13:40 16 Maggio 2021
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Secondo il direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco la contrapposizione tra il blocco continentale e quello angloamericano, ognuno volto ad accaparrarsi più vaccini possibili, ha avuto un impatto sulle campagne vaccinali sui singoli Paesi.

Durante il webinar online dal titolo 'La campagna vaccinale: le prospettive di ripartenza del Paese', promosso dall’Osservatorio Economico e Sociale Riparte l’Italia, Nicola Magrini ha parlato ad ampio raggio della questione vaccini. 

Per Magrini, l'avidità dei singoli Paesi e dei loro blocchi di riferimento, volti ad accaparrarsi più dosi possibili a discapito degli altri, ha condizionato le campagne di vaccinazione. 

“I contrasti che sono apparsi tra i diversi blocchi America e Gran Bretagna da una parte ed Europa dall’altra, non sono serviti. Ci sono stati Paesi più rapidi compratori, ma la torta era una e chi è arrivato prima ed ha preso più vaccini lo ha fatto a discapito di altri. L’avidità vaccinale – come del resto è stata definita da una autorevole rivista scientifica – ha fatto venir meno la responsabilità sociale da parte di questi grandi Paesi. I comportamenti senza scrupoli hanno sicuramente inciso sullo slittamento della vaccinazione di massa, ad esempio in Italia, che non potrà avvenire prima dell’estate”, ha detto.

Il direttore generale dell'Aifa ha comunque rassicurato sul fatto che in Italia i quantitativi aumenteranno notevolmente proprio da giugno. 

Riguardo la possibilità di ricorrere a ulteriori vaccini, come il russo Sputnik V e il cinese Sinovac, Magrini ha specificato che, essendo l'Aifa parte dell'Ema, “faremo le valutazioni che ci spettano come autorità regolatoria anche sulla base dei dossier che saranno sottomessi. I vaccini che saranno effettivamente disponibili nei prossimi mesi definiranno ciò di cui abbiamo bisogno. Se ne avremo bisogno si vedrà al momento”.

Riguardo i possibili effetti collaterali del vaccino AstraZeneca, Magrini ha osservato che "per molti farmaci ci sono rischi ben più alti di questi e li accettiamo con consapevolezza e con responsabilità. Anche per farmaci che si danno a popolazioni in pieno benessere, non solo cure intensive per chi ha patologie gravi che accetta anche rischi più importanti".

Paradossalmente per il direttore generale dell'Aifa, AstraZeneca paga una scelta che invece sarebbe da lodare.

"AstraZeneca ha fatto una scelta audace ed etica di offrire il proprio vaccino al prezzo di costo e questo può aver indotto qualcuno a ragionare che costando meno poteva valere meno, ed è paradossale. Era invece una scelta etica rivolta al Sud del mondo. I prezzi per altro sono riservati ma per una serie di errori sono stati resi noti, Poi ci sono stati scivoloni da parte dell’azienda”, ha comunque notato.

Sulle cure nei pazienti-Covid, Magrini ha concluso dicendo che “sono evolute piuttosto bene. Abbiamo messo via via a fuoco la sequenza giusta, molta ricerca va ancora fatta. In più sono in arrivo alcuni nuovi antivirali e altri nuovi trattamenti. Su un paio di questi si comincia anche a puntare, sulla base di dati indicativi di nuova efficacia”.

Secondo gli ultimi dati, in Italia 19.606.500 sono le dosi di vaccino somministrate fino ad oggi, mentre 5.833.485 persone hanno completato il ciclo vaccinale.

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