14:55 06 Maggio 2021
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Il non inserimento del ponte nel Recovery Fund ha lasciato l'amaro in bocca ad alcuni settori della politica siciliana, ma il senatore renziano assicura che l'opera è "inevitabile" e dall'esecutivo arriverà il via libera per la realizzazione dell'infrastruttura.

Il Ponte sullo Stretto non è stato inserito tra i progetti da finanziare con il Recovery Fund, ma secondo il senatore siciliano Davide Faraone di Italia Viva questo non vuol dire che manchi la volontà politica del governo a realizzarlo. 

“Sono convinto che alla fine la scelta andrà nella direzione di realizzare il Ponte, credo sia inevitabile", ha detto intervenendo sulla questione ai microni di Scirocco. 

Faraone ritiene che si tratti di un'infrastruttura troppo importante per il Paese e che "questa Legislatura sarà quella che avvierà i  lavori per la costruzione del Ponte.

Il governo Draghi ha il coraggio e la forza politica per far sì che quest’opera si realizzi”, sottolinea.

Il responso della commissione

Il via libera della commissione nominata dall'ex ministro De Micheli per decidere il collegamento fra Calabria e Sicilia potrebbe arrivare entro pochi giorni. Il senatore ha ricordato che sarà la stessa commissione a scegliere il progetto più idoneo, dopo di che i risultati della Commissione verranno sottoposti al governo.

“A quel punto, una volta che l’iter è tecnico sarà compiuto sarà il momento della scelta politica. Per questo sono ottimista. Sono convinto che i tempi siano strettissimi”, auspica il senatore di Italia viva. 

L'assenza del Ponte nel Pnrr

"Una ragione tecnica", così Faraone spiega l'assenza di una voce di finanziamenti per il progetto di collegamento stabile sullo Stretto di Messina. I progetti finanziati con il Next Generation Eu riguardano "sono soltanto le opere pubbliche che possono essere realizzate entro il 2026", ha specificato. 

Ma il ponte va realizzato comunque, "anche con risorse nostre", perché secondo Faraone rientra tra le "opere strategiche da realizzare". 

"C’è uno studio che parla di vantaggi economici per la Sicilia di quasi 50 miliardi in venti anni, rispetto a un costo di 4 miliardi. Ed è un’analisi credibile”, afferma.
Alleanza trasversale per il Ponte

Lo scorso marzo in parlamento è nato l'intergruppo "Ponte sullo Stretto. Rilancio e sviluppo italiano che parte dal Sud”, che mette in campo un'insolita alleanza tra Italia Viva, Forza Italia e Lega. Lo si apprende dal Fatto Quotidiano.

I primi firmatari della proposta sono Vono, Faraone, Magorno, Scoma, Sudano, Ungaro (per Italia viva), Barboni, Barachini, Bartolozzi, Berardi, Caligiuri, Cannizzaro, Cesaro, D’Attis, Gallone, Giammanco, Mallegni, Mazzetti, Occhiuto, Papatheu, Paroli, Perosino, Prestigiacomo, Rizzotti, Russo, Schifani, Siclari, Siracusano, Sozzani (per Forza Italia), Furgiuele, Pagano, Pepe, Rixi, Rufa (per la Lega".

In una nota i promotori si definiscono "caratterizzati da percorsi differenti ma animati da un’ambizione condivisa“.

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Messina, Italia, Italia Viva, Sicilia, Italia
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