendenza aveva riconosciuto l'indipendenza del Kossovo, autoproclamatosi indipendente.

Come dire sempre due pesi e due misure, a seconda di chi sono gli attori in campo.

Da mesi assistiamo a dichiarazioni, posizioni, contraddizioni, dei ledaer europei, che annunciano sanzioni contro la Russia.

Quando in maniera stupida ed ipocrita si parla di sanzioni contro la Russia, non so se non si capisce o si fa finta di non capire, che i primi ad essere colpiti dalle sanzioni siamo noi stessi europei.
Parlare di sanzioni e’ una cosa cosi anacronistica, in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, dove le economie e i rapporti umani, famiglie miste, gli accordi culturali, sono cosi intrecciati e radicati, tra i diversi Paesi, che chi ne parla sta fuori dalla realta’.

Oggi piu' di ieri la guerra e' mediatica, esiste una strategia di far passare i messaggi mediatici e preparare l' opinione pubblica mondiale, condizionarla, come la si vuole, secondo le convenienze di potenze internazionali, economiche e politiche.
Questo serve per preparare il terreno in modo che la reazione della opinione pubblica, diventa passiva, senza reazioni: vediamo cosa e' successo nel recente passato, la campagna contro Saddam Hussein, che ha preparato l' invasione USA dell'Iraq, vedi la campagna contro Gheddafi, per preparare l' attacco per eliminare il Presidente Libico.
Quale e' stata la reazione della opinione pubblica mondiale ? Nessuna, il motivo sta nel fatto che l'opinione pubblica mondiale era stata preparata ad accettare queste invasioni a popoli sovrani.

Oggi osserviamo cosa sta succedendo in questi Paesi, quale instabilita' e' stata determinata e osserviamo chi si e' impadronito delle risorse energetiche di questi paesi.

Se siamo attenti osservatori, da diverso tempo e' montata una campagna anti Putin, facendo passare il Presidente russo come un dittatore, il nuovo Zar e via dicendo. Una campagna costruita ad arte, che in realta' nasconde l' obiettivo di attaccare, isolare, la Russia, creando il terreno favorevole della opinione pubblica mondiale, per giustificare qualsiasi iniziativa contro la Russia.
Difatti e' passato il messaggio che Putin vuole impadronirsi dell'Ucraina e che vuole ripristinare i territori della ex Urss, quando quello che sta accadendo e' esattamente il contrario, sono altre forze che vogliono impadronirsi di questi paesi.

Questa politica estera dei vertici europei, ha pero' la sua debolezza, all'interno dei vari Paesi, visto che diversi settori della opinione pubblica e sopratutto delle aziende, di imprenditori, di associazioni di amicizia e culturali,che hanno rapporti con la Federazione Russa, non si riconosce con la politica dei propri governi, perche' va contro gli interessi economici di migliaia di aziende che fanno affari con la Federazione Russa, e che hanno rapporti culturali. La crescita o meno della economia russa, si ripercuotera', positivamente o negativamente, su tutta l'Europa e chi ha interessi economici con la Russia, ha interesse a mantenere e sviluppare i rapporti in senso positivo e pacifico. Su questo punto di debolezza bisogna lavorare, per creare alleanze a favore della Federazione Russa.

In particolare in Italia e Germania, in questi mesi, c'e' stata una forte presa di posizione di buona parte dell'opinione pubblica, di imprese, piccole e grandi, contro le cosidette sanzioni e per ripristinare con la Russia rapporti di distensione e di dialogo.

Un'altro capitolo, da trattare a parte e' lo sviluppo e la crescita delle associazioni di amicizia tra l'Italia e la Russia, nella reciprocita'.
Un punto un poco trascurato in tutti questi anni, ma che diventa di attualita'. Diventa sempre piu' necessario lavorare per far conoscere, in Italia ed in Europa, la realta' russa, la sua grande cultura e le sue tradizioni, diffondere la lingua russa, i rapporti, gli scambi, tra i giovani.

Oggi la Russia ha cambiato strategia, visto il tradimento degli europei, e guarda con forza e ragione verso l'Asia, vedi accordo sul gas con la Cina e la nascita dell'unione Euroasiatica, con Kazakhstan, Bielorussia e presto Armenia e altri Paesi.
Una Russia che a ben ragione guarda ad est, ma che deve, secondo la mia opinione, continuare a guardare ad ovest, accentudando e consolidando i rapporti, con Paesi, che in questa fase critica hanno mantenuto una posizione piu' di dialogo con la Russia, per rompere il fragile fronte europeo, fatto di falchi e colombe.

-- ANTONIO D'ETTORRE Presidente del Consiglio di Amministrazione Indaco Travel Viale della Vittoria, 4 04019 Terracina (LT) Italy


Considerazioni di un lettore

Cari lettori della Voce della Russia,
nessuno di noi può negare che gli USA da più di un secolo hanno invaso ed invadono ovunque ci sia spazio libero sul Pianeta ed ovunque, con la loro politica e con i loro Servizi segreti, con mercenari cecchini, riescano a crearlo.
Non riescono a star fermi oltre oceano, non basta loro il Continente americano, che non è poco!! Bravi ragazzi con la mania di essere i meglio, di vincere sempre, di "estrarre" per primi e di sparare con mira infallibile, di riempire di pugni quello che sta di fronte, di rialzarlo prendendolo per il bavero e con un altro pugno ributtarlo a terra e poi di nuovo, fino al battimani dopo aver porto la mano a quel poveraccio con la faccia gonfia e ormai priva di denti.
La Russia aveva un immenso Impero, è riuscita con enorme ammirevole sforzo a mettere alla porta invasori occidentali e mettere al riparo l'Europa dalle mire di un pazzo e dei suoi camerati italiani, romeni, ungheresi, ha lavorato sodo per modernizzarsi e poi si è ristretta in silenzio, senza rompere le scatole a nessuno, son rimasti centocinquanta milioni di abitanti su undici fusi orari, sta molto meglio economicamente, ma...cosa orrenda...si è permessa di "invadere" la sua Crimea.
Perchè Obama, bravo ragazzo, si sbatte tanto per l'Europa e per gli altri ???!!!! mica perché c' è puzza di petrolio!!??

Guido Sartorio, Staranzano.





Da Intermicronational World [http://intermicronational.com] Cesidio Tallini  

Micronazione promette di seppellire l'ONU
Il governatore dell'AMOMU (Arcipelago MultiOceanico delle Micronazioni Unite) va dal «Trattato della Grande Chiazza d'Immondizia Multioceanica», che lanciò nel giugno 2011, alla fase più attiva denominata «Terapia della Grande Chiazza d'Immondizia Multioceanica», solo 3 anni dopo (articoli principali in inglese). [IW]
http://intermicronational.com/micronation-promises-to-bury-the-un.html

Sconosciuti armati hanno attaccato una miniera nella regione di Donetsk
Mentre la Russia viene continuamente accusata in occidente di armare i ribelli filorussi, uomini armati con veicoli corazzati da trasporto truppa e camion, e con i simboli della Repubblica Popolare di Donetsk, hanno fatto irruzione nella miniera "Komsomolets Donbassa". È chiaro che ucraini senza cervello di Settore Destro (Pravyi Sektor) sono dietro queste iniziative, poiché i minatori sono filorussi! Queste tattiche poi sono "da manuale CIA" spiccicato, altro segno d'intelligenza leonardesca... [La Voce della Russia]
http://italian.ruvr.ru/news/2014_06_22/Sconosciuti-armati-hanno-attaccato-una-miniera-nella-regione-di-Donetsk-0215/

La Russia ha consegnato all'Ucraina 6 militari feriti
Sei guardie di frontiera ucraine, ferite nel bombardamento che si trovavano nel territorio della Federazione Russa, sono state consegnate alla parte ucraina. [La Voce della Russia]
http://italian.ruvr.ru/2014_06_21/La-Russia-ha-con-segato-allUcraina-6-militari-feriti-4097/

Nuovi investimenti per le infrastrutture
Mentre i ponti cadono, e le strade frantumano in America, il governo russo si è detto pronto a destinare il 60% delle risorse del Fondo nazionale di previdenza a progetti infrastrutturali. [RBTH versione italiana]
http://it.rbth.com/economia/2014/06/20/nuovi_investimenti_per_le_infrastrutture_31593.html


Da Agostino Spataro, autore del libro “IL GIARDINO D’OCCIDENTE”


Eurorussia: unire Europa e Russia Per alcuni l’Europa non è un continente, ma solo una propaggine dell’Asia verso l’Atlantico e il Mediterraneo. Fisicamente, così è. Tuttavia, da tremila anni, l’Europa è fonte e sede di una delle più grandi civiltà umane. Purtroppo, oggi, è in declino e molti, amici e concorrenti, cercano di anticiparne la caduta, per spolparsi le sue ricchezze materiali e immateriali. Più che una speranza ben riposta, il futuro dell’Europa è un problema mal posto, poiché resta incerto e succube di forze e interessi ostili e contrapposti. L’Europa ha smarrito il senso della sua dignità storica, della sua autonomia culturale e politica. La soluzione? La risposta non è facile. Abbozzò un’ipotesi, così di getto, che forse un po’ risente della contingenza. La crisi è tale che l’U.E. potrebbe, perfino, disgregarsi. Per evitare tale pericolo, bisogna cambiare registro politico e strategico e puntare a una Europa dei popoli e non più delle consorterie multinazionali. Sulla base di tale correzione, dovrà proseguire l’allargamento fin dove è possibile nell’ambito dei popoli di cultura europea, abbandonando la politica di provocazione e delle tensioni svolta per conto terzi in ambito Nato. In tale prospettiva, diventa auspicabile, possibile il progetto di unire l’Europa con la Russia o, se preferite, di associare la Russia all’Unione europea. Sì, avete letto bene, la sterminata Russia che ci viene presentata come l’eterno nemico. Mi rendo conto che, oggi, un’idea simile potrà apparire paradossale, fuori da ogni ragionevole previsione, tuttavia un senso ce l’ha, una logica direi, specie se immaginata nel medio/ lungo termine e alla luce delle nuove riaggregazioni (spartizioni?) mondiali che stanno avvenendo su basi continentali e non più ideologiche o di reddito: Nord- Sud, Est- Ovest, ecc. Nel nuovo scenario (in formazione) l’U.E., barcollante e squilibrata al suo interno, rischia di apparire un “continente” in bilico, alla deriva. L’Europa, da sola, difficilmente potrà uscire da tale precaria condizione, dovrà aggregarsi per creare un nuovo polo dello sviluppo mondiale. Con chi? Gli Usa sono lontani e i loro interessi non sempre combaciano con quelli europei; l’ipotesi euromediterranea è stata fatta fallire per volere degli Usa e per subalternità francese. Non resta che la Russia ossia un Paese- continente, di cultura europea, che dispone di territori sterminati e di enormi riserve energetiche e metallifere, di boschi, di acque, di terre vergini, di mari pescosi, ecc. Evito ogni riferimento agli apparati e potenziali militari e nucleari che spero possano essere liquidati in tutto il mondo. Ma ci sono! Risorse importanti, strategiche che, unite al grande patrimonio europeo (tecnologie, saperi, scienze, professioni, tradizioni democratiche, ecc), potrebbero costituire il punto di partenza per dare vita a “EuroRussia”, a una nuova “regione” geo economica mondiale, dall’Atlantico al Pacifico, al Mediterraneo. Ovviamente, questo è solo uno spunto, una “bella utopia”. I giochi di guerra, gli intrighi per il nuovo ordine mondiale sono in corso da tempo. E sono ancora aperti. Il problema è come vi si partecipa, se da protagonisti o da comprimari. All’orizzonte si profila una nuova bipartizione del mondo, con Cina e Usa come capifila. Taluno prevede un’improbabile tripartizione, inserendo la Russia nel terzetto. Nessuno pronostica un ruolo primario dell’U.E., condannata a restare sottoposta agli Usa. Non sappiamo quali saranno la collocazione, il ruolo di Russia e dell’Europa fra 30/50 anni. Una cosa sembra sicura: divise, potranno solo sperare che uno dei due capifila le inviti ad accodarsi. (marzo 2014)

--

Una immane tragedia si sta svolgendo nel sud est dell’Ucraina. Una guerra fratricida che, come sempre, si accanisce sui bambini e sulle donne.

Sono già oltre 40mila i profughi che hanno raggiunto, dopo innumerevoli peripezie, principalmente la regione russa di Rostov sul Don.

Aiutateci a Salvare i Bambini” da sempre in prima linea nel dare aiuto concreto alle vittime del terrorismo e delle guerre: BESLAN, OSSEZIA del SUD,

VOLGOGRAD … ora il DONBASS e LUGANSK.

Abbiamo stabilito un rapporto con un Associazione di volontari che in quella regione, da settimane, portano sollievo nei campi profughi.

Ora spetta a noi ! Aiutaci ad aiutare chi ha perso tutto e ha bisogno di sostegno

Fai un donazione anche Tu ! Causale “Ucraina”

UNICREDIT


IBAN IT 44 S 02008 20800 000101660007

 

http://www.aiutateciasalvareibambini.org/sosucraina.html

 

Presidente 328 0210408



Cari amici della Voce della Russia,

vi scrivo per dirvi che Domenica 18 Maggio, a Clauzetto (Pordenone) si è svolta, in un'atmosfera di grande rispetto e commozione, la solenne cerimonia istituzionale italo-russa in onore del partigiano sovietico Danijl Avdeev, decorato dalla Repubblica Italiana della "Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria", nel 70-esimo anniversario del suo arrivo e della sua morte in Friuli.

Alla presenza di numerose autorità civili, politiche, diplomatiche e militari, dei rappresentanti delle confessioni religiose cristiane, di decine di cittadini italiani, russi e russofoni residenti in Friuli Venezia Giulia, e di tanti partigiani, a Danijl sono stati resi gli onori militari da parte del picchetto armato della gloriosa Brigata Alpina "Julia", sulle note del "silenzio" e della "Canzone del Piave" eseguite dalla rappresentanza della Fanfara della Brigata.

La deposizione delle corone d'alloro e dei fiori alla tomba di Avdeev ha preceduto la toccante piantumazione di una betulla commemorativa, dono della comunità russa.

Tutti i presenti hanno indossato il "Nastro di San Giorgio", incluse le autorità italiane, guidate dalla Presidente della Regione Debora Serracchiani.

La Federazione Russa è stata ufficialmente rappresentata dal Dottor Cenghiz Mukhamadeev, del Consolato Generale di Milano, e dal Console Onorario della Russia in Udine, Carlo Dall'Ava.

 

La Chiesa Ortodossa Russa (Patriarcato di Mosca) è stata rappresentata da Padre Vladimir Melniciuk, responsabile della Comunità Ortodossa in Udine.

 

Gli interventi degli oratori, incentrati sul ricordo del profilo umano e partigiano di Danijl Avdeev, oltre che sull'inestimabile valore della libertà, della democrazia e della pace, hanno suscitato diffusa commozione e prolungati applausi.

 

Al termine della cerimonia protocollare, i presenti si sono intrattenuti a lungo in un sereno momento conviviale, in cui hanno potuto assaggiare anche la celebre "Kasha", il tradizionale "rancio" militare russo, preparato in onore di Danijl.

 

L'ospite diplomatico russo ha espresso la sua profonda gratitudine ai promotori ufficiali della cerimonia, il cui ricordo non verrà mai meno nel cuore di tutti coloro che vi hanno partecipato.

 

Vi trasmetto il testo del "diktor" della cerimonia e del discorso commemorativo dell'oratore ufficiale. Assieme ad alcune foto di una giornata memorabile. Se ne avrò a disposizione di più belle, ve le manderò.

 

Un forte abbraccio

 

Jura (Jurij Cozianin - FAGAGNA - UDINE)




ITALOFILORUSSO

Questi deprecabili fatti:( l’incivile attacco all’ambasciata della Federazione Russa a Kiev) sono indiscutibile testimonianza che a Kiev tutto sta degenerando: lo Stato di diritto non esiste più . A Kiev, politici irresponsabili, di gradimento statunitense, danno la pessima prova di essere totalmente e ottusamente asserviti alle mire annessionistiche dell'unione Euro-pea “ longa manus” della volontà maniacale di dominio planetario del gran Mr. Ob., collegato ai centri del potere finanziario di Wall Street, che è il vero mandante morale di tali riprovevoli avvenimenti quali l’assalto proditorio all’Ambasciata Fed.Russa :indice dell'odio che promana dagli yankee russofobi.

Abitanti dell'Ucraina, evidentemente allettati subdolamente dai falsi da miraggi di qualche meschino vantaggio proposto dell'unione-Euro, diffidate risolutamente e totalmente dei signori anti-Russi della guerra d'oltreoceano, e siate soprattutto accorti: non rinnegate invece i vostri veri fratelli Russi.




Gentilissimi della Redazione,

vi segnaliamo un articolo riflessione su un evento che a Messina ha attirato ed incanto moltissime persone...

 

Il fascino dell’icona. La Mostra di Messina

http://www.russianecho.net/index.php?option=com_content&view=article&id=564%3Ail-fascino-dellicona-la-mostra-di-messina&catid=9%3Amessina&Itemid=13&lang=it

 

Sul sito russianecho.net segnaliamo inoltre un articolo di Gina Pigozzo su uno degli artefici della storia dell’Alfa Romeo, che ha svolto un ruolo determinante anche nella Mosca degli anni ‘30...

 

Ugo Gobbato, un italiano all’origine dell’industria sovietica

http://www.russianecho.net/index.php?option=com_content&view=frontpage&Itemid=1&lang=it

 

Ringraziandovi per l’attenzione

porgiamo i più cordiali saluti

Associazione Culturale “Messina-Russia”




"Сhe Pena"

Il paese di Tolstoj, Dostoevskij, Tchaikovsky, Bulgakov, Puskin, Gogol in mano a dei razzisti, omofobi e guerrafondai.. che tristezza. Spero che un giorno il popolo russo apra gli occhi e si liberi di quella feccia che lo governa e instilla odio e pregiudizio nelle sue menti.

E voi che supportate la barbaria di quel governo: VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA!


--
Alessandro Porrà



Da: iTALOFILORUSSO sulle Esercitazioni NATO nel Baltico

 

Laddove assurdamente da parte del gran Mr. Ob., collegato ai centri del potere finanziario di Wall Street, si pretende di controllare le forze armate della Federazione Russa sul proprio territorio nazionale (cioè in Russia), all'opposto si attuano invece provocatoriamente le esercitazioni belliche Baltops nel Mar Baltico notoriamente area marittima contigua alla Russia e quindi zona di rilevante importanza strategica nel sistema difensivo russo . Mi dispiace apprendere purtroppo che a queste manovre militari partecipino dei paesi dell'Europa orientale, nella vana illusione che, prestandosi a compiacere supinamente alle mire egemoniche della potenza russofoba d'oltreoceano, possano trarne un qualche vantaggio.



LETTERA DA UN ASCOLTATORE DI LUNGO CORSO

 

E' la prima volta che le scrivo, ma non è la prima che scrivo a Voce della Russia, alla pagina web di questa bella emittente che fu. Ascoltavo da quando era Radio Mosca, dal 1972. Continuo a sentirmi con una ex dipendente della VOR, Giovanna Germanetto, ed è appunto lei che mi ha consigliato di inviare l’informazione sul nuovo numero della rivista Radio Notizie che si indirizza agli appassionati del radioascolto. Allego in PDF la copertina del numero di Giugno 2014 di questa rivista, sperando di vederla inserita nella vostra pagina web. Gli interessati possono quindi richiederne una copia arretrata per valutazione al seguente indirizzo: gsergi 5050@hotmail.com

 

In questo numero diversi articoli su varie emittenti locali e internazionali ed il bel servizio sul mio viaggio in Argentina con l’intervista presso la RAE Radiodifusion Argentina al Exterior redazione italiana.

 

Grazie per l’ottimo sostegno alla nostra iniziativa, a Lei buon lavoro, a tutti buona lettura della pagina web di Voce della Russia.



Giovanni Sergi






CONTRO L'ESPANSIONE DELLA N.A.T.O. IN EUROPA

SABATO 31 MAGGIO - ORE 17.30

VIA LUDOVICO DA BREME 11 – MILANO

[TRAM 14 FERMATA V.LE CERTOSA – VIA CASELLA]

PRESIDIO AL CONSOLATO UCRAINO

Siamo contro le stragi di Poroshenko e della sua guardia nazionale al cui interno stanno i neo nazisti.

Siamo con gli antifascisti ucraini che non vogliono il loro Paese servo della N.A.T.O.

L’annessione dell’Ucraina alla N.A.T.O. è un pericolo per tutta l’Europa

Chiamiamo quindi alla mobilitazione tutte le organizzazioni democratiche e i cittadini antifascisti amanti della pace e soprattutto tutti i lavoratori, poiché la guerra è contro il lavoro e tocca ai lavoratori fermarla.

Comitato contro la guerra – Milano

 

Per info : comitatocontrolaguerramilano@gmail.com - comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com - cell. 3383899559




Geopolitica e Ucraina


La situazione geopolitica venutasi a creare in Ucraina, a causa della stolta politica anti-russa attuata da Kiev e dell’insensata e ridicola politica di sanzioni economiche attuata da USA, Unione Europea, consigliata da certe lobby ai “Savi di Kiev”, ha prodotto notevoli danni per i Popoli d’Europa (soprattutto i Popoli Mitteleuropei). L’UE, invece di schierarsi con la Russia e perseguire i propri interessi, come al solito s’è accodata agli ordini degli americani, così com’era accaduto in Serbia. Il diritto all’autodeterminazione che è stato a suo tempo, e molto arbitrariamente, concesso al Kossovo (che era ed è Terra Serba da millenni) viene ora negato ai popoli russofoni dell’Ucraina e di Crimea. Perché? Non vantano, forse, i popoli autoctoni di Crimea e dell’Ucraina orientale maggiori diritti d’autodeterminarsi rispetto agli albanesi immigrati dall’Albania in Kossovo?

 

Tale situazione ha determinato:

 

1) Una possibile grave rottura politica, culturale ed economica con la Russia di Putin, che:

costituisce un punto di riferimento importante per un’Europa che non è ancora riuscita a ritrovare la sua identità e a sganciarsi dal giogo mortale di quei “poteri forti” internazionali, di natura metafisica e finanziaria, che a tutt’oggi la costringono in un tragico stato di sudditanza spirituale, culturale ed economica.

ha recuperato la piena sovranità sul piano economico e militare, ma ha anche intrapreso una decisa azione di riscoperta e di riaffermazione di quei valori tradizionali e nazionali che l’attività distruttrice di oltre settanta anni di comunismo ateo e di quasi venti anni di capitalismo apolide sembravano aver annientato. ha saputo recuperare gli eterni valori identitari e spirituali che stanno alla base d’ogni sana comunità popolare attraverso una battaglia per lo sviluppo demografico, la tutela della famiglia tradizionale e l’interlocuzione attenta con la religione ortodossa, maggioritaria presso il popolo russo: il presidente Putin, infatti, ha voluto affermare con forza l’importanza fondamentale dei valori tradizionali: la famiglia, la concezione spirituale della vita, il sentimento comunitario. Sovranità militare, economica, culturale e tradizione sono pertanto la cartina di tornasole di un paese, come la Russia, che vuole discostarsi da un mondo senza radici e senza valori che si trova allo sbando della crisi economica causata dal capitalismoapolide di stampo anglosassone.

2)Il ritrovarsi, all’interno della UE, l’ingombrante presenza di uno stato come l’Ucraina che:richiede agli altri stati europei di pagare i suoi enormi debiti.

costituisce fonte di destabilizzazione economica e militare.

Lo scontro in atto vede le forze della Sovversione contrapporsi alle forze della Tradizione. Da una parte sono schierati tutti certi Stati (Usa) quei poteri forti e quelle lobby che intendono isolare la Russia di Putin ed imporre una pericolosa strategia della tensione. Dall’altra vi sono i Popoli d’Europa che, radicalmente consapevoli che “non si può servire a Dio e a Mammona”, vedono nella Russia di Vladimir Putin l’ultimo baluardo ancora schierato a difesa della Tradizione, indicandola, pertanto, come modello di riferimento per tutti i Popoli che intendono difendere dal nichilismo mondialista i valori dell’Identità e della Tradizione.

Federico Prati


Sei Russa? non ti assumo
Notizia segnalata da Alessandra D.
Sei russa, non ti assumo. E' successo in Svizzera, all'Istituto di Sostegno Scolastico di Losanna, dove Elena Wroblevski, insegnante di russo, si è vista rifiutare l'assunzione, in quanto cittadina del Paese di Vladimir Putin.

"Ho inviato il mio curriculum vitae, con tutte le credenziali e mai avrei pensato di poter essere discriminata, a causa delle mie origini", ha scritto, amareggiata, al quotidiano Rossiïskaïa gazeta. Eppure la Svizzera è un Paese neutrale e anche nella crisi tra Russia e Ucraina ha tenuto un profilo basso, limitandosi a bloccare i beni del 'ex-presidente Yanukovich e dei suoi famigliari.

Molti oligarchi, intanto, continuano a scorrazzare sulle loro berline di lusso, a Ginevra, Zurigo, Gstaad e Sankt Moritz. D'altro canto l'attuale presidente della Confederazione elvetica, Didier Burckalter, che in questo periodo presiede anche l'OSCE, si sta spendendo per smorzare i toni tra Kiev e Mosca e, durante il fine settimana, ha incontrato Vladimir Putin.

Evidentemente, però, al direttore dell'Istituto di Sostegno Scolastico di Losanna, Martin Freiburghaus, tutto questo non interessa e, sollecitato a spiegare il rifiuto ad assumere Elena Wrobleski, ha dichiarato che "la filosofia della nostra scuola ci impedisce di assumere una persona cittadina di uno Stato che ne occupa, illegalmente, un altro". "In questo modo- ha rincarato -intendiamo protestare contro la politica imperialista di Mosca, nei confronti dell'Ucraina".

Le dichiarazioni di Freiburghaus hanno infiammato il web, dove la maggior parte degli internauti si sono schierati con Elena Wrobleski. "Che colpa ha di essere russa?", hanno chiesto in molti, dando del "fascista" e del "razzista" a Martin Freiberghaus. Il sito web della scuola è stato oggetto di un attacco hacker. La vicenda, intanto, ha assunto una portata internazionale e innescato una reazione del Ministero degli Esteri russo. "Vorremmo sapere - ha scritto in una nota - quanti dei 140 docenti di quella scuola sono cittadini di paesi che hanno bombardato la Jugoslavia, partecipato alla guerra in Irak e finanziato il terrorismo internazionale". (da Repubblica.it)






Tre anni di guerra in Siria 

 

Aleppo, noi resistiamo ...

 

Aleppo, lettera N° 17

 

1 maggio 2014

 

 

 

A un giornalista che mi ha chiesto come vorrei descrivere la situazione in Siria, ho risposto: imputridita .

 

Ecco, da tre anni è in corso la guerra e nessuno dei due campi è in grado di prevalere militarmente e non appare nessuna soluzione politica all'orizzonte. Le Potenze regionali e mondiali ( così come i media ), sembrano aver perso interesse a questo conflitto, eppure proprio loro lo avevano incoraggiato, finanziato, armato e forse progettato. Ora hanno altre preoccupazioni : Crimea, Ucraina, volo MH370, elezioni e quindi lasciano che la situazione in Siria marcisca .

 

E questo a scapito dei Siriani che vedono distrutto il loro Paese, la sua economia annientata, il suo patrimonio saccheggiato, la sua èlite in esilio, le sue ricchezze depredate..

 

Per non parlare dei 150.000 morti, dei 4 milioni di rifugiati, gli 8.000.000 di sfollati interni, gli atti di ferocia e di barbarie che nessuno poteva immaginare e un odio settario non lo conoscevamo, perchè qui cristiani e musulmani vivono in armonia da secoli. Anche i detrattori più ardenti del regime e i sostenitori più accaniti delle riforme non volevano la guerra, e soprattutto non questo.

 

 

 

La situazione in Aleppo sta andando di male in peggio con il blocco intermittente ma completo, sia di persone che di merci. Quello che ne consegue è l'impossibilità di lasciare o entrare in città e una penuria di prodotti essenziali : verdura, frutta, carne, pollo, gas ecc.. Poi, all'improvviso, dopo 10-15 giorni, il blocco si allenta per riprendere qualche tempo dopo. Recentemente, acqua ed elettricità sono state tagliate per 11 giorni consecutivi ; i venditori di generatori e olio combustibile si sono strofinati le mani. Per fortuna che un anno fa un'organizzazione cristiana protestante ha perforato 20 pozzi in chiese in diversi quartieri di Aleppo ( seguiti in questo da gruppi musulmani che hanno fatto lo stesso nelle moschee ). Gli Aleppini quindi si sono messi in coda davanti a chiese e moschee per riempire contenitori di acqua (si torna al Medioevo !) .

 

 

 

Una pioggia di colpi di mortaio è caduta quotidianamente su Aleppo uccidendo decine di persone e ferendone altrettante. I cecchini continuano a devastare tra i pedoni. Per non parlare delle mostruose esplosioni di edifici pubblici a causa degli esplosivi piazzati attraverso tunnel sotterranei .

 

Questo deterioramento della situazione ha generato negli Aleppini tre sentimenti : paura, disperazione e sofferenza .

 

Penso alle telefonate da famiglie sfollate per dirci le loro paure, esprimere il loro panico e chiedere consiglio quando gli obus cadono intorno a loro. E le mamme che si rifiutano, in alcuni giorni, di mandare a casa nostra i propri figli, per paura che il nostro autobus sia il bersaglio di un cecchino o di un mortaio .

 

 

 

Penso a tutti quei giovani adulti che avevano sognato e pianificato un futuro famigliare o professionale e che non lo possono più realizzare . Dopo aver resistito per tre anni alla tentazione di lasciare il paese, sono disperati e vogliono emigrare se ne hanno l'opportunità.

 

 

 

Penso a quelle sette famiglie con 23 bambini che abitano insieme in una cantina di 2 camere (constatato in prima persona dal nostro team di visita domiciliare) .

 

 

 

Penso alle 23 persone uccise da un colpo di mortaio domenica 27 aprile mentre erano allineate davanti a un panificio per comprare il pane nel centro della città e alle altre 19 morte nelle 48 ore successive, a seguito delle ferite riportate.

 

Penso a tutte quelle persone che soffrono la fame, a quel bebè di cinque mesi nutrito al biberon riempito con amido diluito, per mancanza di latte (constatato in prima persona dal nostro team di visita domiciliare) .

 

Penso al giovane M.C. di 18 anni che soffre di perdere il suo rene trapiantato ( in seguito alla perdita della funzione dei due reni per un colpo di un cecchino ) per mancanza di farmaci anti-rigetto .

 

Penso a N.M., questa ragazza armena di 20 anni che ha avuto fegato, polmoni e stomaco perforati dalle schegge .

 

Penso a A.G., questo giovane musulmano di 19 anni che ha dovuto subire l'amputazione delle due gambe perché era per strada proprio nel sito dello schianto di un colpo di mortaio . Attualmente è in terapia intensiva in gravi condizioni dovute a una setticemia .

 

Penso a quella vecchia madre, K.H., che è venuta a farsi visitare per disturbi nevrotici e che mi confessa che il suo figlio più giovane è stato ucciso da un cecchino e il giorno dopo la figliastra con i suoi 4 figli, da un mortaio .

 

 

 

Davanti a queste paure, a tanta disperazione e sofferenza, non possiamo limitarci ad offrire solo la nostra compassione. Di fronte a queste sfide, noi resistiamo, nella solidarietà con questi uomini e donne che soffrono .

 

Cosa facciamo? A tutti quei civili colpiti da ferite di guerra, noi maristi offriamo il nostro programma " Feriti di guerra ": in collaborazione con le Suore di San Giuseppe dell’Ospedale San Louis, medici e chirurghi volontari di questo istituto ( il migliore di Aleppo ) trattiamo i civili colpiti da proiettili o schegge di mortaio gratuitamente.

 

A tutti questi disperati giovani adulti, offriamo, in attesa di giorni migliori, il MIT (Istituto Marista per la Formazione ) . Con le conferenze che organizziamo ( " pittura nel tempo", " orientamento psicologico, ecc ), trovano uno spazio di riflessione e di arricchimento culturale . I Workshop di 3 giorni danno loro l'opportunità di acquisire conoscenze e competenze che potranno utilizzare in seguito ( studio della redditività di un progetto, come scrivere un curriculum e prepararsi per un colloquio di lavoro, l'arte di guidare una squadra, ecc.).

 

Ai neonati, offriamo pannolini e latte ( siamo l' unica organizzazione che distribuisce latte), alle famiglie sfollate o indigenti, i nostri vari progetti : " Il cestino della Montagna", "il paniere Orecchio di Dio", " il paniere dei Maristi Blu " offrono i cesti alimentari settimanali o mensili, materassi, coperte, contenitori per l'acqua, utensili da cucina, vestiti ...

 

Inoltre, centinaia di famiglie vengono qui ogni mezzogiorno cercando un pasto caldo .

 

Ai bambini (di famiglie sfollate o impoverite ​​) in età prescolare o scolare, ma che non vanno a scuola, offriamo un rifugio di pace e di educazione, la formazione e l’ igiene vengono dati loro dai nostri volontari.

 

Agli adolescenti più grandi, " Skill School " offre la possibilità di incontro tra i giovani e di realizzare progetti comuni.

 

Alle giovani mamme, " Tawassol " offre di imparare l'inglese, computer e artigianato. Per Pasqua, hanno esposto e venduto la loro produzione .

 

Noi maristi cerchiamo di rispondere a queste sfide al nostro meglio, ma i nostri bisogni sono immensi. Abbiamo altri progetti in mente come accogliere i più poveri sfollati, ma per questo è necessario un sacco di soldi che non abbiamo.

 

Se siamo in grado di affrontare i bisogni fisicamente e finanziariamente, è grazie a tutti voi, i nostri amici, i nostri sostenitori in tutto il mondo. Grazie.

 

 

 

Nabil Antaki, marista Blu




A Catania, giovedì 24 aprile

 

6° BUSINESS FORUM SICILIA-RUSSIA: OPPORTUNITA’ PER IL MADE IN SICILIA.

AGROALIMENTARE, TURISMO E TECNOLOGIE AVANZATE I DRIVER FONDAMENTALI PER LO SVILUPPO DEI RAPPORTI SICILIA-RUSSIA

 

Catania, 22 aprile 2014. Agroalimentare, turismo e tecnologie avanzate. Sono questi i temi principali del VI Business Forum Sicilia-Russia, che giovedì 24 aprile richiamerà a Catania (Palazzo Biscari, dalle ore 9.15) i principali protagonisti dei settori chiave dell’economia siciliana, veri driver per lo sviluppo delle relazioni economico-commerciali tra la Sicilia e la Russia. Sotto la lente del vertice economico, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e TechEdge, la ‘Sicilia export oriented’ che nel 2012 ha registrato una crescita generale in doppia cifra superiore sia alla media italiana che a quella del Mezzogiorno: + 21,2% sul 2011 per un valore di 13 miliardi di euro (dati Istat su rapporto ICE 2012-2013). E nonostante la Russia sia il quarto paese partner nell’interscambio con l’Italia (che nel 2013 ha superato i 30 miliardi di euro) con un export di 10,8 miliardi di euro, la relazione commerciale Sicilia-Cremlino è ancora sottostimata nelle sue potenzialità, visto che nel 2012 l’export ha raggiunto il valore di soli 18 milioni di euro. Per Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere Eurasia: “Questi dati evidenziano gli ampi margini di crescita della Sicilia, chiamata a puntare sia sulle leve rappresentate dall’eccellenza agroalimentare e dal turismo ma anche su settori fino ad ora inespressi come quello delle tecnologie avanzate. Si tratta di settori strategici per lo sviluppo delle relazioni Sicilia-Russia che questo Business Forum intende potenziare concretamente”.

Tra i partecipanti VI Business Forum Sicilia-Russia: Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia; Sergey Razov, Ambasciatore della Federazione Russia in Italia; Giuseppe Castiglione, Vice Ministro Agricoltura; Franco Gallia, Direttore Regionale Sud di Intesa Sanpaolo e Direttore Generale del Banco di Napoli; Giovanni La Via, componente Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo; Antonio Fallico, Presidente di Banca Intesa Russia e Presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia; Linda Vancheri, Assessore Regionale delle Attività Produttive; Ivan Lo Bello, Vice Presidente Confindustria; Nico Torrisi, Assessore Regionale Infrastrutture e Mobilità; Michela Stancheris, Assessore Regionale al Turismo; Olga Garshina, Consigliere del Ministro dell’Agricoltura della Federazione Russa; Paolo Ezechia Reale, Assessore Regionale all’Agricoltura; Luigi Saitta, Responsabile Associazione Conoscere Eurasia Sicilia; Marisa Florio, Direttore Rappresentanza di Mosca Camera di Commercio Italo-Russa; Domenico Di Salvo, Direttore ENIT Mosca; Salvatore Ferina, Vice Presidente Etna World Trade; Edoardo Narduzzi, Presidente TechEdge Spa; Francesco Caizzone, General Manager Sito di Catania STMicroelectronics; Ezio Castiglione, Amministratore Delegato della Società Gestione Fondi per l'Agroalimentare.

 

 





Da: Stefania Froni

e qualche recensione di letteratura contemporanea russa? mi piacerebbe assai...


Alla cortese attenzione della redazione italiana:

Mi chiamo Emanuele Massari e sono il fondatore ed amministratore della pagina facebook " Vladimir Putin Italian Fan Club ",
aperta in data 12 Aprile 2013 e raggiunto oltre i 20 mila iscritti in meno di un anno.
Un buon 80% dei link condivisi sulla pagina li posto tramite il vostro sito italiano " La Voce della Russia ".
Effettuo inoltre, traduzioni dall'inglese all'italiano dei posts sul sito ufficiale del Cremlino, pubblicandoli sulla mia pagina.
Sono interessato ad un'ulteriore e più stretta collaborazione, offrendo le mie capacità mediatiche ed informatiche.

Restando in attesa di Vostro riscontro, porgo rispettosi e cordiali saluti.

Emanuele Massari
emymax@live.it

 

Rapito il sacerdote patriota russino Dimitrij Sidor

arciprete rettore della cattedrale ortodossa dell'Esaltazione della Santa Croce a Uzhgorod

presidente del Sojma (Parlamento del Popolo) dei carpato-russi

Padre Dimitrij Sidor e i carpato-russi, il popolo discriminato dell’Ucraina “indipendente”

I ruteni ortodossi contro il sistema di difesa missilistico americano in Transcarpazia

Minacciati di morte i preti ortodossi russi in Ucraina

www.ortodossiatorino.net

 

da: Marco Pasquali  

Italiani in Crimea

Carissimi amici, nelle varie notizie che seguo sul futuro della Crimea, è venuta fuori anche l'esistenza di una comunità italiana o italofona in Crimea, formata da circa 300 persone concentrate in un solo centro abitato. Sono discendenti di lavoratori italiani specializzati e e sicuramente non hanno mai avuto problemi coi russi, nè si sono intromessi nelle due guerre mondiali. ma chi sono esattamente? E che idea hanno dell'Italia, visto che sono ora esistono le tv satellitari?

 

Marco Pasquali

 

 

da: Fabio Cernecca


CHI TUTELA I CITTADINI DI TRIESTE SOTTO MINACCIA DEI NAZIONALISTI ITALIANI COPERTI DALLE AUTORITÀ?

 

Sta accadendo a Trieste. Lo Stato italiano non vuole cedere. In diritto non ha alcuna possibilità di contrastare le istanze legalitarie dei cittadini che chiedono il rispetto dei trattati internazionali che stabiliscono lo status giuridico di Territorio Libero per Trieste e delle stesse leggi italiane che li recepiscono.

 

Le recenti sentenze della giustizia amministrativa ne sono la prova assoluta. I giudici non sanno più che fare per dimostrare l’indimostrabile, ovvero che lo Stato italiano abbia effettiva sovranità sulla Zona A del Territorio Libero di Trieste, che comprende anche il Porto Internazionale di Trieste con i suoi punti franchi.

 

Ma i cittadini non cedono nonostante le intimidazioni di cui l’autorità giudiziaria è stata prodiga in questi due anni di intensa lotta nelle aule di giustizia. Ogni ricorso rigettato è accompagnato da pesanti sanzioni economiche nei confronti dei ricorrenti. Che vengono immediatamente rese pubbliche dal giornale Il Piccolo, quotidiano monopolista e organo di informazione dello Stato occupante.

 

La comunicazione in questa battaglia è importante. Le autorità italiane utilizzano i media, quasi tutti sotto loro stretto controllo, per terrorizzare i cittadini di Trieste informandoli delle conseguenze che avrebbero nell’appoggiare Trieste Libera, il movimento che si batte per il ripristino del Territorio Libero e per il riconoscimento della attuale amministrazione civile provvisoria di Trieste e del suo porto internazionale.

 

Nonostante aggressioni mediatiche continuate da più di un anno, Trieste Libera non cede. E la consapevolezza dei triestini nei loro diritti aumenta. Come fermare allora questi ribelli che lottano con gli strumenti pacifici del diritto? Cercando di provocarli e presentandoli come dei terroristi.

 

Le recenti sentenze della giustizia amministrativa hanno reso ben evidente questo salto di livello. I ricorrenti si appellano alla validità incontestabile del Trattato di Pace del 1947 (è stato eseguito dall’Italia ed inserito nella propria Costituzione) che all’art. 21 sancisce l’indipendenza di Trieste dall’Italia. I giudici rigettano i ricorsi definendo “eversori” i ricorrenti perché attenterebbero all’unità dello Stato. E la stampa italiana indica il Movimento Trieste Libera (MTL) come un gruppo armato pronto ad insorgere contro lo Stato italiano. La fonte? Secondo Limes, che ha dato la notizia, rigorosamente anonima.

 

Tanto basta peraltro perché venga immediatamente presentata un’interrogazione al Ministro dell’Interno italiano per reprimere MTL: lo ha fatto il senatore Francesco Russo del PD il 18 marzo riprendendo l’allarme di Limes. Nella sua interrogazione Russo indica direttamente quale “bersaglio” Roberto Giurastante presidente di MTL per avere espresso opinioni non gradite al senatore.

 

Nella conferenza stampa di MTL del 10 febbraio avevo ribadito che non solo i paesi europei vantano diritti sul Porto internazionale di Trieste, ma anche quelli extra UE, come ad esempio la Russia. La Russia è inoltre potenza vincitrice della seconda guerra mondiale, firmataria del Trattato di Pace che impone la smilitarizzazione e la neutralità del Territorio Libero che l’Italia sta impunemente violando da sessant’anni. E se l’Italia non rispetta i trattati internazionali sottoscritti, allora l’amministrazione civile provvisoria della Zona A del TLT dovrà esserle tolta e riaffidata, come dal 1947 al 1954, ad un Governo Alleato (cioè delle potenze vincitrici la seconda guerra mondiale). E tra queste appunto la Russia. Tutto qui. Ma evidentemente in un regime antidemocratico quale è l’Italia la stessa espressione delle proprie opinioni diventa reato. Se non gradite al potere.

 

Eliminare Trieste Libera con ogni mezzo per mantenere lo “status quo” dell’illegalità reiterata dall’Italia nella Zona A del TLT, sembra essere diventata una necessità impellente per uno Stato che ora ha paura di perdere sul serio il controllo di questo territorio, e quindi dello strategico porto di Trieste. Se Trieste non vuole più l’Italia, come può lo Stato italiano legalmente opporsi? Qui infatti non si deve dichiarare l’indipendenza, solo attuare quanto già ratificato.

 

Le minacce nei confronti di MTL diventano così sempre più dirette. E le campagne pubbliche che incitano all’odio nei confronti del movimento, e alla eliminazione fisica dei suoi dirigenti, sono sempre più visibili. E ovviamente tollerate se non “incoraggiate” dalle stesse autorità italiane. I nostri aggressori non hanno nemmeno bisogno di nascondersi. Basta che utilizzino il tricolore italiano e contro gli odiati nemici di MTL hanno il via libera.

 

Ad una di queste associazioni patriottiche che si chiama “Trieste Pro Patria” la questura di Trieste autorizza senza alcun problema manifestazioni e presidi sotto la sede di MTL. Vorrebbero lo scontro. Le prescrizioni “restrittive” il questore di Trieste Padulano le da solamente ai “cattivi” di Trieste Libera. Cercando di bloccarne anche la partecipazione alle udienze pubbliche nel tribunale di Trieste.

 

Ogni causa in cui sono presenti componenti di MTL viene blindata con presenza massiccia di polizia e carabinieri. Messi lì a controllare dei normali cittadini che per lo Stato italiano sono “terroristi”. Nell’ultima udienza del 19 marzo sulla discussione del Memorandum di Londra, la DIGOS di Trieste ha addirittura schedato le persone che volevano assistere all’udienza. Nemmeno fossero mafiosi.

 

Nessun intervento naturalmente nei confronti degli “amici” (delle forze dell’ordine) di “Trieste Pro Patria” che possono così tranquillamente minacciare i “nemici pubblici” di MTL, quelli che l’Italia vuole far fuori. E così per i “patrioti italiani” Giurastante diventa il “Giudastante” da “levare di torno” con l’appoggio – sperabile – dell’autorità giudiziaria altrimenti dovranno pensarci loro… e mi faranno male.

 

E così sia.






I confini dell'Ucraina

da: i n f o





Irruzione in tv pubblica Kiev

Deputati del partito nazionalista ucraino 'Svoboda' hanno fatto irruzione nella sede dell'azienda che gestisce la tv nazionale Ntcu e hanno picchiato l'ad Oleksandr Panteleimoniv nel suo ufficio costringendolo a scrivere una lettera di dimissioni. Lo fanno sapere i media locali precisando che l'atto di violenza è avvenuto ieri. Su internet è stato pubblicato un video dell'accaduto.

IL VIDEO:

http://www.youtube.com/watch?v=_wwuM8oxTl8

da: Filippo Prati


VENETO E UCRAINA, MANIFESTAZIONE POLITICA 


Vicenza – Torrion de Piazza Castello

 

Sabo 22 marzo 2014, ore 11

 

MARCIA VENETA PER LA DEMOCRAZIA E PER LA REPUBBLICA VENETA:

 

- NO al colpo de Stato in Ucraina organizzà da Union Europea-USA-NATO;

 

- PER la libertà e rispetto de la dignità de i popoli;

 

- PER un'Europa de i Popoli;

 

- PER la Repubblica Veneta.

 

Xe invitai i rappresentanti de tutte le parti in causa (ucraine e russe) per una spiegazion de le loro razon.

 

 

 

Chiasso (Svizzera)

 

Sabo 29 marzo, ore 11.30

 

Incontro tra Governo Veneto e una delegazion politica svizzera per esprimer la solidarietà del Governo Veneto contro le ingerenze e constrasti de l'Union Europea per el responso del referendum su la regolamentazion de l'immigrazion straniera.

 

La delegazion rientrerà in terra veneta passando le frontiere svizzere e italiane, per la seonda volta, co el passaporto Repubblica Veneto emesso dal Governo Veneto.

 

 

 

Per informazion e contatti:

 

Governo Veneto – via Pio X, 6 – Spresian governoveneto@gmail.com – cell. 338 8167955

 

 

 

El Governo Veneto no xe un partito o un movimento politico ma una libera e sovrana istituzion costituia per rappresentar la Repubblica Veneta, occupada ma no morta.

 

 



APPELLO PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE

 

Ormai da mesi i mass media dedicano alla Russia e a Vladimir Putin quella dose quotidiana di “cinque minuti d’odio” e di supponenza che ricorda la “Settimana d’odio” del romanzo di Orwell “1984”.

Questa brutta informazione, mista a propaganda, contrasta con la realtà: finita la guerra fredda italiani e russi si sono riavvicinati, le relazioni commerciali ed i flussi turistici aumentano costantemente e il mercato russo si rivela essere una delle poche boccate d’ossigeno per la nostra economia in crisi. E non è solo questione di merci ed energia! Italiani e russi scoprono di avere tradizione comuni, passioni comuni ed una comune storia europea.

Per tutto questo ci appelliamo a coloro che diffondono informazioni, appellandoci al loro senso di giustizia e di equilibrio.

Chiediamo a coloro che parlano di “invasione della Crimea”: riuscite a cogliere la differenza tra quanto accade in quella repubblica autonoma e le stragi terribili che hanno caratterizzato la violazione del diritto internazionale in Irak, Libia, Siria? Bombardamenti atroci, un caos che non ha fine, esecuzioni di civili, mussulmani e cristiani, hanno segnato quei tre paesi. Oggi in Crimea forse accade qualcosa di diverso …

Coloro che negano la legittimità del referendum di Crimea ricordano il “referendum” in Kosovo, strappato a forza di bombardamenti alla Serbia e trasformato in stazione internazionale del narcotraffico, della tratta umana, del terrorismo internazionale?

Stupisce tristemente che Vladimir Putin venga descritto come un dittatore. In Russia, da oltre vent’anni, si tengono libere elezioni. Le opposizioni criticano il Presidente come avviene in ogni democrazia ed un ampia maggioranza del Paese lo sostiene. Ma queste critiche al sistema presidenziale russo risultano ancor più paradossali quando sono enunciate da commentatori spesso sin troppo “benevoli” nei confronti delle istituzioni europee.

L’Unione Europea è formata dagli Stati europei occidentali e la sua storia recente ci ha fatto conoscere le troppe “sospensioni” di democrazia che l’ha caratterizzata. Le sovranità popolari sono state spesso “svuotate”, spesso nottetempo, quasi in un contesto cospiratorio per stessa ammissione dei politici che la governano.

Lo stesso disprezzo della sovranità di un intero popolo sembra caratterizzare ciò che è avvenuto a Kiev, dove è avvenuto un vero e proprio colpo di Stato anticostituzionale, .

I mass media parlano di invasione russa, ma per chi è maggiormente attento trova le prove documentate degli interventi stranieri che hanno animato la protesta armata, abbattuto il legittimo Presidente e designato i nuovi governanti. Paesi europei hanno provato che i cecchini che sparavano sui dimostranti appartenevano a forze straniere che tanto fanno pensare, a noi italiani, agli anni bui della nostra Repubblica della “strategia della tensione”.

L’Europa ha bisogno di dis-tensione; la cortina di ferro non deve tornare e l’escalation antidemocratica che si è verificata negli ultimi mesi è il frutto avvelenato di forze esterne che cercano di spaccare artatamente il continente europeo speculando sull’integrazione.

Il popolo di Ucraina ha pieno diritto a invocare un cambiamento delle loro condizioni di vita, gli ultimi anni sono stati per loro fonte di grande disagio e frustrazione. Tuttavia tale disagio avrebbe dovuto dar luogo a una discussione democratica, ad elezioni, unica strada per legittimare qualsiasi cambio di governo.

Sull’integrazione europea e sullo spazio doganale unico l’Ucraina deve discutere, senza però che vengano diffuse false accuse e calunnie atroci. Ma la discussione deve avvenire nell’alveo del pieno diritto di parola, del pieno rispetto delle diverse posizioni, del pieno diritto di voto. Cancellare il diritto alla propria lingua (come è avvenuto per la forte minoranza russofona), lo scioglimento delle forze dell’ordine, lo scioglimento della Corte Costituzionale, l’aver incitato all’odio razziale e all’antisemitismo non rappresenta certo uno scenario in cui i nuovi governati ucraini possano dare lezioni di democrazia e garantire all’Europa una vita sociale democratica.

La storia del paese è assai complessa ed è lecito avere idee diverse. Proprio per questo si devono evitare “doppi standard”.

Auspichiamo pertanto che tutte le voci del dibattito siano ospitate nei luoghi deputati all’informazione aperta e democratica, facendo al contempo appello a tutti i rappresentanti dell’informazione a non incitare all’odio verso il popolo russo

Quanto a noi, da oggi stesso ci impegniamo a creare ponti tra i popoli europei, ma anche a denunciare con civile fermezza coloro che quei ponti vorrebbero far saltare.

 

16 marzo 2014

Dott. Bernhard KIEM

Console onorario della Federazione Russia in Bolzano


Ennio BORDATO

Incaricato consolare del Consolato della Federazione Russa in Bolzano per il Trentino

Presidente di "Aiutateci a Salvare i Bambini Onlus"

"Operatore onorario della Clinica pediatrica RDKB di Mosca"

"Cittadino onorario della città di Beslan"


Alfonso PISCITELLI

Autore Rai Radio Uno

Responsabile progetto Eu-Rus

 

 

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