13:22 09 Maggio 2021
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Il presidente della Repubblica e della Camera dei deputati ricordano il sacrificio di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo, morti per mano della mafia per il loro impegno civico.

Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ricorda l’uccisione di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo, morti per la loro lotta alla mafia.

In particolare La Torre è colui che nella seconda metà degli anni 1970 accusò apertamente Vito Ciancimino, Salvo Lima e Giovanni Gioia di essere al soldo di cosa nostra.

Segretario del Partito comunista, La Torre si fece promotore della legge che istituiva il reato di associazione di tipo mafioso.

Per la sua lotta politica contro le mafie, innovativa e rivoluzionaria per quei tempi, fu condannato a morte dai massimi capi capi della mafia siciliana.

Mattarella li ricorda come esempio di “impegno civico e di senso dello Stato per l’intera collettività”, nel messaggio rivolto al Centro di studi ed iniziative culturali che prende il nome di Pio La Torre.

Diffondere la cultura della legalità

“Vanno incoraggiate in ogni modo le iniziative volte a diffondere la cultura della legalità quali contributi essenziali al processo, storicamente ineluttabile, di sradicamento dalla società dei fenomeni mafiosi. Educare gli studenti al rispetto dei principi civici significa porre le basi per costruire una collettività futura libera da ogni forma di condizionamento criminale.”

Il messaggio di Roberto Fico

Anche il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, ha inviato al Centro studi un messaggio di apprezzamento per le iniziative organizzate in questo giorno di memoria degli eventi sanguinari di quegli anni ‘80 dello scorso secolo.

“Ci ha lasciato un'eredità importante frutto di un percorso di passione civile e impegno che non possiamo dimenticare”, ha detto il presidente della Camera Fico.

Il presidente della Camera ricorda che la legge sul reato di associazione mafiosa fu istituito pochi mesi dopo la sua morte:

“Con la legge Rognoni La Torre venne introdotto il reato di associazione di tipo mafioso e furono previste misure patrimoniali applicabili alla accumulazione illecita dei capitali. La Torre l'aveva definita una legge per la democrazia, perché consentiva che beni acquistati dalla criminalità tornassero ad essere beni della collettività”.
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