15:19 06 Maggio 2021
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Il suggerimento è stato interpretato come regola, ma non è così, dice il presidente dell’Agenzia del farmaco annunciando che entro un mese si potrebbe raggiungere un milione di dosi al giorno.

La campagna vaccinale ha accelerato, ha “cambiato passo” e secondo Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia del farmaco italiana e virologo del Comitato tecnico scientifico, questo “fa ben sperare”.

Per Palù entro questo mese si potrebbe arrivare a un milione di dosi di vaccino somministrate al giorno, ma resta da salvaguardare la fascia di età tra i 60 e i 70 anni, dove ancora la percentuale degli immunizzati con una o due dosi è al 25%.

“Serve un ulteriore sforzo: questa popolazione è particolarmente a rischio in quanto la letalità da Covid-19 è del 2,9%, contro lo 0,8% dei 50-59enni”, dice Palù in un’intervista al Corriere della Sera.

I contagi calano ma lentamente

Per il presidente dell’Aifa è bene tenere sempre d’occhio i casi di nuove infezioni, spiega al quotidiano.

“Nell’ultima settimana l’Rt nazionale è intorno allo 0,8, l’incidenza media dei nuovi casi di Covid è calata a 150 casi ogni 100 mila abitanti per settimana”, ci sono più letti liberi in ospedale e meno morti.

A questa tendenza va associata la campagna vaccinale forte e decisa grazie ai 55 milioni di dosi che saranno disponibili “tra aprile e giugno” tra AstraZeneca, Pfizer, J&J e Moderna.

AstraZeneca sopra i 60? Era solo un suggerimento

Palù tenta poi di spiegare una volta per tutte il problema legato alle indicazioni sulla somministrazione del vaccino AstraZeneca.

“Non c’è mai stato un divieto” per chi ha meno di 60 anni, “Ema non ha posto restrizioni per età mentre Aifa ha solo dato un’indicazione per uso preferenziale agli over 60. Il suggerimento ès tato interpretato come regola, ma non è così”.

Le varianti

Attualmente in Italia il 91% dei contagi è legato alla variante inglese, spiega il virologo dando un quadro della situazione epidemiologica.

La variante brasiliana conta per il 4,5% e quella sudafricana per lo 0,1%.

“L’inglese sembra avere un certo vantaggio selettivo quanto a capacità diffusiva e questo ci rassicura. Sappiamo infatti che tutti i vaccini sin qui approvati sono efficaci nel prevenire la malattia, ricoveri e letalità legate a questa variante”.

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Coronavirus, vaccino
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