12:56 09 Maggio 2021
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Il Senato ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti del Ministro della Salute, Roberto Speranza, presentata da Fratelli d'Italia. In seguito respinte anche la seconda e la terza.

L'aula del Senato ha bocciato la prima di tre mozioni di sfiducia contro Roberto Speranza. Contro 221 senatori, 29 favorevoli, 3 astenuti. Più di 50 senatori assenti all'aula.

Nella mozione di Fdi si sottolinea che "l'assenza di un'efficace strategia di contenimento del virus ha inciso pesantemente anche sull'attuazione del piano nazionale di vaccinazione e nella strategia di approvvigionamento vaccinale che, come già evidenziato oltre un anno fa dal gruppo di Fratelli d'Italia, doveva prevedere per l'industria farmaceutica privata italiana e per l'Istituto chimico farmaceutico pubblico di Firenze incentivi legati alla produzione in Italia di vaccini".

In seguito è stata bocciata anche la seconda mozione di sfiducia, presentata dal senatore Gianluigi Paragone, com 29 sì, 206 no e 2 astenuti. 

Anche la terza mozione a prima firma Matteo Crucioli (Alternativa C’è) è stata respinta con 28 favorevoli, 204 contrari e 2 astenuti.

Ci sono state tre mozioni: la prima presentata da Fratelli d'Italia, la seconda da Italexit di Gianluigi Paragone e la terza dalla componente del Senato Alternativa C’è.

Dopo l'esito delle votazioni Speranza ha ringraziato i suoi sostenitori in un messaggio sui social:

​Nel suo discorso di oggi Speranza, replicando alle accuse contenute nelle mozioni di sfiducia presentate a Palazzo Madama, si è scagliato contro i suoi avversari: "Alimentano un linguaggio di odio inaccettabile".

Ieri gli alleati di governo, dal Pd ad Italia Viva, avevano fatto appello all’unità. "Non può esistere una maggioranza à la carte", aveva incalzato la presidente dei deputati Dem, Debora Serracchiani, sintetizzando la posizione della sinistra di Leu e del M5S, mentre Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera, chiedeva ai “partiti più grandi” di "smettere di farsi la guerra e pensare al bene comune dell'Italia".

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