09:53 18 Maggio 2021
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Otto ragazzi di Pisa rischiano il rinvio a giudizio per diffusione di materiale pedopornografico ed istigazione all'odio razziale per decine di video di abusi su bambini e materiale antisemita condivisi tramite gruppi di Whatsapp.

Scene esplicite di abusi con protagonisti bambini, costretti a subire atti sessuali. Solo che stavolta gli “orchi” che collezionavano i video dell’orrore sono a loro volta poco più che bambini. Sedicenni che si divertivano a condividere materiale pedopornografico, ma anche contenuti antisemiti e video degli atti vandalici commessi in giro per la città.

Un abisso scoperto dagli agenti di polizia di Pisa grazie ad un procedimento penale avviato nel 2019 per una presunta violenza sessuale.

Il caso è poi stato archiviato, ma proprio attraverso quelle indagini i poliziotti sono arrivati allo smartphone di uno dei ragazzi coinvolti.

Un cellulare che al suo interno conteneva video che mostravano abusi sessuali subiti da bambini. Ad inviarglieli tramite le app di messaggistica era stato un altro coetaneo. In tutto sono otto i giovani coinvolti nella diffusione dei filmati.

Durante la perquisizione a casa di uno di loro, come riferisce il Messaggero, sono stati rinvenuti bastoni, spranghe, pugnali, petardi e la targa di uno scooter rubato. Non solo. Nei telefoni cellulari e nel computer del ragazzino erano stati salvati tutorial per realizzare ordigni rudimentali, oltre alle scorribande compiute per le vie di Pisa.

Ma i particolari più inquietanti sono emersi dalle chat con alcuni dei compagni di classe. Gruppi Whatsapp dove circolavano immagini di bimbi stuprati, appositamente modificati così da non poter essere intercettati e bloccati. E ancora, meme su Adolf Hitler, materiale antisemita e immagini offensive su Papa Francesco.

A tutti i ragazzi coinvolti, che secondo la polizia si sono “resi attivamente partecipi della condivisione del materiale proibito”,  è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini davanti ai genitori.

Se saranno rinviati a giudizio, rende noto Repubblica, rischiano una condanna dai 6 ai 12 anni di reclusione per la diffusione di materiale pedopornografico e fino a sei anni per istigazione all'odio razziale.

Soltanto uno di loro dovrà eventualmente rispondere anche di ricettazione e detenzione abusiva di armi.

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