13:39 16 Maggio 2021
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Altro duro colpo alla ‘ndrangheta nel crotonese, dove la Guardia di Finanza ha apposto i sigilli a beni ritenuti appartenere alla cosca Farao-Marincola. Sequestrati oltre 50 milioni di euro tra imprese del settore boschivo che operavano nel territorio della Sila, immobili e automezzi.

In particolare i beni sono stati sequestrati all’imprenditore Luigi Spadafora e ai suoi figli, che affiliandosi con la cosca locale aveva costituito un vero e proprio cartello per la gestione dei tagli boschivi. Le imprese che non si allineavano alle direttive della ‘ndrangheta locale, venivano tagliate fuori dal giro commerciale.

Una vera e propria manipolazione quella degli Spadafora, che comandavano anche le gare di appalto indirizzando le aggiudicazioni alle loro imprese o a quelle allineate ai loro diktat mafiosi.

Gli Spadafora, gestendo i boschi della Sila, sono riusciti per anni anche a favorire la latitanza di elementi di spicco della cosca Farao-Marincola a cui facevano capo. Lo riporta l'Ansa.

Gli Spadafora a febbraio sono stati condannati per i loro reati e per l’affiliazione alla ‘ndrangheta. In totale dovranno scontare oltre 60 anni di carcere.

I sequestri sono invece il frutto degli accertamenti condotti tra gli anni 2005 e 2017, che hanno portato alla scoperta di un ampia discrepanza tra le risorse economiche possedute e quanto veniva dichiarato dagli Spadafora.

Nel sequestro sono finiti ben 203 immobili tra fabbricati e terreni, 60 automezzi da lavoro e autovetture, ma anche quote societarie, libretti di risparmio e polizze assicurative.

Tags:
Guardia di Finanza, 'ndrangheta
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