09:52 18 Maggio 2021
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Il professore Galli dice la sua sulla variante indiana e sull'esplosione di casi in India. Sul vaccino AstraZeneca, ecco il suo consiglio a chi deve fare la seconda dose.

Va cauto il professore Massimo Galli sugli effetti della variante indiana: “Non sappiamo ancora abbastanza cose sulla variante indiana, neanche sul fatto che possa o no bucare i vaccini attualmente disponibili”, ha detto citato da AskaNews.

“Qualche casa farmaceutica si è dichiarata ottimista, ma dati definitivi e ufficiali non ce li abbiamo. E’ verosimilmente molto diffusiva, forse più ancora della variante inglese, ma anche questo lo dobbiamo verificare in maniera più diretta e scientifica”.

A preoccupare il professor Galli è l’esplosione di contagi in India: “In India il primo di marzo c’erano 12mila casi di contagio da Sars-Cov-2 al giorno e il 25 aprile i casi erano 350mila”.

Anche se il sospetto è che i dati raccolti ufficialmente non siano mai corretti fino in fondo, e questo potrebbe spiegare “l’esplosione” improvvisa, frutto invece di un aumento costante nel tempo ma non contabilizzato.

Anche l’infettivologo Galli non crede che la cerimonia sul Gange basti a giustificare una tale esplosione, nonostante quella cerimonia religiosa abbia ammassato centinaia di migliaia di persone in poco spazio: “Non credo basti quel singolo evento per giustificare una realtà esplosiva, ma ha aiutato” sicuramente.

Il consiglio di Galli sul vaccino AstraZeneca

Il vaccino AstraZeneca è stato progettato inizialmente per un’unica dose. Può valere la pena di andare a vedere quale sia stata la risposta anticorpale dopo la prima dose per orientare ulteriori strategie”, dice il professore, che aggiunge: “È importante e potrebbe dirimere molte questioni e angosce anche nelle persone”.

Quindi il consiglio ai più giovani che hanno paura di fare la seconda dose.

“Francamente dico a quelli più giovani che vale la pena di vedere quanti anticorpi hanno fatto, se dal test sierologico risultano buoni anticorpi anti-Rdb (Receptor Binding Domain) della proteina spike, possono non fare la seconda dose e ricontrollare gli anticorpi sei mesi dopo”.

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