15:20 06 Maggio 2021
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Secondo quanto riportato nel rapporto di Consulenti del Lavoro solo il 52% dei lavoratori da remoto si dice soddisfatto dello strumento usato per far fronte alla pandemia.

Lo smart working divide gli italiani, tra coloro che preferirebbero tornare a lavoro in presenza e coloro che non rinuncerebbero al lavoro da remoto, con un italiano su due che boccia lo strumento ideato per far fronte alla pandemia.

Il dato emerge dal Rapporto “Gli italiani e il lavoro dopo la grande emergenza" che sarà presentato al Festival del Lavoro il prossimo 28 aprile dalla Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro.

"Il 16,7% dei lavoratori intervistati guarda allo smart working come un punto di non ritorno della propria vita professionale; oltre il 10,7% cercherebbe un qualsiasi altro lavoro pur di svolgerlo da casa. Il 43,5% si adatterebbe al ritorno in ufficio, ma 4 su 10 sarebbero contenti di tornare a lavorare tutti i giorni in presenza" si legge nel comunicato stampa di Consulenti del Lavoro.

Esperienza vissuta diversamente in presenza o assenza di figli, più colpiti gli uomini

L'esperienza del Covid con il lavoro da remoto è stata vissuta in modo diverso da giovani e adulti, da lavoratori con figli e senza.

Per gli uomini è stato più duro il lavoro da casa (52,4% degli uomini contro il 45,7% delle donne) in termini relazionali e di carriera ma ne hanno guadagnato in produttività.

Viceversa le donne hanno sofferto l’allungamento dei tempi di lavoro (57% contro il 50,5% degli uomini) e l’inadeguatezza degli spazi casalinghi (42,1% contro 37,9%), evidenziando un maggior rischio di disaffezione verso il lavoro (44,3% rispetto al 37% dei colleghi).

Donna in smart working
© Sputnik
Donna in smart working

Conseguenze dello smart working: cambi nelle spese famigliari e disturbi legati a postazioni domestiche

Secondo quanto rilevato dal rapporto, ci sono state anche conseguenze pratiche e fisiche per coloro che per continuare a lavorare hanno usato lo home working.

  • Il 71,1% dichiara di aver diminuito le spese per spostamenti, vitto e vestiario, investendo in consumi legati al tempo libero nel 54,7% dei casi
  • Il 48,3% paga il conto per l’utilizzo di sedie e scrivanie improvvisate
  • Il 39,6% lamenta l’inadeguatezza degli spazi e delle infrastrutture, come i collegamenti di rete

De Luca: necessario trovare le migliori soluzioni per le richieste dei lavoratori

"La varietà delle casistiche riportate all’interno del Rapporto evidenzia la necessità di ripensare alla regolazione del lavoro subordinato, auspicabilmente lasciando alla contrattazione collettiva il compito di rintracciare le migliori soluzioni per contemperare le richieste di imprese e lavoratori. Sarà interessante confrontarsi anche su questo tema con il mondo della politica, delle imprese e delle parti sociali durante il Festival del Lavoro" ha affermato Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro.

Durante l'incontro "Italia 2021, competenze per riavviare il futuro" tenutosi a metà aprile, il ministro Brunetta è intervenuto per parlare del nuovo piano di gestione e organizzazione della pubblica amministrazione affermando la possibilità di implementare l'uso dello smart working nel caso in cui questo migliorasse l'efficienza e l'organizzazione del lavoro.

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