14:13 16 Maggio 2021
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La casa farmaceutica Janssen ammette la plausibile connessione del suo vaccino con i molto rari casi di trombosi. Ammissione pervenuta attraverso una nota concordata con Ema ed Aifa.

Anche la casa farmaceutica Janssen, che produce il vaccino monodose per la capogruppo Johnson & Johnson, ammette che un nesso tra i rari casi di trombosi e il suo vaccino contro il coronavirus potrebbe essere “plausibile”.

L’azienda farmaceutica fa il punto sulla ricerca interna e il monitoraggio dei casi di rare trombosi venose che pare accomunino i vaccini a vettore virale.

“Una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnate da sanguinamento, è stata osservata molto raramente in seguito alla vaccinazione con COVID-19 Vaccine Janssen. Un ruolo causale del vaccino è considerato plausibile”, lo riporta sul suo sito web l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

La nota concordata tra la casa farmaceutica Janssen, l’Ema e l’Aifa cerca di gettare maggiore trasparenza sui casi di trombosi venosa che hanno in particolare riguardato il vaccino contro il coronavirus AstraZeneca (Vaxzevria).

Tali casi si sono rilevati entro le prime 3 settimane dalla somministrazione della prima dose e prevalentemente in donne di età inferiore ai 60 anni, si legge nella nota.

Al momento, tuttavia, non sono noti fattori di rischio specifico tali per cui è possibile escludere una categoria specifica di persone dalla somministrazione di questo vaccino contro il Sars-CoV-2.

I consigli

Si consiglia quindi di monitorare i pazienti e di invitarli a contattare immediatamente un medico se sviluppano sintomi di tromboembolia e/o di trombocitopenia a seguito di vaccinazione.

“La trombosi in combinazione con la trombocitopenia richiede una gestione clinica specializzata. Consultare le linee guida applicabili e/o specialisti (ad es. ematologi, specialisti nella coagulazione) per diagnosticare e trattare questa condizione clinica”, si apprende ancora nel comunicato stampa dell’Aifa.
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vaccino, Coronavirus
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