Olga Dubitskaya
2 aprile 2012, 18:26

"Homo homini lupus”?

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Ma l’uomo e’ davvero un lupo per l’uomo? Cerchiamo la risposta insieme all’artista italiano Filippo Berta che alla Terza Biennale dell’arte giovanile di Mosca presentera’ un video dal titolo provocatorio e eternamente attuale: “Homo homini lupus”. Sentiamo un servizio di Olga Dubitskaya.

Ma l’uomo e’ davvero un lupo per l’uomo? Cerchiamo la risposta insieme all’artista italiano Filippo Berta che alla Terza Biennale dell’arte giovanile di Mosca presentera’ un video dal titolo provocatorio e eternamente attuale: “Homo homini lupus”. Sentiamo un servizio di Olga Dubitskaya.

Filippo Berta usa le tecniche di performance e di video art. Nel suo video “Homo homini lupus”, che sara’ proiettato a Mosca, vediamo un branco di lupi che lottano per impossessarsi della bandiera italiana. Come deve essere interpretato il messaggio ce l’ha detto lo stesso Filippo Berta:

 "Questo video mostra un branco di lupi tra di loro identici che sono impegnati ad una lotta ossessiva e tutti cercano di accaparrarsi questa bandiera e cercano di strappare piu’ brandelli possibili. Addirittura in certe scene si vede anche un lupo che ingoia un pezzo di bandiera. Appunto perche’ questo video alla fine riflette su come una societa’ e’ composta da identita’ completamente diverse tra di loro, che sono sempre in conflitto, mettendo in luce questo dualismo tra identita’ collettiva e identita’ individuale. L’identita’ collettiva nel senso perche’ questi lupi sono identici, quindi c’e’ un’omologazione della societa’, mentre poi l’identita’ individuale scaturisce nel modo in cui ogni lupo reagisce di fronte a questa lotta: ci sono lupi che sono piu’ in disparte e ci sono lupi che tendono a imporre il proprio potere sugli altri."

Con questa scelta della bandiera italiana in qualita’ di preda, che fa scatenare il desiderio di potere nei lupi, l’artista non voleva offendere i sendimenti patriottici dei suoi connazionali. La bandiera, ha rilevato Filippo Berta, ha un significato simbolico:

"Ho scelto la bandiera per due motivi. Il primo motivo e’ quello fondamentale che qualsiasi bandiera identifichi un territorio entro cui e’ racchiusa una societa’ omogenea, all’interno della quale avvengono queste lotte fratricide. E inoltre poi la bandiera nella storia umana ha sempre simbolizzato l’imposizione del proprio potere sugli altri. Quando, ad esempio, una societa’ invade un’altro territorio il primo gesto che fa e’ quello di interrare la propria bandiera: anche quando gli americani hanno “conquistato” la Luna, la prima cosa che hanno fatto era quella di porre la proria bandiera. In questo caso c’e’ la bandiera italiana, ma e’ evidente che tutte le bandiere riassumono nei propri colori queste dinamiche sociali."

Anche la scelta del luogo dove e’ stato girato il video non e’ casuale. L’artista voleva che il filmato fosse ambientato in un paesaggio cupo, grigio, quasi privo di vita:

"E’ stato fatto in Italia sulle rive del fiume Po, e c’e’ una tratta del fiume che in inverno si secca. Quindi, cosa accade? Si crea questo manto perfetto grigio di limo, di sabbia limosa, che diventa un colore tuttuno con il cielo quando e’ grigio, nuvoloso. Infatti la mia scelta e’ stata quella di registrare il video non con il sole, ma appunto con il cielo coperto. Perche’ era importante che l’immagine diventasse tutto un limbo grigio che in qualche modo si avvicinava anche al colore dei lupi. Per quanto riguarda i lupi, mi sono affidato a una persona che ho conosciuto, che tra l’altro vive vicino a Piacenza, un’addestratore esperto di animali, non sono cani, lupi, ma anche cavalli, che appunto ha la propria sede a tre kilometri dalla location, e questo e’ stato una fortuna."

Il pubblico, ha rilevato Filippo Berta, deve cercare di identificarsi con questi lupi, perche’ purtroppo nella societa’ umana i conflitti sono inevitabili e siamo eternamente in lotta tra di noi:

"Io non critico la societa’ ma il mio obiettivo e’ analizzare i fenomeni della societa’. Faccio una metafora: e’ come pulire un tavolo, passare con un panno, levi la polvere, per fare vedere com’e’ realmente, per qualche istante si vedra’ la superficie sotto, poi lentamente ritornera’ tutto impolverato e coperto. Non c’e’ una forma di critica. Nell’esempio dei lupi e’ evidente che io come un’italiano dovrei avere determinate caratteristiche, pero’ io come Filippo Berta ne ho anche delle altre, e quindi come italiano sono identico con chi sia italiani, ma come Filippo entro in conflitto con altri italiani, nella quotidianita’ anche collettiva. Quindi, nel momento stesso che l’uomo decide di formare una societa’ con altri 2, 3 o 10 esseri umani, si creano queste spaccature all’interno di un confine." 

Il pubblico potra’ vedere il video di Filippo Berta, insieme alle opere di altri 90 giovani artisti, nei periodo di luglio-agosto di quest’anno, nell’ambito del progetto strategico della Terza Biennale dell’arte giovanile di Mosca.

 

Avete ascoltato un servizio di Olga Dubitskaya.

 

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