01:35 08 Maggio 2021
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Il decreto riaperture vieta nei bar la consumazione al banco. Per gli esercenti si tratta di un passo indietro, poiché le norme precedenti in zona gialla consentivano questo tipo di consumo. Il Fipet: "Ci sentiamo presi in giro".

A meno di un giorno dalle tanto attese riaperture i baristi sono sul piede di guerra per il divieto di consumare al bancone anche in zona gialla. Per i locali che non hanno spazi all'aperto le attuali norme non consentono la ripresa dell'attività. 

Durissimo il commento arrivato ieri da Fiepet Confesercenti che chiede di rivedere le regole in modo da non penalizzare gli esercizi più piccoli privi di locali esterni. Il decreto riaperture, infatti, prevede solo il consumo ai tavoli e all'aperto. 

"Di fatto, da lunedì, per le imprese senza posti all’esterno sarà di nuovo zona arancione anche in zona gialla, visto che si impone il divieto di consumo all’interno dei locali, nemmeno in piedi al banco, fino a giugno", afferma in una nota Giancarlo Banchieri, Presidente nazionale delle imprese della somministrazione di Fiepet Confesercenti.

Una norma "da rivedere ed incomprensibile" che si traduce "in un inasprimento delle restrizioni". A far montare la rabbia degli esercenti è il fatto che la regola sia stata resa pubblica a soli due giorni dalle riaperture "con grave ritardo da una circolare del Ministero degli interni".

“Ci sentiamo presi in giro: ci è stato detto che si riapriva prima, ma la realtà è ben diversa. E se prima per i bar si profilava, dopo il 30 aprile, la possibilità di tornare a lavorare almeno in zona gialla, permettendo ai clienti di consumare all’interno dei locali, ora con il decreto riaperture, paradossalmente, si resterà chiusi un altro mese", prosegue.

Non tutti i bar hanno spazi all'aperto e la capacità dei dehors è "di solito non è superiore a un quinto di quella complessiva del locale, del tutto insufficiente a sostenere l’attività", spiega.

I baristi chiedono di accelerare sul green pass per aprire i bar Covid-Free e permettere la ripresa dell'attività a regime e in sicurezza. 

"Chiederemo a Fedriga e agli altri presidenti delle Regioni di valutare e predisporre tutte le direttive per autorizzare i locali Covid-free: sarebbero anche un elemento di attrattività turistica per il nostro Paese”, conclude Banchieri. 

Il calendario delle riaperture prevede il via libera alle attività di bar e ristoranti a pranzo e a cena a partire da domani, privilegiando gli spazi all'aperto. Questo criterio, che attraversa la road map per il ritorno alla normalità, prevede che le consumazioni avvengano al tavolo e nei dehors. Attualmente è al vaglio la possibilità di utilizzare un green pass per permettere il consumo all'interno dei locali. 

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