12:42 09 Maggio 2021
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L'eurodeputata leghista toscana, Susanna Ceccardi, interviene sul caso della falsa passata di pomodoro Made in Italy imbottigliata negli stabilimenti Petti: "Fondamentale tutelare la produttività dello stabilimento".

Potrebbe essere una delle più grandi frodi nel commercio alimentare degli ultimi anni quella scoperta dai carabinieri del Nas nei giorni scorsi negli stabilimenti della toscana Petti.

La passata di pomodoro garantita come italiana al 100 per cento, in realtà non solo non veniva prodotta con pomodori del nostro Paese ma con una materia prima proveniente addirittura da Stati extra Ue.

Negli stabilimenti di Venturina Terme e a Campo alla Croce di Campiglia Marittima in provincia di Livorno, infatti, secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, veniva imbottigliato proprio il concentrato di pomodoro straniero.

Nulla di illegale, se non fosse che sulle etichette dei barattoli veniva assicurato ai consumatori che il prodotto provenisse dalle campagne toscane. Se le indagini confermassero quanto rilevato dai carabinieri si tratterebbe di una vera e propria truffa.

E sul caso interviene anche la politica. “Le notizie relative al pomodoro maremmano non ci possono lasciare indifferenti: come hanno giustamente evidenziato le associazioni di categoria, si tratta di un’eccellenza alimentare del Made in Italy che va difesa e valorizzata oggi più che mai”, hanno commentato gli eurodeputati della Lega Susanna Ceccardi, toscana, Elena Lizzi e Massimo Casanova in una nota congiunta, chiedendo di garantire le attività dell’impianto di produzione, dove sono state sequestrate dai carabinieri 4mila tonnellate di passata di pomodoro e sospesa la produzione di barattoli, vasi in vetro, pachi e bric.  

“In attesa dello sviluppo delle indagini, che accerteranno eventuali responsabilità, - continuano gli europarlamentari leghisti - ora è fondamentale tutelare la produttività dello stabilimento Petti, a salvaguardia dei posti di lavoro in vista dell’avvio della stagione di raccolta”.

“Dev’esserci il massimo impegno per garantire il mantenimento della continuità produttiva dell’azienda e i livelli occupazionali della filiera. Questa vicenda evidenzia ancora una volta come la difesa del Made in Italy e il contrasto alle frodi alimentari debba essere per tutti un punto fermo, in Italia, in Europa e nel Mondo, a tutela dei consumatori, dei produttori e dei posti di lavoro”, concludono i deputati europei.

Intanto, sarebbero sei, tra proprietari dell’azienda, dirigenti e contabili, le persone finite nel registro degli indagati. Per i carabinieri il raggiro andava avanti da almeno un mese.

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