21:03 14 Maggio 2021
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L'Italia verso il rafforzamento del suo "confine digitale" con una spesa da 630 milioni di euro da prendere dal Recovery plan. Una nuova realtà in seno al Viminale si occuperà di proteggere il web dalle aggressioni cibernetiche.

Obiettivo dell’Italia, attraverso la missione 1 del Recovery plan dedicata alla digitalizzazione è “rafforzare il perimetro di sicurezza informatica del paese” (pagina 95 del Pnrr).

La sicurezza informatica (cybersecurity), riceverà 620 milioni di euro di investimenti in 7 anni (2021-2026). Poca roba, ma un buon inizio in un Paese dove il 95% dell’infrastruttura informatica nazionale ha seri problemi di sicurezza informatica (leggasi sempre il Pnrr per approfondimenti).

Al lavoro ci sono sia il Ministero dell’Interno, che il sottosegretario con delega all’Intelligence e alla Sicurezza, Franco Gabrielli.

“Da un lato Gagrielli lavorerebbe a una nuova agenzia per la sicurezza informatica nazionale, dall’altra Luciana Lamorgese vuole istituire una nuova Direzione centrale per la sicurezza cibernetica del ministero dell’Interno”, riporta il magazine online Formiche.net.

Obiettivo di questo nuovo “organo” del Viminale, garantire la sicurezza informatica e cibernetica prevenendo gli atti ostili con attività di indagine e di tutela. Questa direzione dovrebbe fungere anche da coordinamento delle attività efficacemente svolte dalla polizia postale e delle comunicazioni in seno alla Polizia di Stato.

La direzione dovrebbe coordinare anche il Centro nazionale per il contrasto alla Pedopornografia sulla rete internet e il Cnaipc, inoltre si dovrebbe occupare della difesa digitale della Rai e dell’Eni, oltre al Cert (Computer Emergency Response Team), che è stato istituito dall’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il cosiddetto “Decreto cyber”.

Tags:
cyberattacchi, cyber-security, cyber-spionaggio, Guerra informatica, Informatica
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